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FAMIGLIA FALLITA E BAMBINO PERDENTE: MIKE TEAVEE IN ‘LA FABBRICA DI CIOCCOLATO’

FAMIGLIA FALLITA E BAMBINO PERDENTE:  MIKE TEAVEE IN ‘LA FABBRICA DI CIOCCOLATO’
Di Isabella C., estratto dalla tesi di laurea "Bambini e Tv: un rapporto difficile" charlieandthechocolatefactory9_714
Mentre leggevo [per la mia tesi in psicologia] l’articolo di Popper ho subito pensato al personaggio di Mike Teavee in La fabbrica di cioccolato. […]
Popper scrive: “Nel rapporto tra bambini e televisione noi ci troviamo di fronte a un problema evolutivo: i bambini vengono a questo mondo strutturati per un compito, quello di adattarsi al loro ambiente”. Poi egli stesso sostiene che la tv distorce la realtà, e quindi come può il bambino adattarsi al proprio ambiente?
È proprio ciò che  succede a questo personaggio, Mike Teavee (protagonista di La fabbrica di cioccolato - Charlie and the Chocolate Factory - U.S.A, 2005, regia di Tim Burton) è il prototipo del ragazzo abbandonato ai videogames e alla Tv, un prodotto di Superquark, dei Power Rangers e della Playstation. Mike si diverte solo se può spaccare tutto, le sue reazioni sono violente, tanto quanto le sue passioni. Può essere considerato un figlio più vecchio del proprio padre.
Per arrivare a descrivere meglio il personaggio, partiamo dall’analisi dei simboli inseriti nel film, cominciando dal titolo: “Il cioccolato è metafora potente di dolcezza, bontà, calore, allegria, condivisione, dono. Il cioccolato ci restituisce immediatamente il significato della Bontà che scorre a fiumi, morbida, avvolgente, profumata. E’ il respiro stesso della famiglia, il sentimento che la anima (o che dovrebbe animarla) e la muove.  E proprio la famiglia dovrebbe essere il luogo in cui il cioccolato (il Bene) viene prodotto. E’ la famiglia la vera fabbrica di cioccolato. Se l’amore alimenta la famiglia, la famiglia produce amore e viceversa, in un circolo straordinariamente virtuoso. E’ questa la fabbrica popolata da uomini, la prima fabbrica Wonka, in cui gli operai (i membri della famiglia) lavorano insieme per creare il cioccolato. A questa icona, però, si affianca la fabbrica automatizzata, tetra e isolata. La bontà è divenuta meccanica. La famiglia si è trasformata nello stereotipo di se stessa” (G. Guzzetti,  La fabbrica di cioccolato, in  www.bombacarta.com , 2007). È proprio  nella fabbrica automatizzata che vengono inseriti  cinque diversi bambini, tra cui Mike Teavee e ciascuno di essi è il simbolo di un fallimento genitoriale (tranne il vincitore, se vogliamo chiamarlo così), ogni famiglia ha creato un’icona negativa di ciò che dovrebbe essere. E “La fabbrica di cioccolato”, la vera fabbrica dove tutti insieme, genitori e figli, creano il cioccolato, sarà proprio di colui che non ha niente, ma solo l’affetto della famiglia.
Sarà lui a vincere il concorso, a vincere “la fabbrica”, una fabbrica che aveva già vinto, come gli farà notare Wonka dicendogli “sapevo che avresti vinto”.
Ritornando a Mike: egli è uno dei cinque bambini che entrano nella fabbrica, uno delle icone negative create da un fallimento genitoriale, quello che più si avvicina a ciò che Popper sostiene, Mike è  un piccolo “genio”,  basti pensare al modo in cui riesce a trovare il biglietto fortunato, un bambino divoratore di nozioni, nozioni che lo hanno allontanato dalla fanciullezza; “ i bambini hanno bisogno di cioccolato, hanno bisogno di sogni” (G. Guzzetti,  La fabbrica di cioccolato, in  www.bombacarta.com , 2007). Il modo in cui trova il biglietto fortunato è un esempio di come Mike non abbia sogni o desideri, ma sa già come procurarsi il biglietto senza desideralo veramente, in fondo  lui “odia il cioccolato”.
Popper, nel suo articolo, sostiene che “La televisione produce violenza e la porta in case dove altrimenti violenza non ci sarebbe” e ricollegandoci a Mike Taevee, questo è vero: i genitori sono due persone semplici, non violente, mentre lui, soggiogato dalla televisione, è aggressivo e violento, e lo si capisce in due momenti del film: nell’intervista al piccolo Mike, in cui lo si vede  intento ad uccidere i personaggi di un videogioco, e nel “giardino” della fabbrica, quando,  nel momento in cui Wonka dà la possibilità di divertirsi, Mike comincia a distruggere  tutto, alla domanda del padre “Cosa stai facendo?” Mike risponde “Ha detto di divertirsi”. Inoltre  è  lo stesso padre a dire “Spesso e volentieri non so nemmeno di cosa sta  parlando”, perché Mike non vive nel mondo reale, egli vive un mondo suo, quello fatto di nozioni troppo complicate per un bambino e di violenza non solo fisica ma anche verbale, perché in televisione non sono poche le trasmissioni che utilizzano un linguaggio  poco consono ad un bambino; infatti lo stesso Wonka gli fa notare che “Non si capisce una parola di quello che dice”,  per questo Mike è visto come un figlio più vecchio del proprio padre, un figlio cresciuto troppo in fretta.
Nella stanza della Tv si scopre la vera essenza di Mike, Wonka gli mostra la possibilità di trasportare una barretta di cioccolata dalla fabbrica all’interno dello schermo televisivo, un bambino come Charlie vede la cosa come un gioco, un divertimento, mentre Mike, cresciuto troppo in fretta, rimprovera Wonka di aver creato una macchina potentissima e di usarla stupidamente, così prova il trasporto con se stesso: Mike entra nella Tv.
Questo è un simbolo importante, egli voleva essere come la Tv, ma non si può diventare come qualcosa che in realtà non esiste, così  Mike  diventa  Tv e smette di “essere Mike”.  I bambini vanno oltre la “conoscenza”, perché come abbiamo detto prima possiedono il linguaggio del sogno. Mike, invece, ha smarrito questo orizzonte.
La sua famiglia ha delegato l’educazione del proprio figlio alla tv, con il risultato che Mike ora non distingue più realtà da finzione, ed è così che all’interno dello schermo egli si divide  tra Psycho e le ricette di cucina, senza trovare uno spazio davvero suo. Nella sua crescita tecno-scientifica, Mike in realtà rimpicciolisce, nel film letteralmente, infatti il trasporto lo fa sì entrare nello schermo, ma lo regredisce.
Mike non ha capito, che l’uomo che appare in tv non è reale ma una immagine ridotta, è così che anche lui rimpicciolisce. E purtroppo, come egli stesso e i suoi genitori si sentiranno dire, “Non c’è la marcia indietro; è un televisore, non un telefono.” Si tratta di un processo irreversibile, una volta avviato. Succede quindi ciò che Popper sostiene, i bambini sono le vittime della televisione, perché non possono distinguere ciò che gli viene offerto come realtà e ciò che gli viene offerto come finzione, ed è quello che succede a Mike: cresciuto con un’ insegnante (la televisione) non idonea per lui, è stato risucchiato dalla stessa (il trasporto), che lo ha reso vecchio e incapace di sognare, un’insegnante che gli ha tolto ciò di cui un bambino ha bisogno, l’infanzia, ed è quindi degenerato, infatti, non si è solo “ristretto” nel fisico ma anche, e soprattutto, nella mente.
È bene ricordare ai genitori che utilizzano questo tipo d’insegnante che “gli anni della fanciullezza sono sempre meno e rischiano di essere spazzati via in un soffio” (G. Guzzetti,  La fabbrica di cioccolato, in  www.bombacarta.com , 2007).
Ma nel film, più che alla televisione si dà la colpa di tutto ai genitori, è lo stesso padre a dire “ con tutta questa tecnologia, i bambini non restano bambini molto a lungo”, ci sono quindi due errori: la televisione che impiega “sapori forti che sono rappresentati dalla violenza, dal sesso e dal sensazionalismo” (K. R Popper, Una patente per fare Tv,  in G. Bosetti , Cattiva maestra televisione, Venezia, Marsilio Editori, 2002), e il genitore che permette alla “tecnologia” di prevaricare nel loro lavoro di genitori.  Ho voluto parlare di Mike, perché è l’esempio di molti bambini di oggi, che sono stati “educati” da una televisione che non è più tanto buona.  
Di Isabella C., estratto dalla tesi di laurea "Bambini e Tv: un rapporto difficile"

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VACCINI E CURE MEDICHE: UNO SCANDALO GLOBALE

 

VACCINI E CURE MEDICHE:

UNO SCANDALO GLOBALE

scritto da Lorenzo Lucchetti il 5/3/2010

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Vuoi vaccinarti?

