MANIPOLAZIONE DELLE MENTI
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Leggete l’articolo qui: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=155546
Purtroppo si tratta di una manipolazione della comunicazione. Ci vuole un po’ di attenzione per coglierla. Questo articolo del 2007 sembra non prendere posizione, in realtà fa prendere posizione al lettore. Vengono creati due schieramenti: arcigay (e quindi gay), e gli altri.
A mio avviso lo scopo dell'intero articolo è quello di evidenziare con furbizia che la “specie gay” risulta "non pericolosa" SOLO se non la tieni troppo vicina a te, se per esempio non la fai uscire dalla riserva, se non la fai parlare. Il tutto in maniera estremamente sottile. Mi fa una tristezza immensa leggere un articolo come questo. È spaventoso e disumano.
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|Quanto � grande la Meta-Stanza?|
COMMENTO AL ROMANZO META-STANZA di OSCAR MARCHISIO
di Lorenzo Lucchetti – 24.03.2009
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La prima volta che ho preso tra le mani un testo di Oscar Marchisio, la mia mente è stata scossa. A mio modo di vedere le cose, non è tanto il contenuto, o meglio non solo il contenuto, che fa grande un autore, quanto la sottile linea armonica che sottende le sue parole. È quel viaggio invisibile attraverso la stessa coscienza di Marchisio, in questo caso le sue immagini intime, la sua anima fin nei suoi meandri, che crea in noi tale linea ordinata. Una linea di illuminata grandezza e libertà. È con l’emozione nel cuore che lo comunico: può essere sconvolgente avere a che fare con tale ampiezza.
Ci si può muovere tra le vicende di questo romanzo come un uomo piccino piccino, disperso sulla sua barchetta dentro un oceano grande e maestoso. Il mondo in lotta: bene e male. Libertà e asservimento. Vino e ologrammi. Risate ed euforia.
Nulla da togliere alla funzione dello stile, straordinariamente sperimentale, che già di per sé è opera di una lungimiranza lancinante.
Ma ciò che spinge i nostri neuroni a mutare durante la lettura, è soprattutto il fiume che scorre dentro il testo, sembra quasi che l’intera umanità, con la sua indubbia chiarezza e semplicità, si presenti per mostrarsi in tutta la sua verità per una volta all’uomo. È una visione talmente totalizzante della natura umana, che se ne viene trascinati dentro, e poi via! Perdiamo un po’ di ego, in questa lettura diventiamo qualcos’altro, e siamo liberi. Questo è in fondo un testo fortemente spirituale: l’apoteosi della tecnica tocca l’umano. I giochi del cuore tradotti in chip.
Proprio per questo, nel mio breve intervento al termine del volume, ho catturato e adunato numerose parti del testo: per potermi aggrappare al respiro originale dell’opera. Da scrittore mi inchino tuttavia a qualcosa che non avrei osato pensare.
Un’ultima osservazione: la vita non finisce, non viene sconfitta nel libro, è una lettura dura come la sua storia. Eppure questo testo non è drammatico.
Si tratta di un prodotto puro dell’anima, un’opera d’arte Cyberpunk.
Meta-stanza. La memoria del futuro
di Oscar Marchisio
postfazione dei Wu Ming e commento di Lorenzo Lucchetti
anno ediz. 2009
Maggiori info su Socialmente Editore
Link correlati:Fantascienza.com - WuMing
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UN GRIDO CONTRO L'OTTUSITA' UMANA
- Piacere Maria - di Maura Chiulli
Appunti su un testo ‘UNICO’ che sta catturando lettori e trascinando su di sé molti riflettori d’Italia.
SCRITTO IL 19/3/2009

Ringrazio innanzitutto Maura per le profonde riflessioni sull’alterità e sui generi.
Diciamo subito che l’incredibile intensità della presenza dello psicologo nell’immaginario dell’autrice – psicologo come narratore – e la fermezza e la ricchezza con cui Maura lo porta avanti, sono impressionanti.
Il Cinico pensa un’ipotesi che ci aggrada, ma che fingiamo tutti di non aver pensato.
Piacere Maria è un agonizzante attacco che dura 130 pagine, che ti percuote dentro, in mezzo al cunicolo del primo chackra, fino al sesto, qui dietro la nuca, dove il pensiero ti addensa e ti acceca.
Le profonde distanze tra essere umano ed essere umano, in realtà - descrivono - molti di noi.
Perciò è un testo sessualmente erotico.
Perciò è un saggio di profonda crescita interiore.
Lo psicologo – e non parleremo di Maria, lasciamo tale sorpresa ai lettori – dottore che nell’immaginario dovrebbe incarnare il saggio, è qui l’aberrazione dell’essere umano, è follia pura, e fame sessuale di oggetti dalla forma tonda e carnosa. Maura Chiulli tramite lui dice verità tanto scomode contro i qualunquisti e i moralisti, che alla fine della lettura vorresti batter loro la testa contro il muro, gridando un grido contro l’ottusità umana.
