ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE. CARROLL: PEDOFILO.
ALICE... NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE?
Tutti conoscono il libro “Alice nel paese delle meraviglie”, se non il libro almeno il cartone animato proposto dalla Walt Disney, ma non tutti sanno CHI È IL VERO AUTORE di questa, che è una delle più grandi opere letterarie scritte per i bambini e non solo.
Il nome Lewis Carroll, che si legge nell’ultima pagina del libro, è uno pseudonimo, anche se, come vedremo, rappresenta molto di più che un tentativo di rimanere nell’anonimato.
GOING DOWN
Il vero nome di Lewis Carroll è Charles-Lutwidge Dogdson, nato nel 1832 a Daresbury, un paesino di campagna del Cheshire, nell’Inghilterra dell’epoca Vittoriana, un’epoca ricca di contraddizioni e di ipocrisie. Figlio di un pastore conservatore, ebbe un’educazione rigida. La famiglia Dogdson era una famiglia numerosa, Charles aveva sette sorelle e tre fratelli. Nelle descrizioni della sua infanzia emerge un’immagine idealizzata di quel periodo, lo scrittore ricorda con nostalgia ciò che lui stesso descrive come “il più meraviglioso dei paradisi”. Anche se sembra che questa visione non rispecchi molto la realtà. (Nota 1)
All’età di quattordici anni fu mandato alla scuola di Rugby, la residenza in questo collegio verrà descritta come brutale, la visione paradisiaca dell’infanzia cederà il passo ad una visione dell’adolescenza infernale e infelice.
INIZIO DI COSE OSCURE
Questa esperienza segnò la sua vita. Dogdson a quell’età era molto delicato, e aveva una sensibilità che, per certi versi, si poteva considerare femminile, inoltre la sua fragilità era maggiorata dai problemi di balbuzie, caratteristica della famiglia. Oltre a Charles, infatti, sei delle sue sette sorelle balbettavano. La Scuola di Rugby si pone come linea di confine tra il paradiso infantile e l’inferno adolescenziale. (Nota 2)
La residenza in collegio incise molto sulla sua personalità, fino al punto che alcuni biografi riconducono proprio a quel periodo, la sessualità traumatizzata dell’uomo. A diciassette anni intraprese gli studi universitari di matematica,al termine dei quali diventò professore alla Oxford University e, la voce del padre (..), delle aspirazioni e del dover essere, lo condussero a prendere i voti minori,diventando DIACONO. Non si sposò mai, ma proprio ad Oxford conobbe l’unico amore della sua vita, la sua musa ispiratrice, Alice per l’appunto.
ALICE
Alice era una delle tre sorelle Liddell, figlie di uno dei decani di Oxford dove, come detto poc’anzi, Dogdson insegnava. Il primo incontro tra i due è avvenuto quando Alice aveva quattro anni e il professore già ventiquattro. Inizialmente la passione del professore era rivolta alla più grande delle tre sorelle, Lorina che aveva SETTE ANNI ma, con il passare del tempo, Alice divenne la preferita. Dogdson che inizialmente si dilettava osservando dalla finestra le bambine giocare, in breve tempo si avvicinò alla famiglia e intraprese dei giochi senza fine, ricchi di fantasia e a raccontare delle bellissime storie.
Frequentava talmente assiduamente il salotto dei Liddell che la signora spesso risultava infastidita dalla sua presenza. Le foto scattate alle bambine, le carezze, le lettere che gli inviava, insospettivano la madre.
L’OSCURITA’ VIENE ALLA LUCE
La vicinanza delle bambine, portò alla luce un Dogdson, impossibile da vedere se ci si fosse soffermati allo scuro abito di serietà, frutto della sua carica di diacono, e se fossimo stati seduti ad un banco di una delle sue lezioni. Infatti nonostante abbia pubblicato venticinque trattati di matematica nei corridoi dell’università si narravano la boriosità e la noia delle sue lezioni. Un uomo puritano, ossessivo e tedioso ecco come appariva Dogdson agli adulti, in nessuna delle foto che lo rappresentano è possibile scorgere un’ombra di sorriso. Ma il Dogdson delle sorelle Liddell era un uomo diverso, ricco di fantasia e degno della fama letteraria come padre del “nonsense”.
