IL POLLO-QUAGLIA - Gli ibridi della nostra vita
IL POLLO-QUAGLIA - Gli ibridi della nostra vita
Per “chimera si intende un organismo le cui cellule hanno due diversi patrimoni genetici perché provengono da due differenti esseri viventi, che possono appartenere a una stessa specie o a specie diverse”.
La prima sperimentazione chimerica si svolse molti anni fa, quando degli scienziati di Edimburgo fusero un embrione di pecora con uno di capra, due specie animali non imparentate e incapaci di accoppiarsi.
LA SUA CARNE È BLU FOSFORESCENTE ED IO LA USAI PER ADDOBBARE IL SOFFITTO DELLA CAMERA DEI BAMBINI, PLASTIFICATA CON UNA SOSTANZA DI NANO TUBI AL CARBONIO CHE MANTIENE LA TEMPERATURA INTERNA DELLA CARNE DI PECRA (PECORA+CAPRA) ALLO ZERO ASSOLUTO, COSÌ LA CARNE NON VA A MALE.
Nel 1988 negli USA fu brevettato il topo ibrido (oncotopo) in cui era stato inserito un gene umano in grado di far sviluppare un tumore alla mammella.
IL MIO CAPUFFICIO HA RICEVUTO UN ONCOTOPO PER NATALE… E STANOTTE QUELLO GLI HA INIETTATO UN VIRUS NEL SANGUE MORSICANDOGLI L’ALLUCE... SPERO CHE AL VIRUS SEGUA IL CANCRO.
Abbiamo poi IL famoso POLLO-QUAGLIA del 1997, prodotto dall'Istituto californiano di neuroscienze di San Diego: IL PIÙ GRANDE PROGETTO CULINARIO DELLA STORIA.
“IL POLLO-QUAGLIA NON HA MAI FATTO DEL MALE A NESSUNO” AFFERMANO GLI ORGANI DI STAMPA PRINCIPALI. IL POLLO-QUAGLIA AIUTA NELLE INCOMBENZE DOMESTICHE, SOSTITUISCE IL MARITO QUANDO LA MOGLIE È CALDA E SOLA SOTTO LE COPERTE, E S’INFILA DA SOLO IN PENTOLA PER IL BOLLITO.
Al primo posto tuttavia metterei L'UOMO-SCIMMIA del 1997, dell'università della California. L'esperimento fallisce, dicono i ricercatori, a causa dell'incompatibilità” tra DNA.(..) ma da esso si prosegue col MINOTAURO del 1998, e infine finalmente si giunge al successo con L'UOMO ERMAFRODITA che nasce nel 2003 nei Centri per la riproduzione umana di Chicago e New York, dove si ottiene la fusione di due embrioni umani di sesso diverso (..) L'annuncio viene dato a Madrid, nel congresso della Societa' Europea per la Riproduzione Umana e l'Embriologia (Eshre).
Un gruppo di biologi cinesi ha poi fuso delle cellule umane, visto che la situazione stava diventando allarmante, con delle cellule di coniglio, cioè cellule del prepuzio di due bambini di cinque anni, della faccia di una donna di 60 e di due uomini, insieme a ovociti di coniglio (è vero!!!).
SE ANDATE AL SUPERMERCATO ORA TROVATE IL RISULTATO NEL BANCONE DEI SURGELATI: È PERFETTO PER UNA SPAGHETTATA DI MARE: “CAZZO, CUOIO E CONIGLIETTE”, È IL TITOLO DEL FAVOLOSO MANICARETTO.
Gli scienziati, poi hanno iniettato cellule di cervello umano nei feti di topo, creando topi che sono approssimativamente umani per l’1%. Lo scienziato Weissman sta considerando di poter arrivare a creare topi il cui cervello sia al 100% umano. QUESTO ESPERIMENTO È ENTRATO DIRETTAMENTE NELLA MIA VITA, PERCHÉ MIA MOGLIE HA IL CERVELLO APPROSSIMATIVAMENTE UMANO PER L’1%, E SPERA CHE QUANDO GLI SCIENZIATI ARRIVERANNO A 100% COL TOPO, FARANNO A CAMBIO CON L’ENCEFALO DI MIA MOGLIE.
E' stata” inoltre “creata una pecora (la famosa pecora Dolly) con il 15% di geni umani. E' stata creata da ricercatori dell'Università del Nevada guidati da Esmail Zanjani. (02/04/2007)
Mi auguro che non vogliano fare lo stesso con me, ibridandomi con un maiale. …malauguratamente questo augurio è ormai inutile, l’obbiettivo dal punto di vista psicologico sembra chiaro: i militari vogliono unire mia moglie con un montone (letteralmente) tagliarle un pezzo di pelle dallo zigomo e inserirla nell’orecchio destro del montone, in modo che il MONTOMOGLIE sviluppi un orecchio con ombretto e “nei” incorporati, e infine mi venga fornito il risultato, in permuta con mia moglie (Mentre lei va a farsi sostituire il cervello del rat-man.)
ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. CARROLL: PEDOFILO.
ALICE... NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE?
Tutti conoscono il libro “Alice nel paese delle meraviglie”, se non il libro almeno il cartone animato proposto dalla Walt Disney, ma non tutti sanno CHI È IL VERO AUTORE di questa, che è una delle più grandi opere letterarie scritte per i bambini e non solo.
Il nome Lewis Carroll, che si legge nell’ultima pagina del libro, è uno pseudonimo, anche se, come vedremo, rappresenta molto di più che un tentativo di rimanere nell’anonimato.
GOING DOWN
Il vero nome di Lewis Carroll è Charles-Lutwidge Dogdson, nato nel 1832 a Daresbury, un paesino di campagna del Cheshire, nell’Inghilterra dell’epoca Vittoriana, un’epoca ricca di contraddizioni e di ipocrisie. Figlio di un pastore conservatore, ebbe un’educazione rigida. La famiglia Dogdson era una famiglia numerosa, Charles aveva sette sorelle e tre fratelli. Nelle descrizioni della sua infanzia emerge un’immagine idealizzata di quel periodo, lo scrittore ricorda con nostalgia ciò che lui stesso descrive come “il più meraviglioso dei paradisi”. Anche se sembra che questa visione non rispecchi molto la realtà. (Nota 1)
All’età di quattordici anni fu mandato alla scuola di Rugby, la residenza in questo collegio verrà descritta come brutale, la visione paradisiaca dell’infanzia cederà il passo ad una visione dell’adolescenza infernale e infelice.
INIZIO DI COSE OSCURE
Questa esperienza segnò la sua vita. Dogdson a quell’età era molto delicato, e aveva una sensibilità che, per certi versi, si poteva considerare femminile, inoltre la sua fragilità era maggiorata dai problemi di balbuzie, caratteristica della famiglia. Oltre a Charles, infatti, sei delle sue sette sorelle balbettavano. La Scuola di Rugby si pone come linea di confine tra il paradiso infantile e l’inferno adolescenziale. (Nota 2)
La residenza in collegio incise molto sulla sua personalità, fino al punto che alcuni biografi riconducono proprio a quel periodo, la sessualità traumatizzata dell’uomo. A diciassette anni intraprese gli studi universitari di matematica,al termine dei quali diventò professore alla Oxford University e, la voce del padre (..), delle aspirazioni e del dover essere, lo condussero a prendere i voti minori,diventando DIACONO. Non si sposò mai, ma proprio ad Oxford conobbe l’unico amore della sua vita, la sua musa ispiratrice, Alice per l’appunto.