- Perché risveglia quello che sappiamo -
Si viaggia dentro la pagina come attraverso un’autostrada, dal nord al sud in un giorno primaverile e secco.
Una lettura UNICA, che merita il ruolo di star che sta avendo nel Panorama Letterario italiano.
Calabria senza speranza: la promessa di azzurre lontananze. LA VERITA'
Le conquiste di un esule sono costantemente minate dalla perdita di qualcosa che si è lasciato per sempre alle spalle.
Edward William Said
di Francesco Saverio Alessio
Calabria: miliardi di euro di fondi pubblici spariti, come centinaia di persone delle quali non si sa più nulla, come migliaia di emigrati e fuggiaschi dispersi nel mondo, come il libro “La società sparente” che descrive queste sparizioni, sparito dal circuito distributivo, sparito anche il suo Editore. Il vuoto cresce, le strade franano, i tumori aumentano, i politici impazzano ed imperversano con il loro incontrastato dominio delle coscienze, del voto, fondato sulla paura, sull’annientamento delle aspirazioni e delle speranze.
Strano come un luogo così orribilmente devastato, espressione massima del cattivo gusto e della tristezza egocentrica del vivere contemporaneo, resti per sempre nel cuore; non c’è un giorno della mia vita nel quale non pensi almeno una volta alla Calabria. Sarà che la mia ultima partenza, obbligata e necessaria, dettata dal bisogno di fuggire a qualche esecuzione sommaria, è stata più improvvisa di altre partenze ponderate e scelte. Sarà che sono legato alla casa dove sono nato, ai miei mobili, ai miei libri, ma non riesco a mandare giù questa sensazione amara di vuoto, di perdita definitiva.
Vivo attualmente in un paesino molto bello, civile e decoroso; l’esatto contrario di San Giovanni in Fiore, ma mi manca lo Jonio, mi manca la Sila: i suoi boschi, le sue albe, “il suo cielo di un azzurro così intenso che fa male agl’occhi” come disse il grande regista Wim Wenders ad Emiliano Morrone in un’intervista fatta proprio in Sila nel 2003. Poi penso all’ambiente apparentemente intatto che nasconde indicibili rifiuti tossici, allo Jonio intriso di mercurio ed altre porcherie, all’ambiente sociale, grigio, tetro, improduttivo ed inespressivo, gravato dalla paura del futuro e mi vien voglia di non tornare, mai. Mi vien voglia di dimenticare per sempre quella terra, quella gente. Non pensarci più.
L’esilio di un Calabrese è orrendamente triste: è senza possibilità di un ritorno. Si sa che anche se si torna, si trova un luogo dove non hai possibilità di esprimerti come essere umano autonomo, si trova un luogo violentato e sventrato da un fiume di cemento, da costruzioni prodotte da una poetica del brutto che soltanto un’anima collettiva squallida ed egocentrica può produrre. Se è vero che una civiltà si esprime attraverso l’architettura e la gestione decorosa dell’ambiente, attraverso la bellezza che è in grado di conformare, si può affermare che i Calabresi appaiono incivili. Questo senza scendere in altre analisi di carattere politico, sociale, antropologico. Soltanto osservando la bruttezza delle architetture che con folle determinazione e ritmo crescente si continuano a produrre devastando l’ambiente. Si vive in esilio ma senza alcuna speranza di poter tornare in un posto che tu possa riuscire ad amare fino in fondo, che una volta tornato possa accoglierti, offrirti delle occasioni di crescita. Semplicemente non c’è nulla di accogliente nella nostra terra. Ti attendono l’orrore e la morte senza gloria.
Bloccate e smembrate le inchieste di de Magistris non c’è alcuna speranza di ottenere una qualche forma di giustizia. Tutto il popolo costretto ad essere suddito o fuggiasco. I prossimi fondi Por (8 miliardi di euro fino al 2013) scompariranno nelle bocche spalancate dei soliti noti squali della politica, della ‘ndrangheta e della massoneria deviata che li congiunge in una sinergia demoniaca di appropriazione indebita del pubblico, in una corsa all’avidità senza fine, al dominio totale, persino del privato dei cittadini. Finora hanno derubato i Calabresi di miliardi di euro e risultano assolutamente impuniti, perché non dovrebbero continuare a derubarci di tutto? Perché con un popolo docilmente prono rispetto ai potenti loro non devono continuare a sodomizzarlo? Perché, visto che sono strutturalmente avidi, sperare che non continuino nella loro schifosa ingordigia.