Da un lato ho paura a parlartene perché la gente che “da contro” all’uso dei vaccini non è affatto ben vista. Dall'altro non ho la pretesa di sapere nulla, se non di fornire informazioni importanti, volutamente nascoste dai media, che facciano almeno pensare, e di cui abbiamo tutti il diritto di venire a conoscenza, siano esse per te più o meno convincenti. La scelta finale è infatti tutta e solo del singolo individuo.

Inizio dunque con la lista dei dati a mia disposizione (tutti tratti dalla rete)

Per la suina ho scoperto che in Inghilterra il 29 luglio 2009 l’agenzia di protezione della salute aveva inviato una lettera a 600 neurologi avvertendoli che presto (in seguito alla vaccinazione di massa per la suina, cosa che poi è saltata) sarebbero esplosi nuovi casi di sindrome di Guillain Barré, esattamente non so di che cosa si tratti, ma so che è una malattia neurologica, cioè riguarda le cellule nervose ed è degenerativa, cioé non si ferma, ma continua a peggiorare.
Ed avevo scoperto che questa lettera era stata mandata perché il vaccino per la suina conteneva certe cose che erano state messe anche nel vaccino del 1976, che era stato usato negli Stati Uniti, e per il quale:
- più persone morirono per il vaccino che per l’influenza suina.
- furono rilevati 500 casi di sindrome di Guillain-Barré.
- il vaccino venne ritirato dopo sole sei settimane quando la connessione con la sindrome di Guillain-Barré era ormai chiara.
Ultimamente ho letto che vi sono stati nuovi casi di sindrome da Guillain-Barré in Europa.
Poi ho scoperto “che nel vaccino contro l’influenza suina era anche contenuto il pericolosissimo additivo chiamato squalene, in una proporzione di un milione di volte più alta (non è un modo di dire: il dato è verificato) di quanto fosse ammesso. (C’era scritto pure che lo squalene era già stato vietato da un giudice federale USA nel 2004.)
In un altro sito ho letto che “Un’altra fonte importante di tossicità nel caso di vaccini influenzali sono i potenziatori, che sono sostanze aggiunte per migliorare la immuno-geneticità dei vaccini.”
“La maggior parte dei vaccini influenzali infine conterranno concentrazioni pericolose di mercurio” (nei foglietti illustrativi delle fiale, il mercurio si nasconde sotto il nome di vari composti: Thiomersal, Etilmercurio, Mercuriotiolato, Sodiomertiolato) “in genere sotto forma di tiomersale, un conservante letale, 50 volte più tossico dello stesso mercurio. In dosi sufficientemente elevate, causerebbe disfunzioni immunitarie, sensoriali, neurologiche, motrici e comportamentali. La maggior parte dei vaccini influenzali conterrà 25 microgrammi di mercurio.
Un altro adiuvante dei vaccini è l’allume o idrossido di alluminio.


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MA I VACCINI SONO LA RAGIONE PRINCIPALE DI UN BASSO TASSO DI MALATTIE?
La verità è che secondo l'Associazione Britannica per il Progresso della Scienza, le malattie infantili diminuirono del 90% fra il 1850 ed il 1940, parallelamente al miglioramento delle pratiche sanitarie ed igieniche, ben prima che fossero introdotti i programmi di vaccinazione obbligatoria. A sottolineare questa conclusione è stato un recente rapporto dell' OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), il quale trovò che la malattia e i tassi di mortalità nei paesi del terzo mondo non hanno un legame diretto con le procedure di immunizzazione o il trattamento medico, ma sono strettamente collegate con gli standard igienici ed alimentari.
Tetano difterite e pertosse:
L'incidenza e il numero delle morti per difterite iniziarono a diminuire molto tempo prima che il vaccino venisse introdotto, come accade per il tetano, in particolare grazie all'attenzione prestata all'igiene delle ferite.  Il grande declino delle morti per pertosse (circa l'80%) si verificò prima dell'introduzione del vaccino.
Epatite b:
L’epatite b era diminuita del 90% in Italia prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta dal 1/1/1992 (fonte istituto superiore di sanità)
In generale:
Negli Stati Uniti, come anche altrove, dal 1970 in poi vi è stata una costante diminuzione del tasso di mortalità per polmonite e altre complicanze, ma questo non è dovuto a nessun vaccino in particolare, ma alla migliore assistenza verso i meno abbienti.  I dati statistici prodotti dai cdc, che ogni anno i media sparano, sono 36.000 decessi annuali negli Stati Uniti a causa dell'influenza. Non cambia mai, nonostante il fatto che nel corso degli anni un numero sempre più alto di persone vengano vaccinate contro l'influenza. Il fatto è che i ricercatori, dopo aver inoculato un vaccino sperimentale, osservano la quantità e la qualità degli anticorpi nel sangue dei volontari. Se questi ne producono una quantità pre-definita considerata "protettiva", si presume che, una volta vaccinati, le persone saranno protette. Sono stati esaminati dalla Cochrane Collaboration (organizzazione interna-zionale no-profit che raccoglie e analizza criticamente l'efficacia degli interventi sanitari), tutti gli studi su vaccini contro l'influenza dal 1948 al 2007. Tutti i vaccini hanno dato scarsi risultati specialmente nei pazienti anziani (per i quali sono universalmente raccomandati).


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MIO FIGLIO NON HA AVUTO REAZIONI, QUINDI NON VI È NULLA DI CUI PREOCCUPARSI!

“Citiamo dal libro della dottoressa Viera Scheibner:
Uno studio condotto negli USA su settanta casi di morte in culla selezionati a caso ha evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti aveva ricevuto il vaccino dtp (difteria, tetania, pertosse) poco tempo prima della morte: 6,5% entro le 12 ore, 13% entro 24 ore, 26% entro 3 giorni, 37% entro una settimana, 61% entro due settimane e 70% entro 3 settimane. Quando in Giappone, nel 1974, è stata innalzata l'età minima per ricevere la vaccinazione dtp a due anni, la morte in culla a seguito delle vaccinazioni è praticamente scomparsa ed il Giappone ha avuto, da quel periodo in poi, la mortalità infantile più bassa al mondo.
La realtà è che gli effetti negativi documentati del vaccino includono disturbi immunologici e neurologici cronici, quali autismo, iperattività, scarsità di attenzione, dislessia, allergie, cancro. I componenti del vaccino includono noti cancerogeni quali thimersol, il fosfato di alluminio e la formaldeide. Il dilemma è che gli elementi virali presenti nel vaccino possono perdurare e mutare nel corpo umano per anni, con conseguenze imprevedibili.
I dottori britannici hanno scoperto che la vaccinazione MMR (morbillo, rosolia ed orecchioni) potrebbero innescare l'autismo. Lo studio, condotto presso il Royal Free Hospital, ad Hampstead, Londra nord, ha anche scoperto una connessione tra vaccino e infiammazione intestinale. Ha mostrato che di 12 bambini che erano stati in precedenza diagnosticati normali, tutti hanno sviluppato una malattia intestinale e nove hanno sviluppato l'autismo. Secondo i medici coinvolti nello studio, otto dei bambini hanno sviluppato cambiamenti nella salute e nel comportamento entro sei giorni dalla vaccinazione. In uno studio di un altro gruppo di bambini, 46 su 48 hanno sofferto di problemi intestinali e comportamentali entro sei giorni dalla vaccinazione.” Fonte: Herald Sun, Melbourne, 28 febbraio 1998; Weekly Telegraph, Londra, 4-10 marzo 1998.

LA VACCINAZIONE SI BASA SU FONDATE TEORIE E PRATICA DELL'IMMUNIZZAZIONE?

Vaccino della pertosse:
Incredibile ma vero, la sicurezza del vaccino contro la pertosse non è mai stata provata prima che questo venisse iniettato a milioni di neonati. Essenzialmente il vaccino come lo conosciamo oggi non è differente dal primo lotto creato nel 1912. A quel tempo due batteriologi francesi fecero crescere il batterio della pertosse in grandi contenitori, lo uccisero con il calore, conservando questo brodo con la formaldeide e proseguendo iniettandolo a centinaia di bambini. A differenza di molti vaccini che vengono detossificati e purificati, il vaccino della pertosse contiene ancora la "cellula completa" del batterio della pertosse.
Vaccino anti-epatite b:
L'OMS (l'organizzazione mondiale della sanità) raccomanda che il vaccino per l'epatite b (hb) venga incluso nel programma di vaccinazione per neonati o bambini in tutto il mondo. In un rapporto della Nuova Zelanda si parla dopo una immunizzazione di massa di eventi avversi quali: letargia e malessere, diarrea, asma, svenimenti, artrite, pallore, calo della pressione.
La verità è che l'evidenza clinica sta nella loro capacità di stimolare la produzione di anticorpi. Quello che non è chiaro è se tale produzione produca immunità.  La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando in contatto con un virus: ovvero l'iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc).
Alcuni vi diranno per esempio che non è dimostrato da nessuna parte che l’autismo può essere indotto dalla vaccinazione.
Il dottore Zecca e collaboratori (1998) segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono essere interpretati come un'attivazione cronica del sistema immunitario contro un' infezione subclinica.
Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra (Wakefield, 1998 e 2000) hanno dimostrato, mediante ileocolonscopia, la presenza nell'intestino del virus latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni.
Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del prof. John O'Leary, ha confermato la presenza del virus del morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell'intestino di 24 bambini autistici su 25.
Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi della presenza di tale virus vaccinale nell'organismo. Il prof. Kawashima, dell'Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (del ceppo vaccinale) nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle vaccinazioni.

