NO AL NUCLEARE - IL VOLANTINO
IL VOLANTINO
NO AL NUCLEARE
26/1/2010; scritto da Andrea Lucchetti
Dopo la tragedia di Chernobyl, nel 1987 con un referendum abbiamo detto NO al nucleare, ora il governo vuole cancellare questa nostra scelta e ha deciso di REINTRODURRE il nucleare.
Significa che l’Italia sarà per almeno altri 50 anni sotto il rischio di radiazioni e di scoppi nucleari; a prescindere da dove le centrali saranno costruite, questo è un problema per tutti noi italiani perché i fumi e le radiazioni invadono cielo e terra, inoltre con il vento arrivano fino a migliaia di chilometri di distanza rendendo l’aria malsana, i terreni delle nostre campagne inquinati e l’acqua non potabile.
Il nucleare ha costi spaventosi: il costo dell’intera operazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 MILIARDI DI EURO! Ogni centrale necessita di 10 anni per essere costruita e per produrre il nucleare si ha bisogno di un elemento chimico: l’URANIO, il mondo finirà le scorte di uranio entro il 2040 circa e l’Italia non avrà neanche il tempo di guadagnare dall’affare
Oltre alla costruzione degli impianti, si aggiungono:
- i costi per l’estrazione di Uranio dalle miniere in Canada, Australia, Kazakhstan, Nigeria e per raffinarlo;
- i costi energetici per “arricchire” l’uranio e per fabbricare gli elementi di combustibile;
- il costo della manutenzione delle centrali;
- il costo per l’eliminazione delle scorie e dell’Uranio impoverito;
- il costo per lo smantellamento degli impianti e il confinamento definitivo dei detriti radioattivi;
- il costo ulteriore della sicurezza, con ingenti presidi militari e presenza di forze armate.

Ci dicono che il nucleare non inquina ma è una grande bugia.
Se si considera solo il processo in atto in una centrale l’emissione di CO2 è realmente più basso di altri sistemi ma esso è un dato relativo perché in realtà i fattori inquinanti sono molteplici: l’estrazione di uranio che comporta dei costi energetici elevati soprattutto nel momento in cui l’uranio ad alta concentrazione finirà,le scorie, le radiazioni, la distruzione del territorio adibito alle centrali e l’uso massiccio di acqua per raffreddare gli elementi di combustibile.
Lo stato sovvenzionerà l’impresa togliendo soldi a tanti altri ambiti pubblici e in particolare impedirebbe lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili da vento, sole, acqua e terra, che costano meno e non inquinano.
Ci sono interessi commerciali giganteschi sul nucleare ma riguardano l’industria nucleare e quella delle armi (con l’uranio arricchito si possono costruire le bombe atomiche e con quello impoverito i proiettili che hanno prodotto la cosiddetta “sindrome della guerra del Golfo”).
NON CI SONO VANTAGGI PER NOI CITTADINI.
500.000 MORTI, migliaia di persone e bambini malati di leucemia e tumori nell’est-Europa, una moltitudine di malformazioni e gravi malattie insorte negli anni; il nostro nord d’Italia ha avuto un boom di tumori al colon-retto dal 2000, considerando che tale tumore scaturisce 15 anni dopo l’ingestione del Cesio 137 (uno dei materiali radioattivi fuoriusciti da Chernobyl) pare evidente la connessione con lo scoppio Nucleare.
scritto da Andrea Lucchetti il 26/1/2010