Non c’è speranza e neanche più lotta in Calabria, almeno nella mia generazione, pochi giovani che provano a combattere isolati dagli adulti, dal tessuto sociale, dalle loro stesse famiglie. Tutto resta immobile. La vita impietrita come in un fossile. L’orrore domina incontrastato. A volte mi viene il desiderio di vederla scomparire inghiottita dal Mediterraneo o disintegrata da un’atomica.
Poi penso a quanto l’opposizione strenua contro questo orrore mi abbia fatto crescere come essere umano e tiro avanti un altro giorno ancora cercando di concentrarmi su di un sogno: la Calabria immaginata dalle tantissime persone oneste e sensibili che come me sono in esilio senza possibilità di ritorno. Mi immergo in questo sogno e, anche se non riesco a recuperare razionalmente alcuna speranza, continuo la lotta. Denunciando e proponendo. Scrivendo. Amando. Soffrendo.
Attraverso le nebbie dei paradossi onirici intravedo un barlume di luce solare lontano, indefinito. La promessa di azzurre lontananze, di una felicità che apparterrà ad un altro tempo, ad altri uomini, migliori di noi, che, forse, grazie anche ai nostri sacrifici, un giorno appariranno, ricchi di solidarietà, di carità, di ironia. Per render giustizia, pace e bellezza ad una terra ed ad una popolazione che le ha perse completamente.
questo articolo lo trovi anche su:
IL VENTO SULLE VETTE - pittura

Di Lorenzo Lucchetti
18-03-2009
Ferruccio Battenti è un artista straordinario. Si tratta di quelle particolari coincidenze della vita per cui a me, appassionato d’arte e pittore della domenica, è entrata un’emanazione dell’arte, nell’anima della mia casa. Mi inchino a ciò che non conosco: 60 anni di pratica assidua, rabbiosa e soave, convinta e pura, tesa al raggiungimento della bellezza assoluta. È un ennesimo onore di questo sito ospitare questo straordinario falco senza artigli dell’arte pura, MAI e dico MAI entrato nel campo delle sale di rappresentanza né delle esibizioni, per scelta magistrale, per lasciare ancora più pura la ricerca dell’assoluto. Non si hanno parole nel vederli, capolavori sparsi come pellicce nuove e mai usate. Battenti è uno sperimentatore meccanico, una specie di scienziato alla Edison, vive in un altro luogo, un altro spazio, a me ha concesso di far vedere le sue opere perché l’ha voluto il Dio meccanico che ci ripaga e ci premia. Per questo ho lasciato a lui il compito di scrivere liberamente di se stesso. Le sue parole hanno il sapore del genio assoluto, vi consiglio semplicemente di assaporarle, senza giudicare, per ascoltare il vento sulle vette, che soffia dietro la bocca che parla. (Loreno Lucchetti - Treia [Mc])

di BATTENTI FERRUCCIO 16/03/2009
Battenti Ferruccio vive e lavora in provincia di Ancona.
"Io sono Battenti Ferruccio e sono stato un operaio generico e lo sono presentemente. La mia storia nell'arte incomincia molto presto, attraverso vedute intellettuali, verso il 1950.Allora dovevo lavorare in campagna come contadino, finito il lavoro giornaliero pesantissimo, l'intelletto veniva annebbiato dalla grande stanchezza. Ma un giorno questi lavori dei miei princìpi nell’arte, vennero notati da un certo Mancini, professore di disegno, che dopo qualche lezione mi consigliò di contattare certi professori suoi colleghi molto in gamba, erano 3, che avevano iniziato un laboratorio di ceramica. Questi erano dei sapienti: il professor Archetti, Leda Amici, e Bizzarri. In un primo tempo riuscivo a capire poco quelle loro nozioni, poi lavorandoci assieme intuii perfettamente i loro fondamenti dell'arte, tanto nel plasmare la creta quanto nell'uso del colore. Loro erano insegnanti ed io rimanevo solo nelle loro ore di lezione. Così dai loro insegnamenti diventai un ceramista. Poi chiusero il laboratorio, ed io nei due anni a venire frequentai i corsi d'addestramento professionale per tornitore meccanico, entrai in officina prendendo altre due qualifiche, però avanti a me vedevo sempre la luce dell'arte, e infatti non smisi mai di fare ceramica e pittura. Oggi come oggi conto di avere oltre 200 opere realizzate, e questi lavori fanno così parte della mia vita, che a stento riesco a staccarmene. Per me il colore è tutto, nella mia memoria si è annidata la conoscenza della bellezza dei colori e, cosa importantissima, la combinazione tra colori diversi senza che l'uno si scontri con l’altro. In quanto al disegno delle mie composizioni, posso dire che non sono facili da eseguire, poiché non contengono similitudini con alcun soggetto reale, questo rende tali composizioni quasi misteriose“.