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infine: MEDICINA E WIKIPEDIA

Infine ricordo che all’epoca della suina, molti medici sparavano in rete spiegazioni dettagliate su come tutto ciò che avete appena letto fosse infondato e frutto di menti disinformate, di inesperti che si elevavano a insegnanti della materia medica come se gli altri fossero dei dementi, utilizzando poi Wikipedia come fonte di informazione giusta.
Ho fatto pure una ricerchina su Wikipedia, e mi è venuto fuori questo (che vi riporto reinterpretato).
Wikipedia viene utilizzata per manipolare l’informazione: con la famosa “enciclopedia” on line il problema dell’informazione medica addirittura si amplifica, poiché il monopolio è ancora più assoluto.
Gli strumenti di controllo di Wikipedia per determinare la correttezza di qualsiasi affermazione usano come metro di misura: discipline appartenenti alla cultura del mainstream: “corrente di pensiero prevalente”. In pratica la stessa wikipedia diventa uno strumento di “corrente di pensiero prevalente” ovvero “il Big Pharma pensiero”. È piena la rete di gruppi, siti, blog dall’immagine autorevole, nomi gonfi di libertà e di “vera informazione e salute per il popolo” che sono affiliati a multinazionali. Essi scrivono articoli, fanno girare video, promozioni. Contengono laureati, dottori…
Vi è più chiaro perché nessun medico viene a dirvi che tutti i vaccini, permessi e consigliati (in molti paesi obbligati) da Fda e Oms, creano mutazioni genetiche nei mitocondri delle cellule?
Avere un nonno vaccinato, può provocare in noi, a seguito di una vaccinazione, la malattia per cui il nonno era stato vaccinato. Schemi di battute da prima serata, credete? Chiedete ad un medico, e lui riderà, ora sapete chi è che sta credendo di guardare la tv, e chi ha il sapore aspro ma infallibile della verità in bocca. Con parole più chiare: nel metabolismo della cellula decade la funzionalità di alcune reazioni biochimiche dopo la vaccinazione, quindi l'infezione da virus vaccinale (ovvero il Virus Morto presente in ogni vaccino) è in grado di riattivare il DNA di precedenti virus, o di quelli iniettati con i vaccini ai genitori, nonni, che erano divenuti parte del DNA dei figli.

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E pensare che le norme in vigore che autorizzano le industrie farmaceutiche a pagare l'FDA (o l’EMEA europea) per ogni farmaco che viene valutato e che di fatto mettono la FDA nel libro paga dell'industria farmaceutica, farmaco per farmaco, sembrano ad alcuni il più grosso problema dell’industria farmaceutica!
In questi anni non a caso stanno sorgendo nuovissime malattie di cui i medici negano l’esistenza solo perché le Big Pharma non le hanno ancora inserite nei loro testi scolastici.
Ma lasciamo qui la cosa… o si aprirebbero troppi files… Ringrazio naturalmente i divulgatori internet per aver fornito queste informazioni, e i liberi ricercatori per aver avuto il coraggio di parlarne.

scritto da Lorenzo Lucchetti il 5/3/2010

 

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. CARROLL: PEDOFILO.

Scritto da Elena Macchiarulo nel 2010, adattamento per lavalledelvento.net

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Tutti conoscono il libro “Alice nel paese delle meraviglie”, se non il libro almeno il cartone animato proposto dalla Walt Disney, ma non tutti sanno CHI È IL VERO AUTORE di questa, che è una delle più grandi opere letterarie scritte per i bambini e non solo.
Il nome Lewis Carroll, che si legge nell’ultima pagina del libro, è uno pseudonimo, anche se, come vedremo, rappresenta molto di più che un tentativo di rimanere nell’anonimato.

GOING DOWN
Il vero nome di Lewis Carroll è Charles-Lutwidge Dogdson, nato nel 1832 a Daresbury, un paesino di campagna del Cheshire, nell’Inghilterra dell’epoca Vittoriana, un’epoca ricca di contraddizioni e di ipocrisie. Figlio di un pastore conservatore, ebbe un’educazione rigida. La famiglia Dogdson era una famiglia numerosa, Charles aveva sette sorelle e tre fratelli. Nelle descrizioni della sua infanzia emerge un’immagine idealizzata di quel periodo, lo scrittore ricorda con nostalgia ciò  che lui stesso descrive come “il più meraviglioso dei paradisi”. Anche se sembra che questa visione non rispecchi molto la realtà. (Nota 1)
All’età di quattordici anni fu mandato alla scuola di Rugby, la residenza in questo collegio verrà descritta come brutale, la visione paradisiaca dell’infanzia cederà il passo ad una visione dell’adolescenza infernale e infelice.

INIZIO DI COSE OSCURE
Questa esperienza segnò la sua vita. Dogdson a quell’età era molto delicato, e aveva una sensibilità che, per certi versi, si poteva considerare femminile, inoltre la sua fragilità era maggiorata dai problemi di balbuzie, caratteristica della famiglia. Oltre a Charles, infatti, sei delle sue sette sorelle balbettavano.  La Scuola di Rugby si pone come linea di confine tra il paradiso infantile e l’inferno adolescenziale. (Nota 2)xie1_1190
La residenza in collegio incise molto sulla sua personalità, fino al punto che alcuni biografi riconducono proprio a quel periodo, la sessualità traumatizzata dell’uomo. A diciassette anni intraprese gli studi universitari di matematica,al termine dei quali diventò professore alla Oxford University e, la voce del padre (..), delle aspirazioni e del dover essere, lo condussero a prendere i voti minori,diventando DIACONO. Non si sposò mai, ma proprio ad Oxford conobbe l’unico amore della sua vita, la sua musa ispiratrice, Alice per l’appunto.

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Alice era una delle tre sorelle Liddell, figlie di uno dei decani di Oxford dove, come detto poc’anzi, Dogdson insegnava. Il primo incontro tra i due è avvenuto quando Alice aveva quattro anni e il professore già ventiquattro. Inizialmente la passione del professore era rivolta alla più grande delle tre sorelle, Lorina che aveva SETTE ANNI ma, con il passare del tempo, Alice divenne la preferita. Dogdson che inizialmente si dilettava osservando dalla finestra le bambine giocare, in breve tempo si avvicinò alla famiglia e intraprese dei giochi senza fine, ricchi di fantasia e a raccontare delle bellissime storie.
Frequentava talmente assiduamente il salotto dei Liddell che la signora spesso risultava infastidita dalla sua presenza. Le foto scattate alle bambine, le carezze, le lettere che gli inviava, insospettivano la madre.

L’OSCURITA’ VIENE ALLA LUCE
La vicinanza delle bambine, portò alla luce un Dogdson, impossibile da vedere se ci si fosse soffermati allo scuro abito di serietà, frutto della sua carica di diacono, e se fossimo stati seduti ad un banco di una delle sue lezioni. Infatti nonostante abbia pubblicato venticinque trattati di matematica nei corridoi dell’università si narravano la boriosità e la noia delle sue lezioni. Un uomo puritano, ossessivo e tedioso ecco come appariva Dogdson agli adulti, in nessuna delle foto che lo rappresentano è possibile scorgere un’ombra di sorriso. Ma il Dogdson delle sorelle Liddell era un uomo diverso, ricco di fantasia e degno della fama letteraria come padre del “nonsense”.

NASCE IL PAESE DELLE BAMBINE
Il 4 luglio 1862, Dogdson narra alle bambine una storia, in cui la protagonista si chiamava Alice che inseguendo un coniglio bianco si trovò a dover affrontare stranissime e meravigliose avventure. Al termine del racconto Alice, quella in carne ed ossa, chiese all’incantevole narratore di trascrivere la storia e di regalargliela, Dogdson innamorato della docile bambina si mise subito all’opera, che terminò nel 1864. (Nota 3)
La signora Liddell guardava da sempre il diacono con sospetto, il suo amore per le bambine, il suo toccarle, farle sedere sulle ginocchia, le fotografie e le lettere che inviava erano troppo profonde e sensuali da poter essere considerate delle semplici tenerezze di un adulto nei confronti dell’infanzia. (..) Ma Dogdson, rimase fedele alla promessa fatta e regalò ugualmente il libro ad Alice, facendoglielo recapitare per posta.

