Informazioni non divulgate dai media: IMPEDIRE LA DEMOCRAZIA IN ITALIA
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...è stato questo il primo grande impegno postbellico (dopo la seconda guerra mondiale Nda) degli Stati Uniti: distruggere la resistenza antifascista in tutto il mondo per rimettere al potere organizzazioni più o meno fasciste, e anche molti collaboratori del fascismo.
E' successo dappertutto: da paesi europei (Italia, Francia e Grecia) fino a posti come Korea e Thailandia.
Il primo grosso intervento americano fu in Italia nel 1948, quando interferimmo nelle elezioni, e si trattò di un operazione di rilievo.
Nel caso dell'Italia fecero un enorme sforzo per impedire che le forze democratiche popolari che avevano condotto la resistenza antifascista vincessero le elezioni dopo la guerra. Nel dopoguerra l'Italia era un problema particolarmente spinoso perché lì la resistenza antifascista era fortissima, estremamente popolare e rispettata. La Francia aveva un sistema di propaganda molto migliore dell'Italia, perciò sappiamo molto più della resistenza francese rispetto a quella italiana, ma in realtà la resistenza italiana fu di gran lunga più significativa di quella francese. La gente che si impegnò nella resistenza francese era coraggiosissima e lodevolissima, ma costituiva un settore limitato della società: durante l'occupazione nazista la Francia nel suo complesso era stata per lo più collaborazionista. Invece l'Italia era un caso diverso: la resistenza italiana era talmente forte che in pratica aveva liberato da sola l'Italia del Nord e teneva bloccate sei o sette divisioni tedesche; il movimento operaio era molto organizzato, con un forte appoggio da parte della popolazione. Quando gli eserciti americano e britannico arrivarono al Nord, furono costretti a rovesciare il governo che era già stato insediato dalla resistenza in quelle regioni e a sabotare i numerosi progressi fatti verso il controllo operaio delle industrie.
E rimisero al posto di comando i vecchi padroni, dichiarando che la rimozione di questi collaboratori del fascismo era stata una "destituzione arbitraria" dei legittimi proprietari: usarono proprio questa espressione.
Quindi sabotammo le procedure democratiche perché era evidente che le elezioni successive sarebbero state vinte dalla resistenza e non dagli screditati conservatori.
In Italia c'era il pericolo che vincesse la democrazia – che il governo statunitense definiva tecnicamente "comunismo" - e come al solito bisognava impedirlo.
L'opposizione americana alla democrazia italiana è giunta al punto di sponsorizzare un colpo di stato militare verso la fine degli anni sessanta per tenere fuori i comunisti (cioè i partiti operai) dal governo.
Ed è probabile che quando tutti i documenti interni americani saranno rivelati al pubblico scopriremo che l'Italia è stata il bersaglio principale delle operazioni della CIA per anni.
A quanto pare, lo è stata fino al 1975, cioè fin dove arrivano i documenti declassificati.
Stessa storia in Francia e in tutta Europa. Come abbiamo frantumato i sindacati italiani, francesi e giapponesi e sventato la concretissima minaccia della democrazia popolare che stava nascendo in tutto il mondo alla fine della guerra: è il primo capitolo della storia del dopoguerra.
La stessa cosa successe in quegli anni anche altrove, e in alcuni paesi con maggiore uso della violenza. In Grecia per rimettere al potere i complici dei nazisti c'è voluta una guerra in cui sono morte forse centosessantamila persone. In Corea furono uccise centomila persone alla fine degli anni quaranta, ancor prima che cominciasse la vera e propria guerra di Corea.
(..) “Il primo memorandum del Consiglio di sicurezza nazionale, NSC 1, parla dell'Italia e delle elezioni italiane e afferma che se i comunisti prendono il potere con le elezioni in maniera legittima e democratica, gli Stati Uniti devono dichiarare l'emergenza nazionale, la Sesta flotta nel Mediterraneo dev'essere messa in stato d'allerta e si devono avviare attività sovversive in Italia allo scopo di rovesciare il governo e piani di contingenza in vista di un intervento militare diretto”.
Fatevelo entrare bene in mente: se la resistenza avesse vinto elezioni democratiche legali!
(..) La documentazione di cui disponiamo finora arriva fino al 1975, quando il rapporto della commissione Pike della Camera fornì parecchie informazioni sulle attività sovversive americane, ma chissà se tali attività non sono continuate anche dopo?
(..) Gli Stati Uniti hanno anche resuscitato la mafia come parte dello sforzo per spaccare il movimento dei lavoratori europei dopo la guerra. La mafia era stata praticamente eliminata dai fascisti, che in genere non accettano alcuna concorrenza e sono molto rigidi.
Hitler e Mussolini avevano praticamente eliminato la mafia, ma quando l'esercito di liberazione americano attraversò la Sicilia e l'Italia del Sud fino alla Francia, la resuscitò come strumento per impedire gli scioperi. Gli Stati Uniti avevano bisogno di gorilla per spezzare le ginocchia degli scioperanti: e dove la trovate gente del genere? La risposta fu: nella mafia.
In Francia la CIA, in collaborazione con i capi del “movimento sindacale americano”, fece risorgere la mafia corsa. (..) In cambio della repressione del movimento sindacale francese, la mafia ottenne il permesso di far ripartire il traffico d'eroina, che sotto i fascisti era stato ridotto praticamente a zero. Ecco l'origine della famosa "French Connection", la principale struttura del narcotraffico nel dopoguerra.
In quel periodo ci furono anche particolari operazioni clandestine che coinvolgevano il Vaticano, il dipartimento di Stato USA e i servizi segreti inglesi e USA.
Operazioni tese a salvare e utilizzare criminali di guerra nazisti.
Walter Rauff, per esempio, il tipo che aveva inventato le camere a gas, fu fatto entrare in clandestinità perché organizzasse la attività anti-insurrezionali in Cile.
Reinhard Gehlen, il capo dei servizi segreti nazisti sul fronte orientale, si unì ai servizi segreti americani per fare lo stesso lavoro nell'Europa dell'Est.
Il "macellaio di Lione", Klaus Barbie, lavorò per gli americani spiando i francesi fino a quando non furono costretti a evacuarlo attraverso la "rotta dei topi", gestita dal Vaticano, verso l'America Latina, dove finì la sua carriera.
Tutto questo è parte del complessivo sforzo postbellico degli Stati Uniti per distruggere ogni prospettiva di democrazia indipendente, ed è andata come speravano.
Riadattamento di Lorenzo Lucchetti per LAVALLEDELVENTO.NET di un estratto da "Capire il potere" di Noam Chomsky
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FONTE: http://www.altrestorie.org/print.php?news.2058