Il Papa Nero
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“L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”
Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278.
dal Blog di Luttazzi
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La legge Orsi e l'assassinio della Natura
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La Natura non serve. Meglio il cemento e le doppiette a sedici anni per sterminare i pochi animali selvatici in circolazione. La LIPU ha esaminato il disegno di legge Orsi e l'ha comparato alla legge di protezione della fauna esistente. Franco Orsi del PDL dovrebbe chiamarsi "Big Hunter" o "Il Figlio di Boss(ol)i". Dovremmo introdurre le ronde per vigilare sui parlamentari. Ogni giorno cercano di rendere la nostra vita più miserabile.
Riporto, tra le tante ricevute, una mail sul disegno di legge Orsi.
"Il disegno di legge del senatore Franco Orsi: una lista di orrori senza fine.
Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E' firmato dal senatore Franco Orsi.
Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre nefandezze.
La legge 157/1992, l’unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Ecco la lista degli orrori:
- Sparisce l’interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela della fauna.L’Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali selvatici, alla cui tutela non è più interessato!
- Scompare la definizione di specie superprotette. Animali come il Lupo, l’Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni previste dalla normativa comunitaria e internazionale.
- Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione. Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli migratori.
- Totale liberalizzazione dei richiami vivi! Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti “prigionieri” in piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole liberalizzarla totalmente Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato. Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà sufficiente un certificato. Uno per tutti! Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi.
- 700 mila imbalsamatori. I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole. Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali selvatici e imbalsamarli?
- Mortificata la ricerca scientifica. L’Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da istituti regionali. Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale e comunitaria. Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di standard uniformi sul territorio nazionale.
- Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili. Un’incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e nelle altre aree protette! Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio regionale! Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse un reato!
- Licenza di caccia a 16 anni. Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!
- Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti eccetera! Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari norme europee. Basterà che un singolo animale “dia fastidio”. Un vero e proprio Far West naturalistico.
- Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili. Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell’Unione europea, non sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!
- Caccia con neve e ghiaccio. Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.
Ritorno all’utilizzo degli uccelli come zimbelli! Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!
- Ridotta la vigilanza venatoria. Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d’Europa, cosa fa il Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
- Cancellato l’Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico nazionale. Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno ridotte da quattro a tre. L’ENPA, storica associazione animalista italiana, viene del tutto estromessa
Diffondete questo documento, iscrivetevi alle liste in difesa degli animali selvatici che stanno nascendo sui blog, su Facebook.
Evitiamo che l’Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la nostra vita."
Testo disegno di legge Franco Orsi (PDL) confrontato con la legge esistente, dal sito della LIPU.
Scritto da Gemma, sabato 07 marzo 2009
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Le cellule staminali. La Legge, il Papa e l'Uomo di Vetro
E' il 3 marzo 2009 quando entro nell'appartamento di una giovane coppia emiliana, lui 27 anni, lei 28, conviventi da quattro. Una coppia armoniosa ed unita. Ascolto le idee del ragazzo. La loro casa emana un notevole senso di protezione e calore.
"La Legge 40" ci dice lui "vieta di operare con cellule staminali, ho visto anche un servizio sulle Iene, credo sia stato nell'ultima puntata (29/02/2009 - www.youtube.com/watch?v=BmwxGL85k_M), certi vanno a Bangkok dove fanno la sperimentazione, e ci vanno gli italiani, molti tornano a camminare. In Italia invece..." Si riferisce a persone con malattie neurodegenerative. Lui non è arrabbiato, ironizza semplicemente e rammenta i fatti. "In Italia questo è vietato dalla legge 40, la legge 40 sulla fecondazione assistita"
(Il referendum fallito del 12-13 giugno 2005 con i suoi 4 punti doveva servire a cancellare definitivamente questi pesanti divieti 1) divieto alla ricerca sulle cellule staminali embrionali 2) limitazione a 3 del numero di embrioni prodotti, divieto di crioconservazione, obbligo di impianto di tutti gli embrioni prodotti anche in assenza di rinnovato consenso da parte della donna (divieto di "ripensamento"), divieto di diagnostica preimpianto 3) equiparazione dei diritti dell'embrione con quelli delle persone già nate 4) divieto della fecondazione eterologa. Dal sito www.molecularlab.it/elaborati/elaborato.asp?n=37)
Vediamo ora di capire di che cosa stiamo parlando.
Questo ragazzo dice di soffrire di una malattia genetica che si porta dietro dalla nascita, egli ce l'ha in forma lieve, ma la medicina sa che può essere trasmessa in forma molto grave ai figli.
"Quali sono gli effetti su di te di questa malattia?" gli chiedo.
"Gli effetti più gravi sono quelli di avere ossa fragilissime, hai presente il personaggio de 'l'uomo di vetro' nel film 'il favoloso mondo di Amelie'?"
"Certamente"
Il personaggio in questione vive recluso in casa, dove ogni spigolo è ricoperto di gomma, perché ogni oggetto appuntito può potenzialmente procurargli una frattura. Non può uscire. Non può vedere nessuno se non chi lo va a trovare in casa.