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Una volta abbandonata la casa dei Liddell, Carroll ebbe molte amiche-bambine, che adescava con una valigia piena di giocattoli che portava sempre con sé, trascorreva le estati a Eastbourne, dove incontrava e giocava con le bambine sulla spiaggia. Il libro di “Alice nel paese delle meraviglie” era stato pubblicato e aveva ottenuto un gran successo soprattutto tra i più piccini e Carroll, utilizzava il suo pseudonimo per far breccia nei cuori delle fanciulle, mentre con gli adulti si guardava bene dallo svelare la sua identità.
Divenne amico di Gertrude Thompson, un’artista che dipingeva delle fatine nude, servendosi di bambine come modelle. Dogdson, che non aveva abbandonato la sua passione per la fotografia, ritrasse molte bambine in pose sensuali, tutte tra i nove e gli undici anni. Quell’età particolare in cui le bambine non sono ancora donne ma lo stanno per diventare. (Nota 4)
Iniziò a contattare le bambine attrici, superando il suo radicale classismo, perché le loro madri erano più disponibili a far fotografare le figlie nude. La  fotografia divenne, però, una vera ossessione, inducendolo a comportamenti avventati. Carroll inviava lettere alle madri delle fanciulle per negoziare i capi di abbigliamento da togliere, sottolineando che sarebbe stato meglio se fossero state totalmente nude e che era preferibile che le madri non fossero presenti. In questo modo la passione di Carroll divenne nota anche ad Oxford e ci fu uno scandalo.
A Carroll fu imposto di non fotografare più bambine nude e lui abbandonò la fotografia per sempre. (Nota 5)

IL SUO UNICO AMORE
Nonostante ebbe molte “amiche” dopo Alice Liddell, lei rimase il suo unico amore, in una lettera che le inviò nel 1885 scrisse:<<  Mia cara signora Hargreaves (il suo nome da sposata), suppongo che questa le parrà una voce dall’oltretomba, dopo tanti anni di silenzio; tuttavia […] l’immagine mentale di colei che per tanti anni è stata la mia amica-bambina ideale è come sempre vivida. Da allora ho avuto tante amiche-bambine, ma non è stata mai la stessa cosa>>.

ODIAVA I BAMBINIalicenelpaesedellemeraviglie_400
Carroll amava le bambine, ma odiava i bambini, una volta disse:<< Amo i bambini, eccetto i maschi>>. Ad un illustratore, che si occupava di una delle sue opere, scrisse:<< Perdoni la volgarità del mio linguaggio (non saprei come altro dirlo con maggior finezza), ma nel mio libro non ci può essere nel modo più assoluto, un disegno che mostri il posteriore nudo di un maschietto, neppure se si tratta di un bambino molto piccolo>>.
Charles-Lutwidge Dogdson, morì all’età di sessantacinque anni di polmonite, molto probabilmente ancora VERGINE.

DOTTOR JEKYLL E SIGNOR HYDE
(..)L’epoca vittoriana fu anche l’epoca di “Lo strano caso di dottor Jekyll e del signor Hyde”, e le due facce di Dogdson sembrano incarnare a pieno il personaggio di Stevenson. Nei diari di Dogdson, i sentimenti sembrano banditi, nei paragrafi in cui cerca di legittimare il suo amore per le bambine, non potendo ammettere nemmeno a sé stesso l’attrazione sessuale che provava, descrive il suo amore nei loro confronti come amore per l’opera di Dio. L’intimità di Dogdson non si rivela nemmeno nei suoi diari, un’intimità angosciante a cui non era permesso emergere dalla coscienza se non sottoforma di speculazione estetica pseudoreligiosa.

E LA SUA FAMIGLIA?

L’infanzia di Carroll desta alcuni sospetti, il fatto che sei delle sue sette sorelle soffrissero dei suoi stessi problemi nell’articolazione del linguaggio, scatenerebbe la curiosità (..). Noi non sappiamo se a determinare le difficoltà della famiglia Dogdson ci fossero deficit costituzionali, certo è che si presenta come un fattore curioso.
Altro aspetto degno di nota, è la vita sessuale della famiglia, sappiamo che soltanto tre dei fratelli si sposarono ma viene da chiedersi se il problema non fosse la ricerca del vero amore, quanto piuttosto dei problemi del vivere la sessualità. Nell’Ottocento l’accesso ad una vita sessuale “normale” era possibile soltanto dopo aver contratto matrimonio, altre forme non erano considerate lecite, se inoltre consideriamo il ruolo ricoperto dal padre, sembra molto improbabile che gli otto fratelli Dogdson abbiano goduto di una sessualità serena e libera da conflitti.

CONCLUSIONI

Mettendo da parte le speculazioni sulla vita familiare, di cui sicuramente non possiamo parlare con certezza, rimane la figura di Carroll. Carroll, come molti pedofili, aveva una preferenza per bambine di una certa età, quello che viene da chiedersi è cosa sia successo a Carroll in quella stessa età, e cosa lo indusse ad odiare così tanto i bambini maschi e ad amare invece così tanto le femmine.
Molti studiosi, riconducono la preferenza per un determinato periodo ad un trauma vissuto, che non essendo superato si cerca di rivivere nell’attualità attraverso le proiezioni sui bambini. L’ossessività di Carroll per la nudità delle bambine, che prese ancor più vigore una volta lasciata casa Liddell, avvalora ancora di più questa tesi.
Le amiche-bambine di Carroll, successive all’incontro con Alice, sono delle bambine lasciate a se stesse, che a causa della povertà i genitori concedevano senza troppi scrupoli e con noncuranza.

ED OGGI?
Questi aspetti ritornano anche nelle descrizioni delle vittime di oggi, che molto spesso sono bambini abbandonati a sé stessi, figli di situazioni degradate e bisognosi di attenzioni e cure sono le prede più facili da conquistare perché desiderosi di affetto, che difficilmente denunciano.
Le seduzioni di Carroll rispecchiano stratagemmi, premeditazione, e voglia di conquistare le bambine. La valigia delle meraviglie dalla quale uscivano giochi, racconti e  fiabe, era frutto della ricerca ossessiva di Carroll, del desiderio di entrare in intimità con queste fanciulle. La tenera età però implica una FINTA intimità della relazione, come garanzia contro il rischio di una vicinanza insopportabile.

QUESITO
Quello che viene da chiedersi è cosa si sia rotto all’interno di quest’uomo, cosa lo abbia indotto a passare un’intera vita ad amare il ricordo di una bambina. Perché abbia preferito legarsi a delle bambine che una volta cresciute scendevano dalle sue ginocchia e lo abbandonavano. La vita di Carroll fu una vita di solitudine, relazioni impossibili, e probabilmente proprio per questa caratteristica di impossibilità, vissute con tanta necessità e intensità.


Tratto da  “E’ un mostro! E’ necessario chiedersi il perche’. La ricerca del volto umano della pedofilia.”, 2010, Urbino, Tesi di Laureaalicenelpaesedellemeravigliemiawasikowska_mid_640

Scritto da Elena Macchiarulo, adattamento per lavalledelvento.net

(Nota 1) Dei fratelli e delle sorelle Dogdson, solo tre si sposarono, in un’epoca in cui la sessualità era lecita soltanto se legittimata dal matrimonio, sembra in questo senso che l’educazione familiare non favorisse lo sviluppo di una normale vita sessuale.
(Nota 2) La vita di Charles sembra essere scissa in due mondi contrastanti, che non riescono ad integrarsi in una linea di continuità nella vita dell’uomo. Questa scissione lo accompagnerà per sempre.
(Nota 3) A quei tempi però non frequentava più la casa delle Liddell, alcuni narrano che il signor Dogdson  chiese la mano di Alice alla signora Liddell che andò su tutte le furie, mentre Lorina ormai anziana, in una lettera alla sorella scrive:<< Quando cominciasti a crescere il suo atteggiamento nei tuoi confronti diventò troppo affettuoso e mamma glielo fece notare; lui si offese tanto che tutto finì in quel momento>>.
(Nota 4)Dalle foto trapelano lo sguardo seduttivo delle bambine e quello dell’amante che sta dietro all’obbiettivo.  
(Nota 5) La sua passione per le bambine, però, non svanì mai, spesso si recava nell’atélier di Gertrude e le dipingeva, le osservava, utilizzando più discrezione per evitare altri scandali. 

'Yoga Therapy' - Psicologia

Scritto da Catia Battenti, fonte http://laluceincastonata.blogspot.com

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Rilassatevi, respirate lentamente e profondamente, lasciate che le vostre tensioni si sciolgano, che il battito cardiaco si regolarizzi.. rimanete immobili e concentratevi sul vostro respiro..

Ha migliaglia di anni, arriva dall’Oriente e ha già passato la prova di non essere solo una moda. Lo conferma il fatto che questa tecnica viene utilizzata non solo come esercizio fisico, ma sempre più anche come parte della terapia psico-farmacologica.

Yoga per il benessere psico-fisico

Il meccanismo che media ogni benificio terapeutico dello Yoga, deve essere ancora ben compreso ma la letteratura scientifica sembra confermare che il controllo volontario del respiro possa influenzare positivamente le funzioni anatomiche, le emozioni, lo stress, e persino le capacità cognitive.

Chi lo pratica lo definisce un vero e proprio percorso di crescita personale, che una volta incontrato diventa un vero e proprio stile di vita.