ALICE
Alice era una delle tre sorelle Liddell, figlie di uno dei decani di Oxford dove, come detto poc’anzi, Dogdson insegnava. Il primo incontro tra i due è avvenuto quando Alice aveva quattro anni e il professore già ventiquattro. Inizialmente la passione del professore era rivolta alla più grande delle tre sorelle, Lorina che aveva SETTE ANNI ma, con il passare del tempo, Alice divenne la preferita. Dogdson che inizialmente si dilettava osservando dalla finestra le bambine giocare, in breve tempo si avvicinò alla famiglia e intraprese dei giochi senza fine, ricchi di fantasia e a raccontare delle bellissime storie.
Frequentava talmente assiduamente il salotto dei Liddell che la signora spesso risultava infastidita dalla sua presenza. Le foto scattate alle bambine, le carezze, le lettere che gli inviava, insospettivano la madre.
L’OSCURITA’ VIENE ALLA LUCE
La vicinanza delle bambine, portò alla luce un Dogdson, impossibile da vedere se ci si fosse soffermati allo scuro abito di serietà, frutto della sua carica di diacono, e se fossimo stati seduti ad un banco di una delle sue lezioni. Infatti nonostante abbia pubblicato venticinque trattati di matematica nei corridoi dell’università si narravano la boriosità e la noia delle sue lezioni. Un uomo puritano, ossessivo e tedioso ecco come appariva Dogdson agli adulti, in nessuna delle foto che lo rappresentano è possibile scorgere un’ombra di sorriso. Ma il Dogdson delle sorelle Liddell era un uomo diverso, ricco di fantasia e degno della fama letteraria come padre del “nonsense”.
NASCE IL PAESE DELLE BAMBINE
Il 4 luglio 1862, Dogdson narra alle bambine una storia, in cui la protagonista si chiamava Alice che inseguendo un coniglio bianco si trovò a dover affrontare stranissime e meravigliose avventure. Al termine del racconto Alice, quella in carne ed ossa, chiese all’incantevole narratore di trascrivere la storia e di regalargliela, Dogdson innamorato della docile bambina si mise subito all’opera, che terminò nel 1864. (Nota 3)
La signora Liddell guardava da sempre il diacono con sospetto, il suo amore per le bambine, il suo toccarle, farle sedere sulle ginocchia, le fotografie e le lettere che inviava erano troppo profonde e sensuali da poter essere considerate delle semplici tenerezze di un adulto nei confronti dell’infanzia. (..) Ma Dogdson, rimase fedele alla promessa fatta e regalò ugualmente il libro ad Alice, facendoglielo recapitare per posta.
AMICHE BAMBINE
Una volta abbandonata la casa dei Liddell, Carroll ebbe molte amiche-bambine, che adescava con una valigia piena di giocattoli che portava sempre con sé, trascorreva le estati a Eastbourne, dove incontrava e giocava con le bambine sulla spiaggia. Il libro di “Alice nel paese delle meraviglie” era stato pubblicato e aveva ottenuto un gran successo soprattutto tra i più piccini e Carroll, utilizzava il suo pseudonimo per far breccia nei cuori delle fanciulle, mentre con gli adulti si guardava bene dallo svelare la sua identità.
Divenne amico di Gertrude Thompson, un’artista che dipingeva delle fatine nude, servendosi di bambine come modelle. Dogdson, che non aveva abbandonato la sua passione per la fotografia, ritrasse molte bambine in pose sensuali, tutte tra i nove e gli undici anni. Quell’età particolare in cui le bambine non sono ancora donne ma lo stanno per diventare. (Nota 4)
Iniziò a contattare le bambine attrici, superando il suo radicale classismo, perché le loro madri erano più disponibili a far fotografare le figlie nude. La fotografia divenne, però, una vera ossessione, inducendolo a comportamenti avventati. Carroll inviava lettere alle madri delle fanciulle per negoziare i capi di abbigliamento da togliere, sottolineando che sarebbe stato meglio se fossero state totalmente nude e che era preferibile che le madri non fossero presenti. In questo modo la passione di Carroll divenne nota anche ad Oxford e ci fu uno scandalo.
A Carroll fu imposto di non fotografare più bambine nude e lui abbandonò la fotografia per sempre. (Nota 5)
IL SUO UNICO AMORE
Nonostante ebbe molte “amiche” dopo Alice Liddell, lei rimase il suo unico amore, in una lettera che le inviò nel 1885 scrisse:<< Mia cara signora Hargreaves (il suo nome da sposata), suppongo che questa le parrà una voce dall’oltretomba, dopo tanti anni di silenzio; tuttavia […] l’immagine mentale di colei che per tanti anni è stata la mia amica-bambina ideale è come sempre vivida. Da allora ho avuto tante amiche-bambine, ma non è stata mai la stessa cosa>>.
ODIAVA I BAMBINI
Carroll amava le bambine, ma odiava i bambini, una volta disse:<< Amo i bambini, eccetto i maschi>>. Ad un illustratore, che si occupava di una delle sue opere, scrisse:<< Perdoni la volgarità del mio linguaggio (non saprei come altro dirlo con maggior finezza), ma nel mio libro non ci può essere nel modo più assoluto, un disegno che mostri il posteriore nudo di un maschietto, neppure se si tratta di un bambino molto piccolo>>.
Charles-Lutwidge Dogdson, morì all’età di sessantacinque anni di polmonite, molto probabilmente ancora VERGINE.
DOTTOR JEKYLL E SIGNOR HYDE
(..)L’epoca vittoriana fu anche l’epoca di “Lo strano caso di dottor Jekyll e del signor Hyde”, e le due facce di Dogdson sembrano incarnare a pieno il personaggio di Stevenson. Nei diari di Dogdson, i sentimenti sembrano banditi, nei paragrafi in cui cerca di legittimare il suo amore per le bambine, non potendo ammettere nemmeno a sé stesso l’attrazione sessuale che provava, descrive il suo amore nei loro confronti come amore per l’opera di Dio. L’intimità di Dogdson non si rivela nemmeno nei suoi diari, un’intimità angosciante a cui non era permesso emergere dalla coscienza se non sottoforma di speculazione estetica pseudoreligiosa.
E LA SUA FAMIGLIA?
L’infanzia di Carroll desta alcuni sospetti, il fatto che sei delle sue sette sorelle soffrissero dei suoi stessi problemi nell’articolazione del linguaggio, scatenerebbe la curiosità (..). Noi non sappiamo se a determinare le difficoltà della famiglia Dogdson ci fossero deficit costituzionali, certo è che si presenta come un fattore curioso.
Altro aspetto degno di nota, è la vita sessuale della famiglia, sappiamo che soltanto tre dei fratelli si sposarono ma viene da chiedersi se il problema non fosse la ricerca del vero amore, quanto piuttosto dei problemi del vivere la sessualità. Nell’Ottocento l’accesso ad una vita sessuale “normale” era possibile soltanto dopo aver contratto matrimonio, altre forme non erano considerate lecite, se inoltre consideriamo il ruolo ricoperto dal padre, sembra molto improbabile che gli otto fratelli Dogdson abbiano goduto di una sessualità serena e libera da conflitti.
CONCLUSIONI
Mettendo da parte le speculazioni sulla vita familiare, di cui sicuramente non possiamo parlare con certezza, rimane la figura di Carroll. Carroll, come molti pedofili, aveva una preferenza per bambine di una certa età, quello che viene da chiedersi è cosa sia successo a Carroll in quella stessa età, e cosa lo indusse ad odiare così tanto i bambini maschi e ad amare invece così tanto le femmine.
