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GARIBALDI TRA LE LUCI DI SCENA - Briganti offuscati dalla gloria.

 
GARIBALDI TRA LE LUCI DI SCENA
Briganti offuscati dalla gloria.
 
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Di Lorenzo Lucchetti, scritto il 6/2/2010

Dice Salvatore Romano riferendosi all’artista Böcklin: “il mito e il viaggio sono dentro il corpo di ogni elemento e nulla sfugge, nulla si perde… è come entrare nel labirinto, e il filo per addentrarvisi è ognuno di noi, mentre la memoria è la matassa da svolgere, in una serie di nodi che superano la singolarità della persona”
Vi è un luogo di non senso, incastonato nel nostro vivere, sepolto sotto la quotidianità ma più reale della realtà, in cui dobbiamo entrare se vogliamo veramente cambiare il mondo.

artenazi_04_265LA PIRAMIDE E’ QUI
La programmazione che la società ci impone mina la capacità di pensare liberamente, e alla fine è inconsciamente possibile pensare solo ciò che la piramide dall’alto vuole che ‘sia possibile’, con tutta quella serie di false verità che collegano il nostro potere col nostro grado di studi, di ricchezza, nascita…: barriere che crediamo immodificabili.
Chi sa bene come sfruttare tal senso di limitatezza di potere delle classi inferiori, lo fomenta con gli eroi di cui ha “bisogno la folla”: illusorie sentenze di potere, definizioni di valido e di non sociale, non basate su fatti reali, ma su ‘idee’.

REALE-NON REALE
E così mentre il 3 febbraio 1871 “Roma diveniva capitale d'Italia”, mentre il potere reale lavorava dunque sulla REALTA’, noi correvamo dietro al vento.
Ed erano i tempi in cui venivano fondati tutti gli eventi successivi della storia.
Venivano cioè solidificate le basi per la futura propaganda fascista, che avrebbe preso posto nel 1922 al governo dell’Italia unita.
Il mito di Garibaldi rinforzava l’idea che il ‘popolo dovesse essere retto da eroi’ e che avesse ‘bisogno di salvezza’…
E come potremmo mai sentirci potenti ora, mi chiedo, se ci inculcano ancora giorno dopo giorno una programmazione psichica studiata per NON farci sentire liberi di trovare soluzioni autonome ai problemi quotidiani? Come sentirci potenti se siamo certi che i problemi materiali possono essere affrontati solo dai ‘veri potenti’?
Il credere che vivere d’idealismo sia degno di onore - vedi le medaglie date ai soldati, o la santità data ai martiri, non ha nulla di onorevole: è semplicemente utile al potere. ‘Il popolo viene governato da uomini (o divinità) più potenti dei singoli della massa’ questa è l’idea fondante, da qui scaturisce tutto il potere del mondo.
Dice Luis Sepulveda in ‘Raccontare, resistere’: “tutti i rivoluzionari latinoamericani negli anni ’70 erano generosi e ingenui (..).”
Ma persero. Inutile nasconderci questa verità con false speranze. Nessuno ha mai vinto in questo modo. Quale?
Fate questo conto: anche il principio di Dio può fomentare l'idea che, se non otteniamo quello che vogliamo dalla vita, non è ‘nostra responsabilità, ma volere del cielo’! Cioè un potere sempre esterno da noi.
E si vanno a perpetuare abbagli e debolezze se non arriviamo a comprendere che, successivamente al senso di potere interiore, il potere materiale lo si ottiene in un altro modo ancora: agendo con i piedi ben saldi in terra. Ma prima c’è sempre il lavoro interiore.

E CHI SONO GLI INVISIBILI?
Uomini spregevolmente definiti “invisibili”, sono i “fruitori non fornitori” d’informazione.
Molti di loro, pur soffrendo del disagio d’esser nati in una società che mina radicalmente lo spettro del potere umano, studiano ‘i visibili’ per capire l’infondato senso di sottomissione che li avvolge nei confronti delle autorità.
Amo questo tipo di persone.
Sanno di non sapere.

PER IL SANGUE DEI POVERI.
E poi è incredibile la realtà, l’edulcorazione dei fatti, che in base a questi concetti, viene fatta dal potere mondiale.
Il caso di Garibaldi è emblematico.


DANNATE BUGIE
La spedizione dei mille “fu finanziata dalla massoneria inglese con una somma spaventosa di piastre turche… si poterono così “corrompere alti funzionari e ministri borbonici (Regno delle Due Sicilie)”, senza nulla togliere ai massoni già infiltrati nel governo del sud.
La massoneria aveva programmato un tempo per distruggere quello che era allora lo stato più ricco d’Italia, il regno delle due Sicilie, tramite i suoi infiltrati nel governo del sud, e un tempo - 50 anni dopo - per installare il fascismo al potere.

E “quell'uomo, condannato a morte per alto tradimento e poi pirata e corsaro nel fiume Rio Grande”, cosa fece per divenire un nostro eroe nazionale? ‘Garibaldi portava capelli lunghi’ si dice nel sud ‘perché violentando una ragazza, questa gli staccò un orecchio’.
“Il Pais che vende 300.000 copie giornaliere, così si espresse il 27-7-1995 a pag. 6, riferendosi ad una visita di Scalfaro: “E, senza animo di riaprire vecchie polemiche e aspre discussioni, diciamo al dott. Scalfaro che il suo compatriota (ndr, Giuseppe Garibaldi) non ha lottato per la libertà di queste nazioni come (Scalfaro) afferma. Piuttosto IL CONTRARIO’.”
Infatti “in Uruguay si batté per assicurarvi IL MONOPOLIO COMMERCIALE ALL'IMPERO BRITANNICO.”

MA COME DIVENNE ‘EROE’?
Il Grande Oriente di Palermo conferiva a Garibaldi già da tempo tutti i gradi dal 4° al 33°.
Il regno del sud “aveva un popolo prosperoso e una flotta seconda in Europa solo a quella inglese. Il regno del sud prima degli inizi dell’unificazione era un paese florido, che contava ben 742 navi, un debito pubblico minimo e notevoli riserve auree a cui facevano da cornice grandi opere civili e le tasse più leggere d’Europa!
“L’ultimo e disperato tentativo di resistenza dei meridionali venne poi definito ‘brigantaggio’…”
Non approfondirò qui l’argomento, ma assai simile a quello Italiano era stato lo scopo dell’altrettanto ‘progettata e manovrata’ rivoluzione del ‘789 in Francia. Lo stesso progetto che evolse in svariate conglomerazione di stati, chiamate unioni sovranazionali, ora vigenti, dentro i nostri incubi televisivi.

Eppure l’idea è potente.
Ma l’idea è valida solo quando NON è uno slancio emotivo, o una fissazione, o un credo, o una fede, o una dimostrazione scientifica, ma quando scaturisce da una chiarezza interiore, e certamente la più grande chiarezza nasce dal cancellare interiormente tutta la manipolazione mentale subita dal nostro arrivo su questa terra.

Di Lorenzo Lucchetti, scritto il 6/2/2010

Nota:
"La miseria toccò il sud solo dopo il processo di unificazione e comportò l’emigrazione disperata di 14 milioni di meridionali tra il 1876 e il 1914.”

FONTI:

http://www.salpan.org/ARTICOLI/Garibaldi.htm

http://cartesensibili.wordpress.com/2009/08/23/salvatore-romano-e-lisola-dei-morti/

Rivelazioni non autorizzate, di Marco Pizzuti, pag 82

Per altri approfondimenti vedi anche:
“Il sud era ricco prima di diventare Italia. Di Angela Pellicciari (http://www.stampalibera.com/?p=9124)”