"Per esempio io conosco una ragazza che ha fratture permanenti in tutto il corpo, perché le ossa a forza di rompersi non guariscono più." Spiega. "Io ho una fragilità di natura genetica che consiste nel fatto che le mie ossa assorbono meno calcio o meno collagene, e sono conseguentemente molto più fragili delle ossa normali. Le mie ossa si possono rompere più facilmente di quelle degli altri."
Gli chiedo "Quante operazioni hai effettuato nella tua vita a causa di questa malattia?"
Lui "Circa 15 al Rizzoli di Bologna."
"E ci puoi spiegare il problema relativo alla legge 40 di cui hai accennato all'inizio?"
"Il problema per le coppie come la nostra, è che in Italia non si può fare analisi di preimpianto."
"E perché dovreste fare questa analisi preimpianto? A che cosa vi serve?"
"Serve per non mettere al mondo un figlio con questo gene malato, e costringerlo a vivere tutta la vita con questa malattia, magari anche in forma più grave della mia."
"La tua malattia è nota alla scienza, è diagnosticata, o solo è presunta, una cosiddetta malattia sconosciuta?"
"E' diagnosticata, e studiata."
"Dunque anche la possibilità che vostro figlio riceva il gene di questa malattia è stato quantificato dalla medicina?" gli chiedo.
"La probabilità più alta è che ne venga colpito in maniera grave. Si tratta di un responso medico. La medicina dice che la probabilità che nostro figlio nasca malato è altissima."
"Tornando al discorso di prima" gli chiedo "che cosa significa 'analisi di preimpianto'? Ovvero, puoi spiegare ai lettori con parole da un non-addetto ai lavori, cos'è un'analisi preimpianto?"
"L'analisi preimpianto" dice lui, molto informato "viene effettuata dopo aver preso l'ovulo della donna, e averlo fecondato in vitro con lo sperma dell'uomo, le cellule fecondate dallo sperma del compagno vengono analizzate per vedere se contengono il gene malato, e se non lo contengono si può effettuare l'impianto dell'ovulo già fecondato nella donna. C'è ovviamente il rischio del fallimento, perché l'impianto come qualsiasi inseminazione non dà la certezza della gravidanza, però si è certi che almeno per quel gene, nel figlio non vi saranno problemi."
"Voi dunque andrete all'estero" gli chiedo "perché proprio questo tipo di analisi in Italia non può essere effettuata. Spenderete molto?"
"Certamente molto di più che se fosse stato fatto in Italia."
"E che cosa potreste consigliare ad una coppia italiana che non ha le vostre possibilità economiche, perché logicamente andare all'estero rende l'operazione molto cara? Che cosa si può fare in Italia se non si vuole avere un figlio malato, visto che all'estero la scienza sembra poter aiutare maggiormente le coppie con il vostro problema?"
"La legge italiana vieta la diagnosi di preimpianto, ma non l'aborto entro i 3 mesi, quindi se non si espatria, qui esiste una sola strada per non avere figli gravemente malati, cioè effettuare prove all'infinito (di fecondazione naturale), effettuando ogni volta l'amniocentesi sul feto, per vedere se ha il gene malato, e abortire di volta in volta finché non nasce un feto sano. Prima dei tre mesi naturalmente"
(L'amniocentesi è il prelievo di un campione di liquido amniotico, che può essere eseguito ambulatorialmente. Da www.italiadonna.it/genitori/gravidanza/amiocentesi.htm)
"E' stato un referendum mancato ad impedire questa possibilità" interviene la compagna "secondo noi il divieto scaturisce dalla paura cattolica di voler scegliersi il figlio perfetto. Ma la Chiesa dice anche che nessuna caratteristica genetica può essere scelta, perché altrimenti l'uomo si sostituirebbe a Dio. Questa scelta è ancora più cinica, perché in teoria così lo Stato obbliga chi si sente libero da dogmi, ad abortire finché non gli nasce un figlio senza quel gene"
Chiedo a lui "Ritieni anche tu che sia stata l'ingerenza del Vaticano ad aver provocato questa situazione?"
E lui "Ho parlato di questo argomento con un prete circa un anno fa, è un prete giovane, e forse anche per questo l'ho sentito vicino al mio problema. Sicuramente voleva darmi ragione, ma in quanto prete non ne poteva parlare. Mi ha detto "Io di queste cose non me ne interesso molto e non ne posso parlare......" E' stata la cosa più furba che potesse fare.."
E poi lei "Il problema più grave è che la gente crede ancora che il Papa sia il Vicario di Dio, e che sia dalla parte del popolo. E che i politici tengono particolarmente al voto dei cattolici."