In particolare:

Le asana (le posizioni yoga), così come sono state tramandate dai grandi Maestri indiani, hanno per lo più caratteristiche di simmetria, e tutte le parti del corpo vengono coinvolte, anche tutto il sistema scheletrico.

Le pranayama (gli esercizi di respirazione) servono a rilassarsi, a calmare la mente e a far aumentare la concentrazione.

La meditazione serve per raggiungere uno stato di consapevolezza superiore, per entrare nel profondo di sé.

Sottolineando che la tecnica dello Yoga si fonda sull’incontro tra mente-corpo, per completezza occorre ricordare che questa tecnica lavora con dei punti (sia fisiologici che psichici) particolari del nostro corpo, chiamati Chakra, nei quali si concentra la nostra energia vitale. Questi, sono definiti come dei veri e propri vortici d’energia e, di quelli ai quali lo Yoga fa riferimento, Sei sono collocati lungo la spina dorsale e Uno sopra il capo. Il fluido lavoro dell’energia in quest’ultimo punto rappresenterebbe il raggiungimento della piena consapevolezza di Sé.

Yoga come Co-terapia

Molti studi hanno dimostrato che, se affiancato alle terapie standard, nelle persone affette da disturbi depressivi o di ansietà, lo yoga contribuisce ad alleviare i sintomi ripristinando il proprio equilibrio fisiologico. Nella ricerca empirica riportata nel 2007 da Streeter ed al., è chiaro come l’attività di un importante neurotrasmettitore (l'acido gamma-amminobutirrico, GABA) implicato nei disordini d’ansia, venga aumentata attraverso la pratica dello yoga, con conseguenti effetti benefici sull’umore.

Particolari Attenzioni

Anche per lo Yoga si ritiene che esistano ‘effetti collaterali’ quali “respiro corto, fatica muscolare - soprattutto nei non esperti -. La meditazione, inoltre, è citata come rischio in quanto può indurre episodi psicotici o maniacali in individui vulnerabili con o senza una storia precedente di psicosi”.

Praticare lo yoga come co-terapia per disturbi di vario genere, richiede di consultarsi con il proprio medico o psicologo, in quanto, pur essendo praticabile da soli, rimane pur sempre una terapia e come tale va tenuta sotto controllo, valutati i risultati di volta in volta, e soprattutto verificata la validità sul singolo.

Per concludere

Per l’ancora giovane ricerca occidentale in questo campo (ostacolata anche dal fatto che molte sono le forme di yoga praticate e quindi sempre diversi gli effetti indagati) e come tutte le cure e medicine alternative, è da considerare la Yoga Therapy solo come una possibile co-terapia: può aiutare a sentirsi più rilassati, ma da sola non costituice la cura.

Scritto da Catia Battenti, si ringrazia il sito http://laluceincastonata.blogspot.com

Comunicazione telepatica come Gioco evolutivo: ipotesi reincarnate di intuizioni nascoste

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Scritto da Catia Battenti per il sito WWW.LAVALLEDELVENTO.NET il 31/5/2009

La lezione di S.Freud era incentrata sul ruolo dell’inconscio come portale della comunicazione telepatica.

Indagando sul “sogno” e sugli interessanti sviluppi della conoscenza umana in merito alla sua funzione, per un approfondimento etiologico ci si sente obbligati ad interpellare gli studi pioneristici di Freud. 

Occorre puntualizzare che leggendolo, chiunque può affermare che Freud appare rinchiuso in una rigidità completamente sospinta nel regno unico della psicoanalisi; conseguentemente, il leggere di alcune sue ipotesi in merito alla trasformazione in processi fisici dei processi mentali che sottostanno alla telepatia, lascia perplessi.

Ci si può ritrovare, allora, senza preavviso a leggere qualcosa che sembra quasi irreale: una lezione che ha per tema il sogno e i Fenomeni Occulti (principalmente qui intesi come quelli messi in atto da sensitivi, medium, cartomanti e grafologi) che si sviluppa portando ogni pagina di più, ad avvicinarsi alle evidenze di qualcosa che “scientificamente” egli considerava un non liquet [cosa non chiara].

Parlando della telepatia[1] egli sostiene che i resoconti riportati “siano inverosimili, e la maggior parte di questi racconti si può respingere con buone ragioni.” ma subito dopo ammette “Ne restano alcuni, per i quali non riesce facile fare altrettanto.

Le sue intuizioni devono aver lasciato perplessi anche molti psicoanalisti, i quali, come ho potuto riscontrare grazie ad una ricerca effettuata on line su siti specialistici, riescono a carpire tutt’ora consciamente le basi per Credere che la telepatia non sia solo un’ipotesi, proprio grazie al fatto che il loro Maestro ha reso note queste intuizioni.

Anche Freud è arrivato ad ammettere l’esistenza della telepatia in un’epoca, come lui ci ha lasciato scritto, piena di “ciarlatani”, ma tra tutte quelle voci, non si è barricato senza evoluzione nella sua scienza, ed è riuscito a far passare uno spiraglio di luce da quelle che gli fornivano Verità. Egli sosteneva in merito: “Tutto ciò è ancora incerto e pieno di enigmi insoluti, ma non vi è ragione di temere.” 

(..) per quanto concerne in particolare la trasmissione del pensiero, essa sembra anzi favorire l’estensione della mentalità scientifica (..) al campo spirituale, così difficile da imprigionare.

La forza di Freud dunque è viva anche oggi, ma viene da chiedersi perché si venga spinti a Credere solo in un’intuizione di più di un secolo fa e non alle intuizioni che da allora gridano senza sosta verità che sono sotto il naso di tutti

Il processo telepatico consisterebbe nel fatto che un atto mentale di una persona suscita il medesimo atto mentale in un’altra persona. Ciò che sta tra i due atti mentali può facilmente essere un processo fisico[2], ove lo psichico a un’estremità si trasforma appunto in questo processo fisico e quest’ultimo, all’altra estremità, si ritrasforma nel medesimo psichico. L’analogia con le altre trasformazioni, come quella di parlare e di ascoltare al telefono, sarebbe allora evidente. E pensate un po’ se riuscissimo a controllare questo equivalente fisico dell’atto psichico! Si può dire che con l’inserimento dell’inconscio tra ciò che è fisico e ciò che finora veniva chiamato “psichico”, la psicoanalisi ha reso accettabili processi come la telepatia. Purché ci si abitui all’idea della telepatia, si dischiudono traguardi ambiziosi (..).”Il processo fisico di cui parlava Freud, oggi è diventato una realtà grazie alla scoperta che non esiste il vuoto tra le “cose”, ma che ogni atomo è a sua volta immerso “in un campo di energia intelligente, che colma ciò che si riteneva fosse uno spazio vuoto.” Tale campo riesce a riorganizzarsi “in presenza di emozioni e sentimenti (..)”[3]

Effettivamente, l’incontro con l’inconscio ha costituito il punto di partenza dal quale ci si può ben dirigere verso volte di più ampia dimensione.

A tal proposito ecco un caso particolare riportato nello stesso scritto: un giovane di spiccata intelligenza, con una devozione enorme per la sorella, e lei per lui, tanto da affermare a vicenda “Che peccato che non possiamo sposarci!”, dopo il matrimonio della sorella con un uomo rispettabile, si trovò di fronte ad una esperienza particolare: incontrò un’indovina che per operare si faceva esclusivamente dare la data di nascita della persona della quale si voleva avere informazioni, non richiedeva nient’altro. Le chiese informazioni sul cognato.

L’indovina profetizzò: “Quest’uomo morirà nel luglio o nell’agosto di quest’anno, per un avvelenamento da gamberi o da ostriche”. Il cognato continuò a vivere, ma nel periodo profetizzato fu vittima di un avvelenamento da ostriche, per il quale per poco non morì. Nell’analizzare questo caso Freud, non avendo elementi per dubitare della sincerità e dell’intelligenza del suo paziente, non trovò altra spiegazione se non quella che l’indovina avesse effettivamente Letto il desiderio inconscio del paziente che non aveva ancora superato la gelosia per il cognato e del quale conosceva la passione per i gamberi e per le ostriche. “Confesso che non so dare altra spiegazione di questo caso (..)[4]

Manca, però, nell’interpretazione del racconto, la presa in considerazione di un elemento molto importante che mi sembra difficile ritenere possa esser stato tralasciato involontariamente.

Il punto focale, a mio avviso, è che il desiderio del paziente è inattacabilmente divenuto Reale nei modi e nei tempi indicati dall’indovina, e quindi Creduti dal paziente stesso.

Può essere una percezione di eventi futuri, dunque, o può essere invece che la profezia abbia fatto passare il desiderio su un altro livello: dall’inconscio è divenuto una possibilità coscientemente concreta.

Quante persone creano veramente?

D.W.Winnicott insegna che da bambini siamo dotati di una sana potenzialità Creativa sul mondo circostante che si posiziona né all’interno né all’esterno dell’individuo, ma in una “terza area di esistenza”: quella che lui defiva  “Spazio Potenziale”.

Solo in questo “spazio” la Creatività può esistere. In quest’area gli oggetti del mondo esterno vengono percepiti come la realizzazione delle proprie “allucinanzioni”, ponendo un significativo ponte tra realtà esterna e realtà interna. 