Molti studiosi, riconducono la preferenza per un determinato periodo ad un trauma vissuto, che non essendo superato si cerca di rivivere nell’attualità attraverso le proiezioni sui bambini. L’ossessività di Carroll per la nudità delle bambine, che prese ancor più vigore una volta lasciata casa Liddell, avvalora ancora di più questa tesi.
Le amiche-bambine di Carroll, successive all’incontro con Alice, sono delle bambine lasciate a se stesse, che a causa della povertà i genitori concedevano senza troppi scrupoli e con noncuranza.
ED OGGI?
Questi aspetti ritornano anche nelle descrizioni delle vittime di oggi, che molto spesso sono bambini abbandonati a sé stessi, figli di situazioni degradate e bisognosi di attenzioni e cure sono le prede più facili da conquistare perché desiderosi di affetto, che difficilmente denunciano.
Le seduzioni di Carroll rispecchiano stratagemmi, premeditazione, e voglia di conquistare le bambine. La valigia delle meraviglie dalla quale uscivano giochi, racconti e fiabe, era frutto della ricerca ossessiva di Carroll, del desiderio di entrare in intimità con queste fanciulle. La tenera età però implica una FINTA intimità della relazione, come garanzia contro il rischio di una vicinanza insopportabile.
QUESITO
Quello che viene da chiedersi è cosa si sia rotto all’interno di quest’uomo, cosa lo abbia indotto a passare un’intera vita ad amare il ricordo di una bambina. Perché abbia preferito legarsi a delle bambine che una volta cresciute scendevano dalle sue ginocchia e lo abbandonavano. La vita di Carroll fu una vita di solitudine, relazioni impossibili, e probabilmente proprio per questa caratteristica di impossibilità, vissute con tanta necessità e intensità.
Tratto da “E’ un mostro! E’ necessario chiedersi il perche’. La ricerca del volto umano della pedofilia.”, 2010, Urbino, Tesi di Laurea
(Nota 1) Dei fratelli e delle sorelle Dogdson, solo tre si sposarono, in un’epoca in cui la sessualità era lecita soltanto se legittimata dal matrimonio, sembra in questo senso che l’educazione familiare non favorisse lo sviluppo di una normale vita sessuale.
(Nota 2) La vita di Charles sembra essere scissa in due mondi contrastanti, che non riescono ad integrarsi in una linea di continuità nella vita dell’uomo. Questa scissione lo accompagnerà per sempre.
(Nota 3) A quei tempi però non frequentava più la casa delle Liddell, alcuni narrano che il signor Dogdson chiese la mano di Alice alla signora Liddell che andò su tutte le furie, mentre Lorina ormai anziana, in una lettera alla sorella scrive:<< Quando cominciasti a crescere il suo atteggiamento nei tuoi confronti diventò troppo affettuoso e mamma glielo fece notare; lui si offese tanto che tutto finì in quel momento>>.
(Nota 4)Dalle foto trapelano lo sguardo seduttivo delle bambine e quello dell’amante che sta dietro all’obbiettivo.
(Nota 5) La sua passione per le bambine, però, non svanì mai, spesso si recava nell’atélier di Gertrude e le dipingeva, le osservava, utilizzando più discrezione per evitare altri scandali.
I DESIDERI DI SION: diritto della LIBERTA', dovere dell'UGUAGLIANZA, concetto della FRATELLANZA.

DESIDERI DISCUTIBILI NEI SOGNI DI SION - I protocolli
Di Lorenzo Lucchetti , scritto il 31-10-2009
Ho desiderato introdurre appena una delle letture più sconvolgenti della storia della natura segreta del mondo. Il testo di riferimento è l’incredibile e spaventoso “Le società segrete e il loro potere nel ventesimo secolo” di Jan van Helsing, in particolare “I protocolli delle riunioni degli anziani eruditi di Sion”.
SGOMENTO COME PREMESSA
Non ho mai creduto che un uomo da solo potesse fare ciò che ha fatto un Hitler, uno Stalin, un Gorbaciov, e ora la mia anima fatica a leggere un testo di tale orrore. È per questo che le poche pagine che seguono sfiorano appena la mole scioccante di sconcertanti deduzioni di una possibile classe di potere mondiale. Le forti contraddizioni inerenti la natura del testo… non possono distogliere la nostra ragione dal fatto che tale testo è ciò che di più realistico si potrebbe dire riguardo un presunto governo mondiale, soprattutto in linea col raccapriccio per i fatti che si stanno verificando.
Propongo dunque un estratto dei primi dieci capitoli (protocolli), lasciando a parole d’altri… innominabili… oscene… saporitamente avide di follia, il realismo che ne esce, del mondo attuale.
I 24 PROTOCOLLI DEI SAVI DI SION
Pubblicato nel 1919, traduzione di un libro stampato a Tsarkoye Sielo in Russia, nell'anno 1905.
Debbo prevenire i miei lettori, che non devono portare una copia di questa traduzione in Russia, giacché chiunque ivi ne fosse trovato in possesso sarebbe immediatamente fucilato dai Bolscevichi, quale portatore di "propaganda reazionaria".
Il libro consiste di appunti su conferenze fatte a studenti ebrei a Parigi nell'anno 1901.

DEFINITIVO PREAMBOLO (di L.L.)
I Protocolli sono stati indiscutibilmente pubblicati in Russia nel 1905, e posti realmente nel British Museum nel 1906. Nessuno può negare che un programma reso pubblico nel 1905, al di la dei contenziosi sul: è un vero o è un falso (noterete la sicurezza con cui wikipedia lo definisce un falso, con tanto di presunte prove), abbia oggi il suo stupefacente, spaventoso adempimento, e non solo in generale, ma in una moltitudine impressionante di punti particolari.
IL TESTO
Goys: parola ebraica per definire tutti i Gentili.
La libertà politica non è un fatto, ma una idea.
Oggi giorno la potenza dell'oro ha sopraffatto i regimi liberali, e chi vuol regnare deve ricorrere all'astuzia ed all'ipocrisia.
Nel passato noi (ebrei) fummo i primi a gettare al popolo le parole d'ordine: "Libertà, uguaglianza, fratellanza". I Gentili sedicenti dotti e gli intelligenti, non percepirono quanto fossero astratte le parole che pronunciavano e non si accorsero che queste parole non solo non si accordavano, ma si contraddicevano addirittura.
Il nostro trionfo fu facilitato dal fatto, che noi, mediante le nostre relazioni con persone che erano indispensabili, abbiamo sempre agito sulla parte suscettibile della mente umana; cioè sfruttando l'avidità di guadagno delle nostre vittime, la loro ingordigia, la loro instabilità, nonché profittando delle esigenze naturali dell'uomo, poiché ognuna di queste debolezze, presa da sé, è capace di distruggere l'iniziativa, ponendo così la potenza volitiva del popolo in balìa di coloro che vorrebbero privarlo di tutto il suo potere di iniziativa. Il fatto che i rappresentanti della Nazione possono essere destituiti li diede in nostro potere e fece sì che la loro nomina fosse praticamente nelle nostre mani.
Per il futuro sceglieremo fra il pubblico amministratori che abbiano tendenze servili. Essi non avranno esperienza dell'arte di governare, e perciò saranno facilmente trasformati in altrettante pedine del nostro giuoco. 
LE LEGGI
Lasciamoli nella convinzione che le leggi teoriche, che abbiamo ispirato loro, siano per essi di suprema importanza. Con questa mèta in vista e coll'aiuto della nostra stampa, aumentiamo continuamente la loro cieca fiducia in queste leggi. Le classi istruite dei Gentili si vanteranno della propria erudizione e metteranno in pratica, senza verificarle, le cognizioni ottenute dalla scienza che i nostri agenti scodellarono loro allo scopo prefisso di educarne le menti secondo le nostre direttive.