Mi dice infine lui, che in Italia molti dottori non danno nemmeno informazioni ai pazienti. Bisogna cercarsi medici che non ritengano personalmente un problema etico il manipolare geneticamente.
"Ne ho conosciuti alcuni che non essendo disponibili non ti informano neanche sulla questione." Fa lui.
"E quanto avete speso per una visita?"
"Abbiamo trovato a 110 euro un ginecologo bravissimo che si occupa anche di infertilità, siamo stati noi a scegliere il dottore che ritenevamo all'altezza." (spesso proprio grazie alle loro ricerche su internet, altro mezzo bistrattato dalla Chiesa)
"E' un diritto umano quello di decidere che il figlio debba essere sano, (e, aggiunge l'intervistatore, se debba essere cattolico o no) altrimenti non avresti il diritto neanche di decidere se avere un figlio o no."
"Sei cattolico?" gli chiedo.
"Cattolico ma come posizione in questo momento mi sento più protestante. Comunque la libertà d'espressione è fondamentale. Non si può far tacere il Vaticano, non puoi scindere chi azzittire e chi no, oppure entri in un vortice dittatoriale... Però la gente ha il dovere di ragionare con la propria testa."
Grazie a questa coppia per la disponibilità alla cronaca.
Grazie di cuore a tutti voi che ci avete letto.
Lorenzo Lucchetti
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Il pretesto
di Lorenzo Lucchetti
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da www.ilprovinciale.net commento all'articolo di Maura Chiulli
A mio avviso la lotta per i diritti omosessuali è solo un "pretesto"... Un pretesto per dire alla Chiesa Cattolica Romana di farla finita con quest'assurda distinzione tra ciò che è giusto è ciò che è sbagliato. Gesù declassò tutte le leggi limitative e discriminanti dei giudei, tra l'altro il loro era uno stato-chiesa, sostituendole con l'unica legge "amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati". Io mi chiedo: quando i cristiani hanno declassato la parola di Cristo per tornare ad essere farisei! La lotta per i diritti omosessuali è un pretesto per dire alle tranquille famigliole italiane che si dicono progressiste, ma non vogliono che i figli abbiano amici gay per paura delle malelingue, che il coraggio, il desiderio, la volontà e la determinazione ad essere liberi, sono molto più importanti delle loro chiacchiere e delle loro convinzioni. E infine è un pretesto per dire a Dio: Dio grazie, sì ti ringrazio, perché hai creato uccellini grandi come moscerini e alberi alti centinaia di metri, grazie perché hai creato i delfini e le rane e i girini e i bambini, e sì Signore, grazie per l'amore e per l'anima e per tutti i nostri piccoli figlioletti con gli occhi azzurri e con gli occhi scuri, la pelle chiara e la pelle mera, quelli nati eterosessuali e quelli nati omosessuali. Lorenzo Lucchetti, 01/03/2009
Amalia Ciardi Dupr� la causa di ogni dolore � la mancanza di libert�.
La stupenda cristallina visione di questa donna, mette a tacere chiacchiere e sproloqui.
Jan Palach, studente Ceco, si bruciava con la primavera di Praga, era il lontano 1969, mentre l'armata rossa in città annichiliva ogni possibile fuoco interiore umano. E la Duprè in quel '69 con le sue sculture cominciava a fare la storia e la sua storia dell'arte, con il monumento intitolato La Torcia, un'atroce allucinazione il cui tema era una verità palese: la causa di ogni dolore è la mancanza di libertà (La Torcia, Monumento a Jan Palach).
Oggi la Duprè la potete vedere illuminare i suoi libri (p.e. Bios e Tanatos, Vita e morte, Ed. Socialmente) e la nuova mostra di sculture (è a Firenze alla Galleria dell'Accademia tra il 4 e il 28 febbraio '09), arredata con i suoi quadri, che sembrano accompagnamenti corali alla sua partecipazione alle più grandi catastrofi della vita, urlate con le grida del '900, e con le piccole e più grandi anime di questo inizio millennio.
Lei ha subìto la seconda guerra mondiale, la conosce, perciò scoprirete che Amalia Ciardi Duprè è allo stesso livello di grandezza del Michelangelo visitato a Roma, ma vedendo le sue opere troverete che oltre a meritare di trovarsi nei libri di scuola dei nostri figli accanto alla Guernica di Picasso, (ma chissà se saremo abbastanza forti da pretendere veramente questa dolcezza per le loro vite?) le sue opere hanno la grandezza d'inginocchiarsi con amore e umiltà, alla calma fine delle nostre onorevoli esistenze, e del nostro calore accorato.
Nessuna disumanità artistica dunque. Passate a Firenze e vi arricchirà la giornata. Nessuna tentazione di provocare, odiare, solo con-passione e autocritica.