Questa è l’area che in un individuo sano deve essere attiva in tutto il corso della sua esistenza.

Se il bambino potesse parlare affermerebbe: “Questo oggetto è una parte della realtà esterna e io l’ho creato”[5]. E’ la fase di onnipotenza che si incontra con l’universo “esterno”; questo è possibile solo in presenza di una madre pronta a presentare al momento giusto gli oggetti che il bambino Crede di creare.  

Ma se il creare l’oggetto che in realtà (cioè, secondo noi) già esisteva, fosse una visione troppo ristretta del processo evolutivo che è sempre stato osservato e condizionato esclusivamente con gli occhi e con le supposizioni dell’adulto?

Il bambino sembra aver Creato la soddisfazione al bisogno di “trovare” proprio quello che cercava nella sua realtà. E se avesse agito Creando fisicamente, cioè andando ad influire sul mondo circostante incanalando il suo desiderio in quei “processi fisici” intuiti da Freud per telepatia, così da modificare la sua realtà e giungere alla soddisfazione del bisogno? Se questa fosse la “natura” dell’essere umano, prima di venire condizionato dall’ambiente circostante?

Noi viviamo accanto ai bambini, ma il nostro sguardo è inevitabilmente diverso dal loro; il nostro parte dal concetto dell’accettazione del principio di realtà.

Citando una famosa frase di Einstein: la realtà è meramente un’illusione, seppur molto persistente.

Il nostro modo di vedere la realtà è differente da quello di un bambino e dobbiamo ammettere che, comunque la si pensi, è inevitabile che ci troviamo in due dimensioni differenti, seppur parallele!

E’ plausibile associare questa Creazione infantile, che analizzata esternamente con la consapevolezza “razionalistica” indotta dell’adulto non è reale, a un residuo diurno della nostra etiologica e intima consapevolezza; residuo, che può aver resisistito e può essersi reso visibile nel sogno della nostra “realtà” di vita quotidiana, scandita da tempi, pensieri, regole, ecc, che ci siamo allenati a vedere come “reali”. D’altronde tutti sappiamo come “sin dai primi inizi, quando la vita ci stringe nella sua severa disciplina , si risveglia (o permane, aggiungo io) in noi una resistenza contro l’inesorabilità e la monotonia delle leggi del pensiero e contro le esigenze dell’esame di realtà. La ragione diventa la nemica che ci defrauda da tante possibilità di piacere.”

Credere di poter Creare.

Tornando al caso delle ostriche, in un uomo che era stato così soverchiato dall’autodisciplina (tanto che nonostante fosse devoto e geloso dell’attaccamento con la sorella, aveva intercesso per il futuro cognato, come la sorella stessa si aspettava che avrebbe fatto, arrivando a convincere i genitori, i quali erano inizialmente contrari al matrimonio), si può intuire come una simile consapevolezza che il suo desiderio sarebbe stato soddisfatto da indipendenti eventi futuri, lo facesse sentire lontano da qualsiasi sospetto di immoralità nei suoi confronti. Egli può aver sentito il suo desiderio così realmente ad un passo dalla soddisfazione che può aver iniziato a guardare il mondo aspettandosi realisticamente di vedere quello che Credeva sarebbe successo, incanalando quindi la sua energia verso quell’aspettativa.   

Conseguentemente, sembra che la Credenza (attenzione, non indotta ma desiderata profondamente!) che il cognato sarebbe morto in quel modo e in quel periodo, abbia effettivamente modificato eventi fisici della realtà del paziente.

 

Evidentemente, anche la realtà del cognato ha subito una seria modificazione. Dallo scritto di Freud non trasale nulla di questa personalità, e le ipotesi che si possono fare sono quindi infinite.

E’ già stato dimostrato che tra le “cose” non esiste il vuoto, ma “filamenti” di energia.[6] Come ogni cosa, il nostro corpo è composto da atomi e cellule che producono energia e che si muovono immersi in quella stessa energia che collega tutto. Quindi, come si fa oggi a Credere che quello che è interno al nostro corpo non abbia nulla a che fare con quello che gli è esterno?

Freud ne aveva avuto una chiara intuizione, seppur senza prove “scientifiche”, e incitava a ricercare in questo senso, profetizzando “grandi traguardi” per la psicoanalisi e per l’umanità.

Il punto focale, come nel caso delle ostriche, è che osservare il proprio mondo equivale a parteciparvi e quindi influire su di esso fisicamente. Noi siamo parte dell’universo e lo costruiamo. Questo è quello che lo scienziato J.Wheeler oggi definisce “Universo Partecipatorio”.

In questo senso, “noi non controlliamo l’universo, non imponiamo la nostra volontà sull’universo, ma partecipiano, Creiamo insieme, co-creiamo”. Questo potere, o atto creativo, si basa sulla forza delle nostre Credenze, cioè le Convinzioni che abbiamo di quello che esiste[7]. Ogni istante della nostra vita, la nostra energia comunica all’universo in cui Crediamo, ma quasi sempre, non avendo consapevolezza del modo in cui funzionano le cose, comunichiamo a livello inconscio, quindi senza la coscienza di cosa stiamo Creando.

Noi viviamo le nostre vite sulla base di quello che noi Crediamo”. Così, se siamo convinti che la telepatia non esista, andremo a modificare il nostro piccolo mondo quotidiano Creandolo in modo tale che essa non sia visibile. Altro esempio: se Crediamo che trovare la propria anima gemella sia impossibile, di fatto non la troveremo mai. 

Tornando al paziente di Freud: la sua Credenza che il fatto si sarebbe verificato, ha mosso l’energia del suo mondo, l’ha incanalata verso un fatto e un periodo molto specifico. Sicuramente, però, non senza la co-creazione del cognato, il quale, per personali Credenze che purtroppo sono impossibili da ipotizzare poiché non ci pervengono dati in merito alla sua vita, ha permesso che la Credenza del paziente si realizzasse.

Va sottolineato che ancora oggi la scienza che studia e ricerca i fenomeni occulti, paranormali o parascientifici, va ad essere rinchiusa entro la cosiddetta “parapsicologia”, e viene tenuta debitamente fuori dell’ambito accademico, quindi dall’ambito di tutti coloro che si occupano di psicologia ufficiale. Questo, conseguentemente, va platealmente a far aumentare il numero quei “ciarlatani” che poi si permettono di speculare sul naturale “sentire delle persone al di là della scienza ufficiale”.

Ne posso concludere: che la filosofia psicologica qui proposta sia completamente assurda e completamente vera; che forse i racconti di eventi para-normali sono solo coincidenze che si verificano ovunque nel mondo, oggi come in epoche antiche; che per la natura con la quale avvengono non possano essere empiricamente dimostrabili; che credere nelle religioni equivale in poche parole a credere nel paranormale (poiché tutto si basa su una fede intangibile); o che la scienza quantistica sta dando visioni del mondo completamente differenti a quelle con le quali siamo cresciuti.


[1] “(..) “telepatia” è il fatto per cui si presume che un evento occorso in un determinato istante giunga pressappoco simultaneamente alla coscienza di una persona  che è lontana nello spazio, senza che si possa parlare di vie di comunicazione a noi note. (..) Quindi, ad esempio, la persona A subisce un incidente, oppure muore, e la persona B, a lei strettamente legata – la madre, la sorella o l’amata – lo apprende suppergiù  nello stesso momento mediante una percezione visiva o uditiva. E’ come se ques’ultima fosse stata informata telefonicamente, il che però non è avvenuto; in certo qual modo, un corrispettivo psichico della telegrafia senza fili.” S. Freud, pp. 447, Introduzione alla psicoanalisi.

[2] Sottolineatura mia.

[3] Gregg Braden, The spontaneous healing of belief, Macro Edizioni, pp.12.

[4] Potete trovare il testo completo di cui si parla in “Sogno e Occultismo” in Introduzione alla psicoanalisi, Freud.

[5] D.W.Winnicott, Esplorazioni psicoanalitiche, 1998, p. 69.

[6] La Nasa, ha avviato un progetto per indagare quei campi d’energia non visibili all’occhio umano, inviando nello spazio il satellite denominato “Chandra”. Già dal 1999 gli astrofisici hanno potuto vedere cosa c’era nello spazio: filamenti d’energia che collegano tutto, non esistono vuoti tra le cose. Braden, G., La Matrix divina, Conferenza, 30 Maggio 2007, Milano.

[7] Braden, G., La matrix divina, Conferenza 30 Maggio 2007, Milano.

Scritto da Catia Battenti per il sito WWW.LAVALLEDELVENTO.NET il 31/5/2009

ARMI ELETTROMAGNETICHE CHE HANNO CAMBIATO IL VOLTO DELL�UMANITA�

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tratto da http://cid-a3c9b634fd617e9f.spaces.live.com/?lc=1040

 

Styx, la porta che conduce all'inferno.

Quale nome demoniaco per un progetto militare! Questo è pertanto il

nome che porta il primo progetto del Pentagono che implica le armi

invisibili: il progetto RIVER STYX.