Non crediate che le nostre asserzioni siano parole vane: notate il successo di Darwin, di Marx e di Nietsche, che fu intieramente preparato da noi.
Per indurre gli amanti del potere a fare cattivo uso dei loro diritti, aizzammo tutte le Potenze, le une contro le altre, incoraggiandone le tendenze liberali verso l'indipendenza. I governi li abbiamo trasformati in arene dove si combattono le guerre di partito. Fra poco il disordine ed il fallimento appariranno ovunque.
LIBERTA’
Ponemmo cura di inserire nelle costituzioni molti diritti che per le masse sono puramente fittizi. Date le condizioni attuali della scienza, che segue una linea tracciata da noi, la plebe, nella sua ignoranza, crede ciecamente nelle parole stampate e nelle illusioni erronee opportunamente ispirate da noi, ed odia tutte le classi che crede più elevate della sua.
Quando noi arriveremo al potere, dovremo cancellare la parola "libertà" dal dizionario umano, dovremo cancellare persino il concetto di Dio dalle menti dei Cristiani, rimpiazzandolo con calcoli aritmetici e bisogni materiali. Organizzeremo un governo fortemente centralizzato, in modo da acquistare le forze sociali per noi. I gentili comprenderanno, che la miglior via da seguire è quella di non avere opinioni in fatto di politica; la politica non essendo cosa da essere intesa dal pubblico, ma riservata soltanto ai dirigenti gli affari.
COME SCONFIGGERLI?
Non vi è nulla di più dannoso dell'iniziativa individuale: se è assecondata dall'intelligenza essa ci può recare maggior danno dei milioni di esseri che abbiamo aizzato a dilaniarsi vicendevolmente.
E INFINE…
Il principale successo in politica consiste nel grado di segretezza impiegato nel conseguirlo. Le azioni di un diplomatico non devono corrispondere alle sue parole. Per giovare al nostro piano mondiale, che si avvicina al termine desiderato, dobbiamo impressionare i governi dei Gentili mediante la cosiddetta pubblica opinione, che in realtà viene dovunque preparata da noi per mezzo di quel massimo fra i poteri che è la stampa, la quale - fatte insignificanti eccezioni di cui non è il caso tener conto - è completamente nelle nostre mani. In breve: per dimostrare che tutti i governi dei Gentili sono nostri schiavi, faremo vedere il nostro potere ad uno di essi per mezzo di atti di violenza, vale a dire, con un regno di terrore.
Il nostro governo deve essere circondato da tutte le forze della civiltà in mezzo alle quali esso dovrà agire. Attirerà a sé i pubblicisti, gli avvocati, i praticanti, gli amministratori, i diplomatici ed infine gli individui preparati nelle nostre scuole avanzate speciali. Questi individui conosceranno i segreti della vita sociale; saranno padroni di tutte le lingue messe insieme con le lettere e le parole politiche; avranno una perfetta conoscenza della parte intima e segreta della natura umana, con tutte le sue corde più sensibili, che essi dovranno far risuonare e vibrare secondo la loro volontà.
Alle parole liberali della nostra divisa massonica: "libertà, uguaglianza e fratellanza", sostituiremo, non quelle del nostro vero motto, ma bensì delle parole esprimenti semplicemente un'idea, e diremo: "il diritto della libertà, il dovere dell'uguaglianza ed il concetto della fratellanza" e così prenderemo il toro per le corna. In realtà noi abbiamo già distrutto tutte le forze di governo fuorché la nostra, benché esistano ancora in teoria. Al momento attuale, se un Governo assume un atteggiamento a noi contrario si tratta di una pura formalità; esso agisce essendo noi pienamente informati del suo operato e col nostro consenso, accordato.
Il riconoscimento del nostro regno avrà inizio dal momento stesso che il popolo, scisso dai dissensi e dolorante per il fallimento dei suoi governanti (e tutto questo sarà stato preparato da noi), griderà: "Destituiteli e dateci un autocrate che governi il mondo, che ci possa unificare distruggendo tutte le cause di dissenso, cioè le frontiere, la nazionalità, le religioni, i debiti dello Stato ecc., un capo che ci possa dare la pace ed il riposo che non abbiamo sotto il governo del nostro sovrano e dei nostri rappresentanti".

Ma voi sapete benissimo, che allo scopo di ottenere che la moltitudine debba formulare a gran voce una richiesta simile, è tassativamente necessario disturbare senza posa in tutti i paesi le relazioni esistenti fra popolo e governo, promuovere ostilità, guerre, odi e persino il martirio, mediante la fame, la carestia e l'inoculazione di malattie, in tale misura che i Gentili non vedano altro modo per uscire da tanti guai, che un appello per la protezione al nostro denaro e alla nostra completa sovranità. Però se diamo alla nazione il tempo di rifiatare, sarà difficile si ripresenti per noi una circostanza ugualmente favorevole.
Firmato dai rappresentanti di Sion
del 33° grado.
Di Lorenzo Lucchetti , scritto il 31-10-2009
Unâesistenza fuori del normale: la deriva di un sogno.
RUSSIA-GERMANIA
USA ‘20-‘45
Tracce liberamente tratte e riadattate da Lorenzo Lucchetti, del Capitolo IV del libro "DITTATURE: la storia occulta"
Della D.ssa Antonella Randazzo
L'Ibm offrì a Hitler assistenza tecnica per i lavori forzati e per i programmi di sterminio. La Ford, anche dopo l'entrata in guerra degli Usa, continuò a produrre materiale bellico, che sarebbe stato utilizzato contro gli americani.
Gli americani, durante la guerra, non bombardarono mai le fabbriche americane in Germania. Le industrie Ford si valsero ampiamente di manodopera coatta dei prigionieri nei lager. Uno dei tanti lavoratori forzati, Johannes Van Weeszenberg, raccontò:
“Noi dicevamo 'è tutta una barzelletta', qui si producono gli autocarri con cui vengono colpiti gli americani, proprio così, eppure non ci bombardano mai. Del resto, si capisce, gli americani non sono mica tanto scemi da distruggere le loro stesse fabbriche”.[13]
Il giornalista investigativo Edwin Black, nel libro L'Ibm e l'olocausto, documenta la stretta collaborazione fra la grande Corporation americana e la Germania di Hitler. Black riesce a provare che l'allora presidente dell’International Business Machines (IBM), Thomas Watson, collaborò col governo nazista fin dall'inizio. Watson era talmente vicino ai nazisti che, nel 1936, ricevette la "Croce al merito dell'aquila tedesca", la più alta onorificenza nazista che si poteva offrire ad uno straniero.
La filiale tedesca dell'Ibm prese il nome tedesco di Dehomag, per poter operare anche durante la guerra. L'aiuto della Ibm fu fondamentale per realizzare l'olocausto degli ebrei e per ottenere i migliori risultati nello sterminio dei soggetti ritenuti indegni di vivere (zingari, disabili, mendicanti, ecc.).
Dopo lo scoppio della guerra, la Dehomag aprì nuove filiali nei territori conquistati (Austria, Polonia, Cecoslovacchia ecc.), per attuare nuovi censimenti. Addirittura, l'Ibm, con rapidità ed efficienza, istituì nuove filiali nei territori che verranno occupati in seguito, anticipando le mosse della Wehrmacht.
Questa realtà agghiacciante è stata inoppugnabilmente provata da Black.