Ma è importante che passi alla storia questa arte, per arricchirci di amore e libertà, è importante che le si permetta di regalarci quella spiritualità dolcissima, che Amalia raffigura magnificamente nella sezione della mostra cui ha dedicato il suo titolo più poetico: nel cielo nell'aria nel vento.
Avete presente quelle occasioni internazionali in cui le lotte per i diritti umani diventano cronaca? Le frantumazioni interiori per riscoprirsi con il proprio sé più vero, divengono cronaca nella Duprè. E fanno la storia del nuovo secolo, tramite il veicolo della sua ricchezza interiore.
Perciò almeno una cosa promettiamocela, che non chiuderemo le nostre orecchie alla verità. Il vero senso delle sue opere risiede infatti in un ultimo istante cui voglio condurvi prima di chiudere, perché questo è ciò che ci ha gridato Amalia.
Percorrendo questa strada vi ricordo che ci sono tre argomenti di cronaca nella sua mostra:
Rita Atria, diciotto anni, che aveva collaborato coraggiosamente con la giustizia dopo che suo padre e suo fratello erano stati uccisi dalla mafia, per questo rinnegata persino dalla madre, si uccise gettandosi dall'edificio in cui viveva sotto protezione, subito dopo aver appreso della morte del giudice Borsellino, l'unico di cui si fidava. Rita Atria è morta per colpa di noi italiani che non l'abbiamo mai onorata, morì su un marciapiede. 1992.
Sarr Gaye Sambdon Diouf morì massacrato da quattro ragazzi riminesi per aiutare un fornaio italiano che i malviventi avevano aggredito nel cuore della notte nella sua panetteria, proprio mentre Sarr Gaye entrava nel negozio per comprare delle paste. Mandava i soldi a casa Diouf, aveva moglie e figli, e non era italiano. Era senegalese. Noi siamo rimasti nelle nostre case a guardarli mentre lo massacravano, senza la libertà nemmeno di gridare. Ma forse lui era senegalese. E quell'altro solo un panettiere. Rimini 27 giugno 2001.
Amalia Ciardi Duprè è incredibilmente sensibile ed umile in ogni aspetto della realtà osservata, perciò non si piega a nessuna logica che non sia profondamente sentita nella sua anima: 1976-1983, il governo di Raul Alfonsin uccide migliaia di dissidenti, deporta milioni di persone, e un incredibile numero di giovani scompare nel nulla dell'Argentina dittatoriale.
I Desaparecidos, questi dispersi, ricordano continuamente il dolore creato dai governi che occultano la verità, manipolano il popolo. Portano una nazione alla rovina, anche economica.
E mentre i figli protestano, senza libertà, il vero grido di questa storica mostra di Amalia, è un grido che i potenti, forse troppo uomini, o forse troppo intenti a controllare il proprio popolo, non ascoltano: le madri continuano a piangere!
Lorenzo Lucchetti, scrittore, Treia (Mc)
PASQUALINA: La sensitiva delle Marche
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da Case&Cose n.4 del 02/02/2009 di L.Pantanetti
Scrittori, re e papi, in tanti si rivolsero alla medium civitanovese
[..] Pasqualina Pezzola, la sensitiva civitanovese scomparsa nel 2005 che fece parlare di sé tutta l'Italia. Chiaroveggente dagli innegabili talenti, Pasqualina effettuava le sue visite cadendo in una profonda trance in cui era in grado di "visitare" sia i pazienti che stavano davanti a lei, sia quelli che si trovavano a centinaia di chilometri di distanza. E in quei casi, quando tornava da questi lunghi viaggi, era sconcertante ascoltare le sue descrizioni di luoghi e persone, che corrispondevano alla realtà in ogni dettaglio. Donna marchigiana schietta, umile e onesta, Pasqualina era in grado di osservare nei corpi e nei cuori degli uomini per scoprire i mali nascosti, con una profondità e una precisione di diagnosi che la scienza non è ancora in grado di spiegare. [..]
vedi il libro:
"Pasqualina Pezzola la Montesanta" di Sparnanzoni e Petracci, Affinità Elettive Edizioni
links correlati: presidente.provincia.mc
Intervista a Domenico Fratini - 5 Marzo 2009
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Tra un dipinto e uno spartito del suo studio, a due passi dalla piazza centrale di Treia (Mc), Domenico Fratini mi mostra il suo vanto e la sua vita, lasciandomi capire che non ho a che fare con uno schiavo, ma con un uomo.
Dipinge fin da piccolino Domenico, quando alla fine della guerra c'erano gli alleati, e lui disegnava per terra e quelli gli davano dei soldi, e quando da piccolo disegnava sui muri col carbone, e a volte arrivavano i vigili a casa per farlo smettere. Ma poi fino a 33 anni, fa il sarto e il commerciante, età in cui decide di iscriversi all'accademia di Macerata, 4 anni che lo segnano.