Le armi chiamate River Styx sono state il primo prototipo delle armi

elettromagnetiche americane. Esse utilizzano delle microonde e hanno la

funzione di agire sull'organismo, creando delle degradazioni di ogni tipo.

Per chi le ha concepite, esistono dei vantaggi parafisici che si possono

ottenere con un’utilizzazione precoce allo scontro fisico contro ogni

nemico. Esistono dei documenti che mostrano chiaramente che gli

Americani erano ben addentro in queste ricerche

già dal 1957 e ciò indica

che, malgrado ogni negazione sulle loro conoscenze delle armi

elettromagnetiche, il Pentagono e la C.I.A. avevano, al contrario,

cominciato il loro sviluppo già agli inizi degli anni 1950. È facile

comprendere le ragioni che hanno spinto tutte le amministrazioni implicate

a tenere il più grande riserbo su queste diaboliche operazioni.

L'opinione pubblica non potrebbe mai tollerare lo sviluppo e l'utilizzo di armi

così demoniache. I loro effetti sono altrettanto devastanti quanto quelli

delle bombe atomiche; tuttavia esse non sono state che dei prototipi di

nuove armi che oggi, quasi mezzo secolo dopo, ci minacciano realmente.

Lowell Ponte, ricercatore del Pentagono, è uno dei rari scienziati del

Governo a parlare apertamente dei “progressi” di questa scienza e delle

sue applicazioni tecnologiche. Egli conferma l'esistenza di segnali che

influenzano il campo magnetico terrestre, le onde stazionarie giganti (di

cui abbiamo parlato nel precedente articolo – n.d.r.).

I servizi segreti canadesi accennano al progetto in un dispaccio dell'agosto

1975, parlando "di introduzione di onde elettromagnetiche nella

Natura". È comunque poco. Non si dà alcuna indicazione sulle possibilità

di combinare delle onde stazionarie giganti con raggi a microonde

capaci di influenzare il cervello umano. E ancora niente sulle

microonde che si "fondono", alle armi elettromagnetiche a pulsazione.

Tutti questi progetti fanno parte della rete, molto sviluppata e sempre

segreta, della ricerca sulle armi invisibili.

Joe Delgado, un fisiologo che ha fatto parte della C.I.A., ci avverte:

"Quello che ci aspetta è più pericoloso della distruzione nucleare.

Le nostre conoscenze sul cervello ci permettono di immaginare il

peggior scenario: il pericolo che ci minaccia è quello di intervenire

direttamente sulle funzioni cerebrali per manipolarle a nostro

piacimento, cioè fare dell'uomo un vero e proprio umanoide senza

cervello e coscienza, senza neppure che questi se ne renda conto".

Delgado deve sapere di che cosa parla, poiché è stato il promotore delle

ricerche sulle stimolazioni elettriche del cervello. Ha messo a punto, in

collaborazione con alcuni psichiatri, dei procedimenti che permettono di

"teleguidare" degli esseri umani tramite segnali radio, con l'aiuto di

"pulci" impiantate nel cervello. Le sue teorie sono oggetto di ricerche

all'università di Los Angeles, sotto la tutela del "LOS ALAMOS

SCIENTIFIC LABORATORY".

Il Dr. Ross Adey, un collaboratore di Delgado che lavora sulle nuove

tecnologie di controllo cerebrale, afferma di aver ricevuto il prototipo di un

apparecchio chiamato LIDA, costruito dai Sovietici. Questo apparecchio è

registrato all'Ufficio Americano dei Brevetti con il n°3. 773.049.

È stato concepito in modo tale che può trasmettere a distanza le tre

componenti del dolore: il freddo, il calore e l'elettricità. Adey è stato scelto

dai Sovietici per introdurre questo progetto nella ricerca americana (come

è sempre stato Russi e Americani sono segretamente impegnati insieme

nei progetti militari di distruzione e controllo delle masse ,di là dalle false

contrapposizioni promulgate ad arte dai media– n.d.r.).

Il più scalmanato tra gli scienziati a voler elaborare un mondo di zombies è

uno psichiatra tra i più stimati negli Stati Uniti, il

Dr. Louis Jolyon, "JOLLY" West. Egli è stato un membro influente del progetto

"MKultra" per la CIA. Questo progetto comprendeva delle tecniche

di lavaggio del cervello ed è fra i più segreti dell'U.S. AIR FORCE.

West, sostenuto da Ronald Reagan, ex Governatore della California, ha proposto

di trasformare una stazione militare in stazione di emissione di microonde. Le

proposte di West includevano anche l'impianto di pulci elettroniche

nel cervello, il controllo biologico dei cicli mestruali della donna, la

castrazione chimica e il rimpiazzamento del sistema penale

americano con un controllo psichiatrico.

È dall'alto della sua cattedra

di psichiatria e del suo posto di direttore dell'Istituto di neuropsichiatria

dell'Università di Los Angeles (UCLA), che West prosegue le sue attività

segrete di manipolazione del pensiero.

Il film sviluppato dal romanzo di Michel Crichton, THE TERMINAL MAN è

basato su un fatto reale. L'uomo, una vittima del Dr. Frank Ervin, amico

di West e di Delgado, afferma di essere stato sottoposto ad un trattamento

alle microonde, (e qui non si parla di “brioche” - ndr), con cui un uomo è

stato, come si dice in gergo, “cotto a distanza”.

È stupefacente constatare che la C.I.A. finanzi ricerche universitarie per

mettere a punto degli apparecchi a microonde capaci di lanciare dei raggi

che possono causare un'ipnosi a distanza, facendo penetrare dei

desideri o comandi nella testa di un individuo ed in grado di provocare

poi anche un'amnesia totale sulla vittima. (leggetelo come spiegazione

a molti fatti di cronaca in cui persone commettono atti orribili e poi

vengono trovati in stato di shock non ricordando nulla di quanto hanno

fatto – n.d.r.)

I difensori di queste tecniche psichiatriche hanno sempre fatto parte della

ristretta cerchia dei presidenti americani. I presidenti Nixon e Ford sono

stati consigliati dal Dr.

Arnold Hustschnecker, che era stato, nel 1926,

allievo dell'"Istituto Kaiser Wilhelm" finanziato dai nazisti, dove

cominciarono le prime ricerche sulla tecnica delle microonde. Il consigliere

di Jimmy Carter, lo psichiatra Dr. Peter Bourne, (vedete il film The

Bourne identity o Supremacy – n.d.r.) ha trascorso una grande parte

della sua carriera nella ricerca della guerra psicologica e delle tecnologie

delle microonde. Alcuni giornalisti hanno fatto un'inchiesta sul potere che

costui avrebbe usato per spingere Carter a prendere delle decisioni

sorprendenti. Il Dr. West faceva parte dei collaboratori vicini a Ronald

Reagan.

Perché ci sono così tanti di questi psichiatri all'interno dei progetti

sulla guerra invisibile e nei cenacoli delle alte decisioni politiche?

Noi rischiamo di vedere presto un mondo popolato da zombies. O forse lo

abbiamo già intorno…?!

Come possiamo combattere questi progetti demoniaci?

Il D.N.A. umano ha un potenziale di 12 fili. La maggior parte degli esseri

umani ha soltanto i fili 1, 2 e 3 completamente attivati. Essi si incrociano

con 4 fili parzialmente montati, ma non ancora attivati. Per rendersi

"invisibili" alla possessione bio-neurologica prossima ventura, dovete

avere un minimo di 4 fili completamente attivati ed incrociati ad almeno 5

metà montate. Ciò richiede un determinato livello di sviluppo spirituale e di

correlazione e condivisione con altre persone che siano sintonizzate sugli

stessi obiettivi e frequenze mentali delle vostre.

Ci sono delle misure

che potete prendere per accelerare lo sviluppo dei vostri fili del DNA.

Se già non lo avete fatto, rinforzate il vostro rapporto personale con il Dio

VERO (non quello delle false religioni – n.d.r.), o la vostra "più alta

rappresentazione dell'Amore".

Rifiutatevi di accettare la coscienza

della vittima o le ideologie che promuovono un senso di impotenza

personale (del tipo: è troppo grande questa cosa per me, allora mi faccio

gli affari miei e rimango a guardare che cosa succede, chissà forse io me la

cavo?! – n.d.r.). Lavorate per sviluppare i vostri potenziali nascosti e

le più alte qualità umane. Spendete quanto più tempo libero avete per

esaminare le vostre credenze personali circa quello che considerate la

realtà oggettiva. Rendetevi conto letteralmente che i pensieri sono

cose “reali”. I pensieri negativi contribuiscono a generare le realtà

negative. La credenza rigida, dogmatica, codardamente pseudo-scientifica

ed ottusa si trasforma in bloccaggi elettromagnetici, letterali, prima

nelle vostre sinapsi cerebrali e poi nel profondo della vostra coscienza (

se ancora sapete cosa significa questa cosa – n.d.r.). Imparate a pensare,

ragionare ed agire, per vostro conto piuttosto che dare la vostra

coscienza e la vostra completa fiducia ai rappresentanti delle autorità

scientifiche, militari, mediche, religiose e politiche compresi tutti quei

“personaggi” che sembrano “profeti del bene” venuti a sollevare il

popolo dal giogo di governi ed istituzioni malvagie e corrotte.