“La sede di New York era pienamente a conoscenza di quanto stava accadendo nel Terzo Reich...”.[15]
Richard Breitman[16] ha analizzato i documenti di guerra resi pubblici nel 1996 dalla National Security Agency (NSA) statunitense SECONDO I QUALI Churchill venne a conoscenza di queste informazioni. Fino al 1942, sia gli inglesi che gli americani non denunceranno alcuna atrocità contro minoranze e contro il popolo ebraico, ma parleranno in modo generico di atrocità e violenze sulle popolazioni dei territori occupati. Breitman è docente di storia all'American University di Washington.
Salito al potere, Hitler distrusse tutte le organizzazioni operaie.
PERCHE’?
La "missione" di Hitler inizia nel 1919, quando venne incaricato dall'esercito di controllare e spiare l'operato dei socialisti e dei comunisti. Gli stalinisti avevano visto nella socialdemocrazia un pericolo maggiore del nazismo, e avevano rinunciato a difendere gli interessi degli operai in nome di un presunto pericolo che si instaurasse la "democrazia borghese".
Fu ANCHE GRAZIE ALL’AIUTO DEGLI STALINISTI che nel gennaio del 1933 Hitler poté impadronirsi del potere in un paese che aveva il partito comunista più forte in Europa dopo quello russo.
CURIOSITA’
I campi di concentramento, con tutte le loro mostruosità, nacquero alla fine del XIX secolo, e si moltiplicarono segretamente durante tutte le guerre.
In seguito alla pubblicazione del libro di Henry Ford The international Jew (L’ebreo internazionale, 1921), l'antisemitismo aveva fatto presa su molti tedeschi. Il libro venne stampato in mezzo milione di copie e tradotto in sedici lingue. Nella pubblicazione, Ford sosteneva che "il potere del parassita ebreo è costantemente aumentato. Il pericolo ebraico, che oggi si chiama sionismo, minaccia non solo una nazione, ma tutta l'umanità".
I governi europei, mossi dall'avidità e dal desiderio di potere, hanno commesso parecchi crimini e genocidi. Hanno massacrato senza pietà milioni di nativi americani, di africani, di asiatici e di australiani. Ad esempio, gli Herero della Namibia vennero avvelenati o impiccati dalle autorità della Germania imperiale, che li considerava "bestie". Gli inglesi fecero lo stesso con molte popolazioni africane ed asiatiche, non esitando a torturare, a violentare e ad umiliare gli indigeni.
I CAMPI DI CONCENTRAMENTO NON SONO STATI INVENTATI DAI TEDESCHI
LO SAPEVATE?
Molte società e banche americane finanziarono Hitler, come la Chase Bank dei Rockefeller. A partire dal 1920, i grandi e potenti gruppi economici, come la Banca J. P. Morgan & Co., sovvenzionarono l'economia e la politica tedesca. Montagu Norman, governatore della Banca d'Inghilterra, e George L. Harrison, capo della Federal Reserve, iniziarono un serrato controllo dell'economia di molti paesi europei, col pretesto di dover "stabilizzare le politiche nazionali".[28]
Alla Deutsche Bank (controllata dai Rockefeller), dal 1940 al 1945, fu direttore Hermann Joseph Abs, un fervente sostenitore del nazismo. Abs fece parte dell'amministrazione di industrie che basavano i loro profitti sulla guerra e sul lavoro forzato dei prigionieri nel campo di sterminio di Auschwitz.[22] I suoi pochi scrupoli avevano permesso alla DB (Deutsche Bank) di incassare denaro e oro di dubbia provenienza, che dopo molti anni si scoprirà essere appartenuti alle vittime del nazismo morte nei campi di sterminio.
Durante il periodo nazista, le grandi famiglie di banchieri, i Rockefeller[24], i Warburg e gli Harriman, sostennero finanziariamente le ricerche eugenetiche. Gli istituti, diretti dallo psichiatra fascista Ernst Rudin, sostennero l'idea che alcune persone erano geneticamente "nocive" perché inferiori oppure portatrici di "tare ereditarie", e per questo andavano sterilizzate oppure uccise.
Il centro degli studi eugenetici era a New York. Nel 1932, si tenne a New York il Congresso Internazionale di eugenetica, in cui si affrontò il problema su come "eliminare le stirpi peggiori", cioè i neri, i gialli e gli ebrei.
E PER FINIRE
La famiglia Bush accrebbe notevolmente la propria ricchezza grazie a Hitler e ai suoi lager.
Prescott Bush, nonno di George Bush junior, installò una fabbrica a Oswiecim (vicino ai campi di Auschwitz), dove lavorarono, ridotti in schiavitù, i prigionieri di Auschwitz.
Anche dopo l'entrata in guerra degli Usa, nonostante fosse illegale, continuò a produrre per la Germania, creando imprese internazionali e società per il riciclaggio del denaro sporco.
Nel 2001, dagli archivi olandesi, sono emersi documenti che hanno portato alla luce i traffici di Prescott Bush.[17] C'era una rete di riciclaggio del denaro sporco, che aveva l'appoggio del finanziere Fritz Thyssen, proprietario di banche in Olanda, in Germania e negli Usa.
George Herbert Walker, suocero di Prescott Bush nel 1924 FU FATTO PRESIDENTE del Union Banking Corporation (Ubc, una banca germano-statunitense). La Ubc riceveva dai Paesi Bassi i soldi ricavati dalle attività a sostegno del potere nazista e dalla guerra, e li rinviava alla Brown Brothers Harriman. Il capitale nazista arrivava quindi negli Usa tramite l'Olanda. Prescott Bush, nel 1926, fu presidente e azionista della Ubc.
Spiega l'economista americano Victor Thorn:
“Quando i nazisti avevano bisogno di rinnovare le loro provviste, la Brown Brothers Harriman rimandava i loro fondi direttamente in Germania... Una parte importante dei fondamenti finanziari della famiglia Bush fu costituita tramite il loro aiuto ad Adolf Hitler.
L’EX (ai tempi della stesura del libro era: “l’attuale”) presidente degli Stati Uniti, così come suo padre (ex-direttore della Cia...), raggiunse il vertice della gerarchia politica statunitense poiché suo nonno, suo padre e la sua famiglia politica aiutarono e incoraggiarono i nazisti”.[18]
Prima della guerra, il nazismo era considerato dagli anglo-americani come un sistema politico "moderato", che garantiva la repressione dei lavoratori. Nel 1937, il Dipartimento di Stato americano scriveva: "(il fascismo europeo) Deve vincere, altrimenti le masse, alle quali questa volta si aggiungeranno le classi medie deluse, si rivolgeranno di nuovo alla sinistra".[26]
Secondo lo studioso Antony Sutton si trattò di un aiuto fortemente interessato da parte degli Usa: "Nient'altro che la creazione di un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private capace di dominare il sistema politico di ogni paese e l'economia globale del mondo".[29]
Anche gli inglesi parteciparono generosamente al "progetto Hitler". Nel 1934 il governatore della banca d'Inghilterra Montagu Norman andò a Berlino in visita speciale.
Lo scopo era quello di stabilire accordi precisi riguardo alla politica finanziaria del Reich. Si offrirono al regime nazista prestiti assai generosi, anche dopo l'invasione della Cecoslovacchia. Norman dette a Hitler 6 milioni di oro cecoslovacco che prima si trovava a Londra. Anche il Primo Ministro inglese Neville Chamberlain era al corrente e approvava. La Shell Oil , che è controllata dalla Corona inglese, finanziò l'ascesa di Hitler con accordi fra il suo amministratore delegato Henri Deterding e Montagu Norman.
