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LIBERI ORA, O PRIGIONIERI PER L’ETERNITÀ.(!!!)

LIBERI ORA, O PRIGIONIERI PER L’ETERNITÀ.(!!!)
Scritto da Lorenzo Lucchetti l’11/04/2010 per LAVALLEDELVENTO.NET
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Stanchi, stanchi di ascoltare, stanchi di credere … l’amara verità è che non sappiamo tutta la verità… eppure é mantenere questa consapevolezza l’unica vera salvezza che ci rimane.
E ALLORA COSA CI RIMANE?
Forse l’intera struttura planetaria così come la conosciamo potrebbe collassare, forse il centro potrebbe essere sul punto di implodere, lasciando il potere a chi veramente lo detenne senza cuore e senz’anima. Forse ogni uomo delle diecimila ere passate avrebbe dovuto almeno accettare l’idea di correre un grave rischio.
O forse il problema non sta nell’identità di chi detiene il potere, né di che cosa ne farà, quanto nel fatto che siamo senza speranza.
Se io avessi saputo, io avrei fatto; se mio nonno avesse saputo, forse non avrebbe continuato a dire che Mussolini finalmente aveva messo in riga gli italiani, e che a volte qualche morto va anche bene… per riportare l’ordine. Ma se io non sapessi, sarei un idiota se credessi di prevedere non solo le conseguenze dei miei gesti, ma perfino la loro reale opportunità! Sarei un idiota se provassi a fare cose senza alcuna possibilità calcolata di ottenere i risultati che mi aspetto. Certo la fede… la fede mi potrebbe salvare… ma in chi? Chiunque costui fosse, in genere… persino una stufata di orrori, paura, velate minacce, di “se non fate questo allora”… e di “ve lo dico per il vostro bene e con amore”… verrebbe facilmente scambiato per “vero Dio”.
IO NON CREDO CHE SI CRESCA NEL DOLORE… E QUEL DIO NON È IL MIO DIO.
Un obbligo solo, cui non potremmo mai rinunciare, è l’AMBIZIONE.
Le seduzioni dell’inganno non ci abbagliano: l’ambizione non è la speranza, ed è un passo avanti rispetto alla “fede”. Si sposa con la “fiducia”, la conoscenza, la pianificazione, il potere, l’intelligenza, l’amore.
E religioni che pregano per la pace, uomini che parlano di pace, amore osannato, progresso illusorio per i paesi poveri, scoperte scientifiche solo in apparenza sensazionali, la salvezza nell’economia o nel denaro… mi fanno davvero credere che stia andando tutto in malora, perché il puzzo del falso è intenso davvero come non mai, e come un bravo apocalittico che prega dalla notte dei tempi affinché l’apocalisse si avvicini, direi che essa è ormai prossima. nuvole_500
Ma solo perché l’emozione, la spinta alla morte, l’impulso alla cecità e all’astio, sono propri dell’apocalisse: la volontà di una distruzione finale è la via del dolore, ed ha il fine della purificazione dell’umanità con una grande tribolazione.
Il dio che ci domina consigliandoci l’apocalisse non ha onnipotenza, né amore, né fiducia, né infinito rispetto, e né ci tratta come suoi figli, ed è solo un superiore, altrimenti non definirebbe il futuro come “scritto” nell’apocalisse, e il mondo come “inferiore”… del resto la bibbia è l’edulcorazione di una edulcorazione… (purtroppo se ne fossi intimamente fuori non ne parlerei).
Vorrei che il nostro Dio fosse veramente un dio, e non “sua mezza impotenza” che vuole sottometterci con l’inganno, facendoci soffrire in silenzio e in finta pace, usando la parola onnipotenza per nascondere “TI CONTROLLO”.
LA RISPOSTA È IN DIO.
La risposta è in Dio, ma non in QUEL DIO. Un dio MI PARLERA’ CON AMORE, MI SAPRA’ CONVINCERE SENZA SPAVENTARMI, SAPRA’ ARRICCHIRE CIO’ CHE SONO SENZA FARMI SOFFRIRE. Io mi do a lui completamente, e che lui faccia di me un uomo nuovo, MA NON MI RIEMPIA LA TESTA DI BALLE! Io conosco l’amore, e so che poco ne ho ricevuto e poco ne ho dato… ma non per questo non so distinguere l’amore dal dolore…
QUINDI BASTA!
Per fortuna la nostra vita quotidiana non ci illude più con la finzione tutta introiettata nella nostra testa che questo modo di vita sia per sempre… tutto ciò, già ora, non è più eterno delle belle ali di una farfalla alla prima pioggia di settembre, e solo io, in me, so se ci rendiamo conto di questo!… eppure tutto ciò è stato mantenuto per secoli affinché fossimo noi stessi che ci conducessimo a tale finale. Per quanto potrebbe offrirci una società che si è mantenuta per secoli per portarci a questo finale, per utile e piacevole e bella che fosse, così com’è sarebbe comunque insufficiente a dare alla nostra vita ciò che manca, e a permetterci di esprimere quell’amore per il mondo che ci viene trattenuto… da che cosa? Dalla paura, dall’impotenza, dalla nostra sudditanza, dal nostro piccolo essere auto concluso nelle nostre ideologie - e il primo obbiettivo di questa critica sono io! - .