NASCE IL PAESE DELLE BAMBINE
Il 4 luglio 1862, Dogdson narra alle bambine una storia, in cui la protagonista si chiamava Alice che inseguendo un coniglio bianco si trovò a dover affrontare stranissime e meravigliose avventure. Al termine del racconto Alice, quella in carne ed ossa, chiese all’incantevole narratore di trascrivere la storia e di regalargliela, Dogdson innamorato della docile bambina si mise subito all’opera, che terminò nel 1864. (Nota 3)
La signora Liddell guardava da sempre il diacono con sospetto, il suo amore per le bambine, il suo toccarle, farle sedere sulle ginocchia, le fotografie e le lettere che inviava erano troppo profonde e sensuali da poter essere considerate delle semplici tenerezze di un adulto nei confronti dell’infanzia. (..) Ma Dogdson, rimase fedele alla promessa fatta e regalò ugualmente il libro ad Alice, facendoglielo recapitare per posta.
AMICHE BAMBINE
Una volta abbandonata la casa dei Liddell, Carroll ebbe molte amiche-bambine, che adescava con una valigia piena di giocattoli che portava sempre con sé, trascorreva le estati a Eastbourne, dove incontrava e giocava con le bambine sulla spiaggia. Il libro di “Alice nel paese delle meraviglie” era stato pubblicato e aveva ottenuto un gran successo soprattutto tra i più piccini e Carroll, utilizzava il suo pseudonimo per far breccia nei cuori delle fanciulle, mentre con gli adulti si guardava bene dallo svelare la sua identità.
Divenne amico di Gertrude Thompson, un’artista che dipingeva delle fatine nude, servendosi di bambine come modelle. Dogdson, che non aveva abbandonato la sua passione per la fotografia, ritrasse molte bambine in pose sensuali, tutte tra i nove e gli undici anni. Quell’età particolare in cui le bambine non sono ancora donne ma lo stanno per diventare. (Nota 4)
Iniziò a contattare le bambine attrici, superando il suo radicale classismo, perché le loro madri erano più disponibili a far fotografare le figlie nude. La fotografia divenne, però, una vera ossessione, inducendolo a comportamenti avventati. Carroll inviava lettere alle madri delle fanciulle per negoziare i capi di abbigliamento da togliere, sottolineando che sarebbe stato meglio se fossero state totalmente nude e che era preferibile che le madri non fossero presenti. In questo modo la passione di Carroll divenne nota anche ad Oxford e ci fu uno scandalo.
A Carroll fu imposto di non fotografare più bambine nude e lui abbandonò la fotografia per sempre. (Nota 5)
IL SUO UNICO AMORE
Nonostante ebbe molte “amiche” dopo Alice Liddell, lei rimase il suo unico amore, in una lettera che le inviò nel 1885 scrisse:<< Mia cara signora Hargreaves (il suo nome da sposata), suppongo che questa le parrà una voce dall’oltretomba, dopo tanti anni di silenzio; tuttavia […] l’immagine mentale di colei che per tanti anni è stata la mia amica-bambina ideale è come sempre vivida. Da allora ho avuto tante amiche-bambine, ma non è stata mai la stessa cosa>>.
ODIAVA I BAMBINI
Carroll amava le bambine, ma odiava i bambini, una volta disse:<< Amo i bambini, eccetto i maschi>>. Ad un illustratore, che si occupava di una delle sue opere, scrisse:<< Perdoni la volgarità del mio linguaggio (non saprei come altro dirlo con maggior finezza), ma nel mio libro non ci può essere nel modo più assoluto, un disegno che mostri il posteriore nudo di un maschietto, neppure se si tratta di un bambino molto piccolo>>.
Charles-Lutwidge Dogdson, morì all’età di sessantacinque anni di polmonite, molto probabilmente ancora VERGINE.
DOTTOR JEKYLL E SIGNOR HYDE
(..)L’epoca vittoriana fu anche l’epoca di “Lo strano caso di dottor Jekyll e del signor Hyde”, e le due facce di Dogdson sembrano incarnare a pieno il personaggio di Stevenson. Nei diari di Dogdson, i sentimenti sembrano banditi, nei paragrafi in cui cerca di legittimare il suo amore per le bambine, non potendo ammettere nemmeno a sé stesso l’attrazione sessuale che provava, descrive il suo amore nei loro confronti come amore per l’opera di Dio. L’intimità di Dogdson non si rivela nemmeno nei suoi diari, un’intimità angosciante a cui non era permesso emergere dalla coscienza se non sottoforma di speculazione estetica pseudoreligiosa.
E LA SUA FAMIGLIA?