La I.G. Farben elaborò nuove tecniche per ricavare benzina dalle riserve di carbone, permettendo così a Hitler di pianificare una lunga guerra di conquista. Gli accordi con i Rockefeller (che controllavano numerose società e banche) permisero alla Germania di avere tutto ciò che necessitava alla guerra: acciaio, gomma, benzina, petrolio e esplosivi. Senza il sostegno dei Rothschild, dei Morgan, dei Warburg e dei Rockefeller non ci sarebbe stato nessun Hitler e nessuna guerra.
Come afferma un rapporto del Ministero della Guerra americano:
“Senza le immense possibilità produttive della I. G., le sue notevoli ricerche, i suoi estesi legami internazionali, la prosecuzione della guerra da parte della Germania sarebbe stata impensabile e impossibile.
Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, il 95% della produzione di esplosivi proveniva dalla I.G. Farben e dalla Vereinigte Stahlwerke. La società I.G. Farben era controllata dai Rothschild, che utilizzavano uomini di facciata per nascondersi, come fanno a tutt'oggi. La I.G. Farben avrebbe permesso di rendere la guerra così lunga.
Sutton trova negli archivi del tribunale di Norimberga le prove inoppugnabili che Hitler era stato finanziato direttamente da Wall Street.[33] Egli trova gli ordini di finanziamento della campagna elettorale di Hitler del 1933. Si tratta di almeno tre milioni di marchi, che le Corporation e le banche americane (I.G. Farben, Ford, Federal Reserve Bank, Standard Oil Company ecc.) versarono a coloro che si stavano occupando della campagna elettorale, Rudolf Hess e Hjalmar Schacht (governatore della Reichsbank dal 1924 al 1929).
Le autorità americane erano al corrente di ciò che stava avvenendo.
Ci sono prove schiaccianti che i funzionari della I. G. Farben conoscessero perfettamente il progetto tedesco di conquista del mondo e ogni specifico atto d'aggressione successivamente intrapreso”.[32]
La compagnia General Motors (Morgan) e Ford fanno floridi affari qui attraverso le loro consociate e esportano i profitti. Cito questi fatti perché complicano le cose e vanno ad accrescere i pericoli di guerra”.[34]
Parole che l'ambasciatore americano in Germania William Dodd, nel 1936, scrisse a Roosevelt.
Il presidente Roosevelt non fece nulla per contrastare le società che stavano rendendo possibile una prossima guerra. I motivi della noncuranza del presidente americano erano principalmente due: egli stesso aveva interessi economici e finanziari collegati a quelle società che stavano aiutando Hitler; inoltre, le sue decisioni erano manovrate da quella stessa élite che stava organizzando la guerra.
Nel 1938, Chamberlain, firmò l'accordo di Monaco, e si vantò di aver sigillato una pace duratura con la Germania, mentre in realtà sapeva benissimo che Hitler si stava preparando alla guerra.
Gli inglesi, che nella retorica sostenevano di limitare la corsa agli armamenti dei tedeschi, nei fatti avevano conclusero, già nel 1935, un Patto Navale, che permetteva alla Germania di accrescere la propria potenza marittima.
L'élite anglo-americana, a tempo debito, avrebbe additato il "mostro", per apparire come i "liberatori dei popoli". La propaganda antitedesca iniziò qualche anno prima dello scoppio della guerra. I media inglesi, dal 1938, iniziarono ad esagerare il pericolo dell'invasione tedesca e attuarono "esercitazioni" con maschere antigas, per spaventare la popolazione e convincerla che sarebbe stata necessaria una grande guerra per "fermare il mostro".[37]
ORA VEDIAMO COME E’ INIZITO TUTTO QUESTO
Emile Moreau, governatore della banca di Francia, scriveva nel suo diario l'8 febbraio del 1928: "Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione".[11]
Nel giugno del 1929, a causa di queste politiche bancarie, l'economia si bloccò, e ciò non poteva non riguardare anche il mercato borsistico. Prima o poi sarebbe scoppiata una grave crisi, proprio come accadde il 29 ottobre del 1929.
LA GRANDE CRISI del ‘29
Con il sopraggiungere della povertà e della disoccupazione, i consumi calarono, così come le produzioni. Molte industrie e piccole banche fallirono, ma i milioni di dollari "bruciati" non erano certo spariti: stavano nelle casse delle grandi banche che avevano indotto la crisi. E proprio queste banche avrebbero rilevato le imprese e le banche fallite.
I grandi finanzieri di Wall Street avevano così ottenuto molteplici risultati. Si erano appropriati di parecchi beni: case, fabbriche, piccole banche ecc.., mentre ovunque aumentò la disoccupazione. In Germania la crisi fu talmente grave da accrescere oltremodo le adesioni al nazismo.
Nella campagna elettorale del 1932, Hitler puntò alla lotta contro la disoccupazione e alla partecipazione statale nell'economia. Con questi temi riuscì ad ingannare le masse di lavoratori disperati. Il partito nazista diventò il primo partito della Germania, e nel gennaio del 1933 Hitler diventò cancelliere.
Nel 1934, la Germania nazista importava ben l'85% dei raffinati petroliferi. Hitler, per sfidare le altre potenze, doveva acquisire capacità di approvvigionarsi di carburatori. La soluzione gli venne offerta dalla Standard Oil di New Jersey, di proprietà della famiglia Rockefeller. La Standard Oil possedeva tecnologie e possibilità di finanziamento del progetto "benzina sintetica", che avrebbe permesso di estrarre benzina dal carbone. La benzina sintetica verrà prodotta, dal 1925, dalla I. G. Farben, che aveva come direttore Carl Bosch, che nel 1931 riceverà il premio Nobel per la chimica.
Nel 1933, anno dell'ascesa al potere di Hitler, l'ambasciata americana in Germania prevedeva che nel giro di soli due anni Hitler avrebbe avuto i mezzi per poter condurre una lunga guerra. Il ministero dell'economia del terzo Reich e le industrie I. G. Farben firmarono un accordo per la produzione di 400.000 tonnellate di benzina sintetica all'anno, fino al 1944. La produzione di benzina sintetica, dopo il 1935, salì ad alcune centinaia di migliaia di tonnellate all'anno. Nel 1944, con i processi Bergius e Fischer-Tropsch, toccò i tre milioni di tonnellate all'anno.
Le truppe americane dopo lo sbarco in Europa, per prima cosa occuparono gli stabilimenti del settore chimico, meccanico e industriale, sequestrarono molti archivi, materiali di laboratorio, e si impadronirono di un’ampia documentazione. Il 16 luglio del 1945, alla Conferenza di Potsdam, gli Alleati vietarono ai tedeschi la produzione di benzina sintetica. Nell'aprile del 1949 gli alleati smantellarono tutti gli impianti, che furono trasformati in raffinerie di petrolio.
Tracce liberamente tratte e riadattate da Lorenzo Lucchetti, del Capitolo IV del libro "DITTATURE: la storia occulta"
Della D.ssa Antonella Randazzo
Note del testo completo:
[1] Avanti!, 29 gennaio 1922.
[2] Valtin Jan, Out of the night (1941), Kessinger Publishing, 2005, pp. 252-3.
[3] Shirer William Lawrence, Storia del Terzo Reich, Einaudi, Torino 1990, p. 43.
[4] Shirer William Lawrence, op. cit. p. 46.
[5] Dietrich Eckart fu scrittore e giornalista. Si occupò dell'ascesa politica di Hitler, giudicandolo adatto al ruolo di uomo forte che avrebbe fatto rinascere la Germania. Nel 1923, in punto di morte, disse: "dovete seguire Hitler. Sarà egli a ballare, ma sono io che ho scritto la musica... Non vi lamentate, egli avrà influenzato la storia più di qualunque altro tedesco".