Sentirsi ciechi verso ciò che ci potrebbe accadere, disturbati dai richiami di ciò che non dovrebbe esistere, attanagliati da altri individui di questa società, in cui io cerco amore, e approvazione, e consenso… Osservando le persone che si fanno addormentare dall’auto-distruttività di questo mondo… scopro che è la vita che deve essere amata, ma con un’apocalisse finalmente interna, che non abbia più bisogno di tutti gli sconvolgimenti che vediamo esterni, per farci capire che NON ABBIAMO CAPITO ANCORA NULLA! Solo un falso Dio può dire che il nostro futuro è segnato, solo un falso Dio può abbatterci. Un vero Dio non direbbe mai “voi avete bisogno”, oppure “potreste essere meravigliosi se solo…” Un vero Dio ci parlerebbe facendoci già innalzare alla sua sola presenza. Non siamo buoi da picchiare in testa, né cavalli da frustare, né cani da bastonare col legno, né polli sa spennare e bruciare alla fiamma.  
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Ma c’è una domanda, più pesante, continua, che non mi da tregua, è questa: io ottengo informazioni su informazioni, prove, ma come faccio a sapere veramente verso quale direzione sto andando?
E se stessi, tramite quelle informazioni, fuggendo dalla verità, illudendomi come il protagonista di “1984”: illusoriamente convinto di muoversi nella direzione e nel modo giusto, votato invece all’oblio di me? Mi viene pesantemente da pensare che l’abbandono dell’individualità, nonché morte, sia inconsciamente l’unica soluzione che l’anima trova per liberarsi da  questo corpo sofferente… dunque solo l’amore per la vita, il totale amore per l’esser vivi… ci può salvare dalla morte, e dalla fine dell’uomo che sta avvenendo nel mondo.
Contemporaneamente a qualunque altro obiettivo, dovremmo perciò imparare ad amare veramente la vita, per non cedere al nostro bisogno di OBLIO, cioè decerebrazione, arruolamento, ecc...
E poi a chi si vuol prendere in giro? È già chiaro che non mi sto muovendo nella direzione giusta… io almeno, no. Del resto… non sto certo parlando come un Dio d’amore… sto usando il “voi dovreste” e “l’altrimenti…!”…
VI SPIEGO IL MIO PUNTO DI VISTA.
Comunque non esiste affatto movimento. Esistono solo istantanee, continue immagini della fotografia divina. È così che crea Dio: amando tutto, ogni istante alla volta. Finito. E se non chiedi a Dio di cambiare qualcosa, lui continuerà a creare la tua volontà… caro figlio di Dio, il tuo libero arbitrio è infinito come le fonti di vita nell’universo.
La direzione giusta dovrebbe essere un nuovo essere umano: costantemente libero, costantemente divino, che potesse piangere e ridere come tutti i bambini, non più legato ai lacci che sono queste apparenze che chiamiamo passato e futuro, e questo stato interiore che abbiamo chiamato “Io” e che invece era solo un misero affastellamento di paure, ordini, colpe, limiti… solo per aver perso la consapevolezza di essere figli di Dio… di essere salvi…
Se il vero Gesù parlasse… egli direbbe solo… “Ti amo”… e poi improvvisamente sentiremmo “amore”… che ci brucia nel cuore!
MA SE CAMBIO, NON SO A COSA POSSO GIUNGERE! DIAVOLO D’UN CANE!
È così strana la vita. Tuttavia so che quello a cui vorrei giungere è la libertà, e dovunque volessi andare, il “potere”, la stato di totale presenza, lo stato di assenza da illusioni, ovvero di unione con tutto, sarebbe necessario, anche se non sufficiente. Dovrei imparare ad amare. E poi ad ogni passettino confermarmi che in un futuro ipotetico potrei farcela.
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Per fortuna una cosa la so: se mi osservo schiettamente, il mio passo in avanti verso questo obbiettivo, se pur lodevole e considerato la media umana ottimo, è nullo. Semplicemente perché non esistono passi. Esiste ciò che si è, ed esiste l’atto del cambiare per diventare qualcos’altro.
Amara verità. Eppure che cosa non ho, che cosa mi manca, per cui dovrei fingere di essere triste? Di certo non due gambe, o un cervello o un cuore.
FINALE
Non vogliamo violenza, non vogliamo vendetta, non vogliamo odio. E senza potere, e senza cambiare prima dentro, otterremmo proprio i frutti del nostro misero dio.
Del resto, quanto a lungo sopporteremo questo snervante e straordinario “sapere di non sapere”? Guardare in faccia la verità è la scelta.
Dobbiamo assolutamente sapere che cosa siamo. Muoverci in quello spazio interno “al di là del tempo”, costruire senza illusioni il nostro potere, la nostra coscienza, la nostra conoscenza. Il nuovo Dio del mondo, il VERO DIO, è nel vivere, e vive anche con una fiducia che spezza le catene, e con una mente invincibile, che sa agire.
Scritto da Lorenzo Lucchetti l’11/04/2010 per LAVALLEDELVENTO.NET
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Non posso che dirTi di si....sapere sempre di piu' per realizzare di sapere sempre meno....cercare la Via, quella Vera, quella della Vita.


Essere tale Vita e Vivere "nel"proprio Essere , con luci ed ombre danzanti in un gioco di continui infiniti scenari cangianti che poi , alla fine, Io stesso modello.....


Ho visto che ami la Musica, ed in cio' Ti sono fratello .


 


Con stima.


Massimo  DeVitor

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