L’infanzia di Carroll desta alcuni sospetti, il fatto che sei delle sue sette sorelle soffrissero dei suoi stessi problemi nell’articolazione del linguaggio, scatenerebbe la curiosità (..). Noi non sappiamo se a determinare le difficoltà della famiglia Dogdson ci fossero deficit costituzionali, certo è che si presenta come un fattore curioso.
Altro aspetto degno di nota, è la vita sessuale della famiglia, sappiamo che soltanto tre dei fratelli si sposarono ma viene da chiedersi se il problema non fosse la ricerca del vero amore, quanto piuttosto dei problemi del vivere la sessualità. Nell’Ottocento l’accesso ad una vita sessuale “normale” era possibile soltanto dopo aver contratto matrimonio, altre forme non erano considerate lecite, se inoltre consideriamo il ruolo ricoperto dal padre, sembra molto improbabile che gli otto fratelli Dogdson abbiano goduto di una sessualità serena e libera da conflitti.
CONCLUSIONI
Mettendo da parte le speculazioni sulla vita familiare, di cui sicuramente non possiamo parlare con certezza, rimane la figura di Carroll. Carroll, come molti pedofili, aveva una preferenza per bambine di una certa età, quello che viene da chiedersi è cosa sia successo a Carroll in quella stessa età, e cosa lo indusse ad odiare così tanto i bambini maschi e ad amare invece così tanto le femmine.
Molti studiosi, riconducono la preferenza per un determinato periodo ad un trauma vissuto, che non essendo superato si cerca di rivivere nell’attualità attraverso le proiezioni sui bambini. L’ossessività di Carroll per la nudità delle bambine, che prese ancor più vigore una volta lasciata casa Liddell, avvalora ancora di più questa tesi.
Le amiche-bambine di Carroll, successive all’incontro con Alice, sono delle bambine lasciate a se stesse, che a causa della povertà i genitori concedevano senza troppi scrupoli e con noncuranza.
ED OGGI?
Questi aspetti ritornano anche nelle descrizioni delle vittime di oggi, che molto spesso sono bambini abbandonati a sé stessi, figli di situazioni degradate e bisognosi di attenzioni e cure sono le prede più facili da conquistare perché desiderosi di affetto, che difficilmente denunciano.
Le seduzioni di Carroll rispecchiano stratagemmi, premeditazione, e voglia di conquistare le bambine. La valigia delle meraviglie dalla quale uscivano giochi, racconti e fiabe, era frutto della ricerca ossessiva di Carroll, del desiderio di entrare in intimità con queste fanciulle. La tenera età però implica una FINTA intimità della relazione, come garanzia contro il rischio di una vicinanza insopportabile.
QUESITO
Quello che viene da chiedersi è cosa si sia rotto all’interno di quest’uomo, cosa lo abbia indotto a passare un’intera vita ad amare il ricordo di una bambina. Perché abbia preferito legarsi a delle bambine che una volta cresciute scendevano dalle sue ginocchia e lo abbandonavano. La vita di Carroll fu una vita di solitudine, relazioni impossibili, e probabilmente proprio per questa caratteristica di impossibilità, vissute con tanta necessità e intensità.
Tratto da “E’ un mostro! E’ necessario chiedersi il perche’. La ricerca del volto umano della pedofilia.”, 2010, Urbino, Tesi di Laurea
(Nota 1) Dei fratelli e delle sorelle Dogdson, solo tre si sposarono, in un’epoca in cui la sessualità era lecita soltanto se legittimata dal matrimonio, sembra in questo senso che l’educazione familiare non favorisse lo sviluppo di una normale vita sessuale.
(Nota 2) La vita di Charles sembra essere scissa in due mondi contrastanti, che non riescono ad integrarsi in una linea di continuità nella vita dell’uomo. Questa scissione lo accompagnerà per sempre.
(Nota 3) A quei tempi però non frequentava più la casa delle Liddell, alcuni narrano che il signor Dogdson chiese la mano di Alice alla signora Liddell che andò su tutte le furie, mentre Lorina ormai anziana, in una lettera alla sorella scrive:<< Quando cominciasti a crescere il suo atteggiamento nei tuoi confronti diventò troppo affettuoso e mamma glielo fece notare; lui si offese tanto che tutto finì in quel momento>>.
(Nota 4)Dalle foto trapelano lo sguardo seduttivo delle bambine e quello dell’amante che sta dietro all’obbiettivo.
(Nota 5) La sua passione per le bambine, però, non svanì mai, spesso si recava nell’atélier di Gertrude e le dipingeva, le osservava, utilizzando più discrezione per evitare altri scandali.
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