[6] Shirer William Lawrence, op. cit. p. 260.
[7] Cit. Rosenbaum Ron, Il mistero Hitler, Mondadori, Milano 1999, p. 397.
[8] http://holywar.org/italia/txt/giudei.htm
[9] Il programma che le banche e le grandi Corporation avevano preparato per la Germania prevedeva la statalizzazione delle imprese monopolistiche (che sarebbero così cadute nelle loro mani), l'espropriazione senza risarcimento delle terre incolte, la soppressione dei giornali indipendenti e delle correnti artistiche e letterarie, e la creazione di un forte potere centrale. Si tratta di riforme necessarie in tutte le dittature e in tutti i sistemi capitalistici.
[10] Marabini Jean, La vita quotidiana a Berlino sotto Hitler, Rizzoli, Milano 1987, p.47.
[11] Moreau Emile, Memorie di un governatore della Banca di Francia, Cariplo-Laterza, Roma-Bari 1986. www.centrostudimonetari.org
[12] Knopp Guido, Tutti gli uomini di Hitler, Corbaccio, Milano 2003, p. 311.
[13] Minoli Giovanni, " La Storia siamo noi", Rai tre 1/2/2006.
[14] Minoli Giovanni, “ La Storia siamo noi”, Rai3, 1 febbraio 2006.
[15] Black Edwin, L'IBM e l'olocausto. I rapporti fra il Terzo Reich e una grande azienda americana, Rizzoli, Milano 2001.
[16] Breitman Richard, Il silenzio degli alleati. La responsabilità morale di inglesi e americani nell'olocausto ebraico, Mondadori, Milano 1999.
[17] Gli archivi furono consultati da John Loftus, presidente del Florida Holocaust Museum. Vedi Toby Rodgers, "Heir to the Holocaust, How the Bush Family Wealth is Linked to the Jewish Holocaust", in Clamor Magazine, maggio-giugno 2002.
[18] Thorn Victor, "La famiglia Bush e il prezzo del sangue versato dai nazisti", Babel Magazine, 6 ottobre 2002. www.rebelion.org
[19] Tarpley Webster G., Anton Chaitkin Anton, George Bush : The Unauthorized Biography, Tree of life publications, 2004.
[20] Tarpley Webster G., Anton Chaitkin Anton, George Bush : The Unauthorized Biography, Tree of life publications, 2004.
[21] Loftus John, “The Belarus Secret and The Secret War Against the Jews”, New York , Knopf, 1982.
[22] "Lo strano caso della Deutsche Bank", http://saba.fateback.com/bankenstein/deutschebank.html
[23] " Lo strano caso della Deutsche Bank", http://saba.fateback.com/bankenstein/deutschebank.html
[24] La Fondazione Rockefeller fece approvare diverse leggi sulla sterilizzazione, che furono applicate in alcuni Stati americani. L'eugenetica era nata nel 1883 e si era diffusa sia in Europa che negli Stati Uniti. In molti Stati furono avviati programmi di eugenetica negativa, in particolare si trattò di sterilizzazione di soggetti ritenuti inferiori. Negli Usa tali tecniche ebbero particolare successo, e già nel 1894 vennero praticate le prime castrazioni eugenetiche alla Elwyn State School of Pennsylvania. Si trattò di centinaia di soggetti presi dalle carceri o da istituti psichiatrici. Charles Davenport, uno dei maggiori esponenti dell'eugenetica americana, nel 1906 fondò l'Eugenic Record Office. Davenport era un convinto razzista e antisemita e sostenne una rigida gerarchia tra le razze e la necessità di impedire che soggetti di razza superiore bianca potessero far degenerare la razza accoppiandosi con soggetti di razze inferiori. Egli auspicava un progetto di Stato per eliminare tutti i soggetti che secondo lui avrebbero potuto portare la "razza superiore verso il declino".
[25] Norden Albert, Le secret des guerres: genèse et techniques de l'agression, Parigi, 1972, pp. 72-76.
[26] Chomsky Noam, Egemonia o sopravvivenza. I rischi del dominio globale americano, Marco Tropea Editore, Milano 2005, p. 74.
[27] Chomsky Noam, op. cit., p. 75.
[28] Li Vigni Benito, Le guerre del petrolio. Strategie, potere, nuovo ordine mondiale, Editori Riuniti, Roma 2004, p. 208.
[29] Sutton Antony C., America’s Secret Establishment, Liberty House Press. Bilings 1986.
[30] Consiglio di controllo del gruppo statunitense (Germania), Ufficio del direttore dei servizi segreti, rapporto dei servizi segreti n° EF/ME/1, interrogatorio di Fritz Thyssen, 4 settembre 1945.
[31] Journal American, New York , 24 giugno 1924.
[32] Icke David, La verità vi renderà liberi, Macro Edizioni, Cesena 2005, p. 118.
[33] Sutton Antony C., Wall Street and the Rise of Hitler, Press, Seal Beach ( California ) 1976.
[34] Dixon Edgar B. (a cura di), Franklin D. Roosevelt And Foreign Affairs, Belknap Press, Cambridge 1969, vol III, p. 456.
[35] Faillant de Villemarest Pierre, Les sources financières du nazisme, Ed. CEI, Cierrey 1984, p. 71.
[36] Palast Gregg, Democrazia in vendita, Marco Tropea Editore, Milano 2003, p. 254.
[37] Vedi Times, 7 settembre 1938. La propaganda venne chiamata dal governo inglese "paura della guerra", e si svolse attraverso articoli allarmanti e antitedeschi, oltre che attraverso esercitazioni e costruzione di trincee.
Se oggi fosse lâultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?
Di Lorenzo Lucchetti, scritto il 24 settembre 2009
(frase introduttiva di Steve Jobs)
J. M. Abelar dice “un uomo di conoscenza vive agendo, non pensando di agire, e neppure pensando a quello che penserà quando avrà finito di agire…” Questo mondo è ingannato? E allora io agisco.
Provate ad immaginare di trovarvi su un aereo, dal finestrino vedete le ali che cominciano a sbriciolarsi, ma udite il vostro capitano che vi ordina «Guardare dall’altra parte, è per la vostra sicurezza!».
Ma perché, voglio chiedermi, se non guardo, le ali si ricostruiranno da sole? (se io non ci penso, qualcun altro si occuperà di salvarmi?)
Perché il capitano mi vuol far “scomparire da una reale presenza nella mia vita”?
(Perché io dovrei morire senza nemmeno darmi una possibilità di sopravvivenza?)
Chi pensi di essere? Capitano?
Sei stato tu ad aver distrutto le ali! Se ci fossi stato io al comando, avrei dato la mia vita in mano alla MIA energia, alle MIE emozioni, alle MIE convinzioni, ed io non sarei morto.
Capitano…
Ma non l’ho fatto… tu sei il mio specchio.
Di Lorenzo Lucchetti, scritto il 24 settembre 2009
UN'APOCALISSE PERSONALE
Scritto Da Lorenzo Lucchetti nel 2006
E il ragazzino crescendo distruggeva case, distruggeva cose, non perche' fosse cattivo, ma perche' esse erano IL MALE. Difficile da spiegare alla gente intorno, come difficile ottenere una risposta alla domanda -perche' la tua casa ha i muri tra loro perpendicolari, non potrebbero essere curvi? O a sessanta gradi?- Tutti, nessuno escluso, gli avrebbero risposto -Per comodità nel costruirle- Ma non sapevano che non era così, e non sapevano che se anche avessero potuto scegliere, essi avrebbero scelto dei muri perpendicolari... Poveri folli: era questo, ed era questa la follia: questa regolarità, questo attenersi alla legge, la follia della prigione!