Svegliatevi e cominciate ad operare in armonia con la frequenza

dell'Amore!!

B O

J S

Liberatoria:

Il presente materiale è liberamente copiabile e riproducibile

senza alterarne il senso, in tutto o in parte, e citando sempre l'autore

dell'articolo.

NB: QUESTO è UN ESTRATTO, VI RACCOMANDIAMO

DI LEGGERE L’INTERO CORPUS DI ARTICOLI NEL LINK

INDICATO ALL’INIZIO DEL TESTO

 

 

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Le cellule staminali. La Legge, il Papa e l'Uomo di Vetro

E' il 3 marzo 2009 quando entro nell'appartamento di una giovane coppia emiliana, lui 27 anni, lei 28, conviventi da quattro. Una coppia armoniosa ed unita. Ascolto le idee del ragazzo. La loro casa emana un notevole senso di protezione e calore.
"La Legge 40" ci dice lui "vieta di operare con cellule staminali, ho visto anche un servizio sulle Iene, credo sia stato nell'ultima puntata (29/02/2009 - www.youtube.com/watch?v=BmwxGL85k_M), certi vanno a Bangkok dove fanno la sperimentazione, e ci vanno gli italiani, molti tornano a camminare. In Italia invece..." Si riferisce a persone con malattie neurodegenerative. Lui non è arrabbiato, ironizza semplicemente e rammenta i fatti. "In Italia questo è vietato dalla legge 40, la legge 40 sulla fecondazione assistita"
(Il referendum fallito del 12-13 giugno 2005 con i suoi 4 punti doveva servire a cancellare definitivamente questi pesanti divieti 1) divieto alla ricerca sulle cellule staminali embrionali 2) limitazione a 3 del numero di embrioni prodotti, divieto di crioconservazione, obbligo di impianto di tutti gli embrioni prodotti anche in assenza di rinnovato consenso da parte della donna (divieto di "ripensamento"), divieto di diagnostica preimpianto 3) equiparazione dei diritti dell'embrione con quelli delle persone già nate 4) divieto della fecondazione eterologa. Dal sito www.molecularlab.it/elaborati/elaborato.asp?n=37)
Vediamo ora di capire di che cosa stiamo parlando.
Questo ragazzo dice di soffrire di una malattia genetica che si porta dietro dalla nascita, egli ce l'ha in forma lieve, ma la medicina sa che può essere trasmessa in forma molto grave ai figli.
"Quali sono gli effetti su di te di questa malattia?" gli chiedo. 
"Gli effetti più gravi sono quelli di avere ossa fragilissime, hai presente il personaggio de 'l'uomo di vetro' nel film 'il favoloso mondo di Amelie'?" 
"Certamente
Il personaggio in questione vive recluso in casa, dove ogni spigolo è ricoperto di gomma, perché ogni oggetto appuntito può potenzialmente procurargli una frattura. Non può uscire. Non può vedere nessuno se non chi lo va a trovare in casa.
"Per esempio io conosco una ragazza che ha fratture permanenti in tutto il corpo, perché le ossa a forza di rompersi non guariscono più." Spiega. "Io ho una fragilità di natura genetica che consiste nel fatto che le mie ossa assorbono meno calcio o meno collagene, e sono conseguentemente molto più fragili delle ossa normali. Le mie ossa si possono rompere più facilmente di quelle degli altri."
Gli chiedo "Quante operazioni hai effettuato nella tua vita a causa di questa malattia?
Lui "Circa 15 al Rizzoli di Bologna."
"E ci puoi spiegare il problema relativo alla legge 40 di cui hai accennato all'inizio?"
"Il problema per le coppie come la nostra, è che in Italia non si può fare analisi di preimpianto."
"E perché dovreste fare questa analisi preimpianto? A che cosa vi serve?"
"Serve per non mettere al mondo un figlio con questo gene malato, e costringerlo a vivere tutta la vita con questa malattia, magari anche in forma più grave della mia."
"La tua malattia è nota alla scienza, è diagnosticata, o solo è presunta, una cosiddetta malattia sconosciuta?"
"E' diagnosticata, e studiata."
"Dunque anche la possibilità che vostro figlio riceva il gene di questa malattia è stato quantificato dalla medicina?" gli chiedo.
"La probabilità più alta è che ne venga colpito in maniera grave. Si tratta di un responso medico. La medicina dice che la probabilità che nostro figlio nasca malato è altissima."
"Tornando al discorso di prima" gli chiedo "che cosa significa 'analisi di preimpianto'? Ovvero, puoi spiegare ai lettori con parole da un non-addetto ai lavori, cos'è un'analisi preimpianto?"
"L'analisi preimpianto" dice lui, molto informato "viene effettuata dopo aver preso l'ovulo della donna, e averlo fecondato in vitro con lo sperma dell'uomo, le cellule fecondate dallo sperma del compagno vengono analizzate per vedere se contengono il gene malato, e se non lo contengono si può effettuare l'impianto dell'ovulo già fecondato nella donna. C'è ovviamente il rischio del fallimento, perché l'impianto come qualsiasi inseminazione non dà la certezza della gravidanza, però si è certi che almeno per quel gene, nel figlio non vi saranno problemi."
"Voi dunque andrete all'estero" gli chiedo "perché proprio questo tipo di analisi in Italia non può essere effettuata. Spenderete molto?"
"Certamente molto di più che se fosse stato fatto in Italia."
"E che cosa potreste consigliare ad una coppia italiana che non ha le vostre possibilità economiche, perché logicamente andare all'estero rende l'operazione molto cara? Che cosa si può fare in Italia se non si vuole avere un figlio malato, visto che all'estero la scienza sembra poter aiutare maggiormente le coppie con il vostro problema?"
"La legge italiana vieta la diagnosi di preimpianto, ma non l'aborto entro i 3 mesi, quindi se non si espatria, qui esiste una sola strada per non avere figli gravemente malati, cioè effettuare prove all'infinito (di fecondazione naturale), effettuando ogni volta l'amniocentesi sul feto, per vedere se ha il gene malato, e abortire di volta in volta finché non nasce un feto sano. Prima dei tre mesi naturalmente
(L'amniocentesi è il prelievo di un campione di liquido amniotico, che può essere eseguito ambulatorialmente. Da www.italiadonna.it/genitori/gravidanza/amiocentesi.htm)
"E' stato un referendum mancato ad impedire questa possibilità" interviene la compagna "secondo noi il divieto scaturisce dalla paura cattolica di voler scegliersi il figlio perfetto. Ma la Chiesa dice anche che nessuna caratteristica genetica può essere scelta, perché altrimenti l'uomo si sostituirebbe a Dio. Questa scelta è ancora più cinica, perché in teoria così lo Stato obbliga chi si sente libero da dogmi, ad abortire finché non gli nasce un figlio senza quel gene"
Chiedo a lui "Ritieni anche tu che sia stata l'ingerenza del Vaticano ad aver provocato questa situazione?"
E lui "Ho parlato di questo argomento con un prete circa un anno fa, è un prete giovane, e forse anche per questo l'ho sentito vicino al mio problema. Sicuramente voleva darmi ragione, ma in quanto prete non ne poteva parlare. Mi ha detto "Io di queste cose non me ne interesso molto e non ne posso parlare......" E' stata la cosa più furba che potesse fare.."
E poi lei "Il problema più grave è che la gente crede ancora che il Papa sia il Vicario di Dio, e che sia dalla parte del popolo. E che i politici tengono particolarmente al voto dei cattolici."
Mi dice infine lui, che in Italia molti dottori non danno nemmeno informazioni ai pazienti. Bisogna cercarsi medici che non ritengano personalmente un problema etico il manipolare geneticamente.
"Ne ho conosciuti alcuni che non essendo disponibili non ti informano neanche sulla questione." Fa lui.
"E quanto avete speso per una visita?
"Abbiamo trovato a 110 euro un ginecologo bravissimo che si occupa anche di infertilità, siamo stati noi a scegliere il dottore che ritenevamo all'altezza." (spesso proprio grazie alle loro ricerche su internet, altro mezzo bistrattato dalla Chiesa) 
"E' un diritto umano quello di decidere che il figlio debba essere sano, (e, aggiunge l'intervistatore, se debba essere cattolico o no) altrimenti non avresti il diritto neanche di decidere se avere un figlio o no.
"Sei cattolico?" gli chiedo.
"Cattolico ma come posizione in questo momento mi sento più protestante. Comunque la libertà d'espressione è fondamentale. Non si può far tacere il Vaticano, non puoi scindere chi azzittire e chi no, oppure entri in un vortice dittatoriale... Però la gente ha il dovere di ragionare con la propria testa."
Grazie a questa coppia per la disponibilità alla cronaca.

Grazie di cuore a tutti voi che ci avete letto. 

Lorenzo Lucchetti

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