E il ragazzo notava questa follia soprattutto nella mancanza di connessione col proprio corpo di tutti gli esseri umani, come se il corpo fosse un mezzo di trasporto e un peso: è vero che l'elevazione avrebbe infine portato al distacco dalla vita materiale e dunque anche dal corpo, ma un distacco effettuato con la ragione, un distacco effettuato con freni morali inibitori che sminuivano il VEICOLO SPIRITUALE che poteva diventare il nostro corpo, era un falso distacco: il ragazzo sapeva di essere circondato da psicopatici, il ragazzo sapeva che il mondo che si stava ultimando aveva fondamenta folli... gente sconosciuta a se stessa, e sempre più legata alla mente, perche' il solo connettersi col corpo avrebbe prodotto loro tanto di quel dolore sepolto, che il solo affacciarvisi avrebbe fatto a pezzi la resistenza umana, perciò era automatico pensare al corpo e all'energia come ad un male, era un avvertimento per non affacciarsi in se stessi.
"Paradossale" pensava il ragazzo "che il mondo fosse governato proprio da persone così: PSICOPATICHE, esse non sapevano dove stavano andando, come potevano sapere dove stavano conducendo la loro umanita'? Sminuire il corpo significa sminuire l'essere umano, deve essere innalzato un altare all'energia, all'espressione libera nella nostra vitalita', deve essere dimenticata ogni sovrastruttura che sminuisca il corpo ai danni di una qualunque altra cosa: perfino la via spirituale spacciata per tale è una ricerca nel buio, la classica crescita spirituale è un allontanamento, quello che vogliamo raggiungere è già raggiunto, e in un secondo sarebbe presente in noi.
Solo noi possiamo farci luce, ma se non si è connessi col proprio corpo, è inutile ogni via spirituale, perche' tutto ciò che ne ricaveremmo sarebbe fondato su un costrutto mentale, percio' nient'altro che una fantasia che e' solo l'ombra della vera realtà.
Non a caso Gesu' parlò di liberta', e il vanto dei primi cristiani fu proprio la liberta' che si respirava nelle proprie comunita'... ma questo e' un segreto... mentre la Chiesa che conosciamo con le sue regole ci e' raccontata come vera storia.
Il ragazzino poi si accorse di qualcosa nel mondo: CHE NON ERANO TUTTI ASSERVITI AL POTERE, vide che migliaia di persone cercavano di riunirsi per prepararsi alla grande guerra finale.
E scrisse un libro per allertarli, poiche' il suo senso di solitudine e di abbandono, come evidentemente quello di tutti quei lettori, era ormai arrivato al massimo, la guerra presto sarebbe iniziata. Sarebbe stato allora, insieme a loro, avendo ritrovato il suo ruolo nel mondo, la sua vera famiglia, i suoi VERI FRATELLI, che avrebbe smesso di distruggere il male del mondo, e capi' che quell'altra gente aveva gia' il male della propria punizione, un male dovuto all'assenza di Luce, un male che avrebbe impedito a tutti loro, nessuno escluso, anche i loro capi spirituali, di non credere nella vita eterna.
Scritto Da Lorenzo Lucchetti nel 2006
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COMMENTO AL ROMANZO META-STANZA di OSCAR MARCHISIO
di Lorenzo Lucchetti – 24.03.2009
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La prima volta che ho preso tra le mani un testo di Oscar Marchisio, la mia mente è stata scossa. A mio modo di vedere le cose, non è tanto il contenuto, o meglio non solo il contenuto, che fa grande un autore, quanto la sottile linea armonica che sottende le sue parole. È quel viaggio invisibile attraverso la stessa coscienza di Marchisio, in questo caso le sue immagini intime, la sua anima fin nei suoi meandri, che crea in noi tale linea ordinata. Una linea di illuminata grandezza e libertà. È con l’emozione nel cuore che lo comunico: può essere sconvolgente avere a che fare con tale ampiezza.
Ci si può muovere tra le vicende di questo romanzo come un uomo piccino piccino, disperso sulla sua barchetta dentro un oceano grande e maestoso. Il mondo in lotta: bene e male. Libertà e asservimento. Vino e ologrammi. Risate ed euforia.
Nulla da togliere alla funzione dello stile, straordinariamente sperimentale, che già di per sé è opera di una lungimiranza lancinante.
Ma ciò che spinge i nostri neuroni a mutare durante la lettura, è soprattutto il fiume che scorre dentro il testo, sembra quasi che l’intera umanità, con la sua indubbia chiarezza e semplicità, si presenti per mostrarsi in tutta la sua verità per una volta all’uomo. È una visione talmente totalizzante della natura umana, che se ne viene trascinati dentro, e poi via! Perdiamo un po’ di ego, in questa lettura diventiamo qualcos’altro, e siamo liberi. Questo è in fondo un testo fortemente spirituale: l’apoteosi della tecnica tocca l’umano. I giochi del cuore tradotti in chip.
Proprio per questo, nel mio breve intervento al termine del volume, ho catturato e adunato numerose parti del testo: per potermi aggrappare al respiro originale dell’opera. Da scrittore mi inchino tuttavia a qualcosa che non avrei osato pensare.
Un’ultima osservazione: la vita non finisce, non viene sconfitta nel libro, è una lettura dura come la sua storia. Eppure questo testo non è drammatico.
Si tratta di un prodotto puro dell’anima, un’opera d’arte Cyberpunk.
Meta-stanza. La memoria del futuro
di Oscar Marchisio
postfazione dei Wu Ming e commento di Lorenzo Lucchetti
anno ediz. 2009
Maggiori info su Socialmente Editore
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UN GRIDO CONTRO L'OTTUSITA' UMANA
- Piacere Maria - di Maura Chiulli
Appunti su un testo ‘UNICO’ che sta catturando lettori e trascinando su di sé molti riflettori d’Italia.
SCRITTO IL 19/3/2009

Ringrazio innanzitutto Maura per le profonde riflessioni sull’alterità e sui generi.
Diciamo subito che l’incredibile intensità della presenza dello psicologo nell’immaginario dell’autrice – psicologo come narratore – e la fermezza e la ricchezza con cui Maura lo porta avanti, sono impressionanti.
Il Cinico pensa un’ipotesi che ci aggrada, ma che fingiamo tutti di non aver pensato.
Piacere Maria è un agonizzante attacco che dura 130 pagine, che ti percuote dentro, in mezzo al cunicolo del primo chackra, fino al sesto, qui dietro la nuca, dove il pensiero ti addensa e ti acceca.
Le profonde distanze tra essere umano ed essere umano, in realtà - descrivono - molti di noi.
Perciò è un testo sessualmente erotico.
Perciò è un saggio di profonda crescita interiore.
Lo psicologo – e non parleremo di Maria, lasciamo tale sorpresa ai lettori – dottore che nell’immaginario dovrebbe incarnare il saggio, è qui l’aberrazione dell’essere umano, è follia pura, e fame sessuale di oggetti dalla forma tonda e carnosa. Maura Chiulli tramite lui dice verità tanto scomode contro i qualunquisti e i moralisti, che alla fine della lettura vorresti batter loro la testa contro il muro, gridando un grido contro l’ottusità umana.
- Perché risveglia quello che sappiamo -
Si viaggia dentro la pagina come attraverso un’autostrada, dal nord al sud in un giorno primaverile e secco.
Una lettura UNICA, che merita il ruolo di star che sta avendo nel Panorama Letterario italiano.