Mi parla del professore Brindisi, un famosissimo pittore Milanese di cui rammenta la frase "ragazzi, io a dipingere ormai non posso insegnarvi più niente, certe cose dovete impararle da soli" quello che intendeva dire è che la pittura è una continua ricerca, non è mai la stessa, ed occorrere sempre molta umiltà per continuare a migliorare, non a caso ama il giudizio della persona semplice che entra nel suo studio, più che dell'esperto.
Mi dice che ha sempre vissuto a Treia, che è scapolo, che lavora senza condizionamenti, che ha una famiglia che lo sostiene, nipoti, sorella e marito, un fratello sacerdote e che vivono tutti con lui. Lo lascio parlare, perché sento che sta per dirmi qualcosa di assai importante per tutti noi.
Ribadisce come fondamentale per la sua formazione culturale l'accademia. Confessa con l'emozione colorata del suo volto, che ama veramente tanto vivere a Treia, "c'è una certa tranquillità qui" ha la vigna, va al campo sportivo a fare allenamento, "e a differenza di tanti altri posti, qui i ragazzi di solito rimangono, non emigrano, sono molto legati alla loro città, magari si spostano in macchina per lavorare nei comuni limitrofi, ma poi ritornano."
Ed è felice. Ha un segreto.
Lancio un'occhiata ai suoi quadri: strumenti musicali, singoli musicisti e bande, (la musica lo mantiene giovane) poi ne osservo altri che raccontano la quotidianità del borgo e dell'autore: anziani, preti di campagna, accaniti giocatori di biliardo, il gioco del pallone col bracciale, particolari e monumenti locali, il tutto con una scelta delle tinte molto spontanea, vedo colori vivi, linee pulite, opere di una limpidezza ed innovatività estrema, si nota la notevole tecnica, la propensione verso il figurativo, ma soprattutto la delicatezza, la sensibilità. Vi è una compostezza estetica, che tramite i suoi quadri risulta dirompente con la forza dei messaggi e la dolcezza con cui li esprime.
Dice che sta preparando una grande opera che aveva promesso a suo fratello, ora morto "una meravigliosa persona, quasi un santo" che gli consigliava "perché non dipingi la Via Crucis?" "ora la sto facendo" mi dice "Questo è il momento giusto" "E come mai proprio ora vuole dipingere la Via Crucis?" gli chiedo, perché so che sta per dirmi ciò che mi preme di sapere.
"Perché ci sono ingiustizie anche oggi, violenza, e la via crucis secondo me parla dell'oggi, farò delle tele molto grandi, ne saranno 14."
"Quindi si interessa anche di attualità?"
"Certamente, è importantissima, ma guardo poco la televisione, perché si impone, e contesto anche il computer, il computer è il mezzo che ci porterà ad una Torre di Babele, ne saremo coinvolti, gli strumenti a fiato (lui li suona tutti) arrivano fino ad un certo acuto, poi l'acuto deve finire, e noi stiamo arrivando a quel limite.
La tv dà consigli di vita che non son belli, e fa di tutto per non farci pensare, ci sono persone che parlano di cantanti, dello sport, 80 quotidiani su 100 sono sportivi.
E la politica non è da meno. Molta gente non ha più bisogno di pensare, si affeziona alla squadra di calcio come al politico, e se sceglie un politico non lo critica, diventa schiava di quello, è faziosa, ci vorrebbe forza di carattere, personalità, per resistere a tutto questo, occorrerebbe averne paura."
"A lei è capitato di aver a che fare con la politica?" gli chiedo allora.
"A volte alcuni politici mi chiedevano di fare delle mostre prima delle elezioni, ma ho scoperto che le commissioni favorivano chi aveva determinate idee politiche. Vede" aggiunge "tutti noi siamo soggetti alla sfiducia, ma l'insuccesso vero è solo quando non si riesce ad ottenere quello che vogliamo da noi stessi, non quando non otteniamo riscontri dagli altri." Mi guardo ancora intorno e infine mi rendo conto dell'incredibile profondità dei suoi dipinti, che ti parlando di identità, di purezza.
"Per piacere al pubblico basta fare un prato o un mazzo di fiori, ma a me questo non interessa" mi mostra un'altra sua opera incredibile composta di musicisti e strumenti "quando dipingi questi strumenti, devi dipingere anche la musica che essi stanno suonando."
Così mi immergo nei suoi quadri, e capisco quanto amore c'è tra quelle tele, quell'uomo che dice "L'arte non muore, anche dopo la nostra morte, e la vita vale la pena viverla, anche nelle difficoltà, la vita ha sempre un valore immenso. E l'uomo... L'uomo non può essere una costruzione venuta a caso, qualcuno l'ha creato, e non è importante essere cattolico, basta credere all'uomo, agli altri." E lo vedo nei suoi cieli, che sembrano stare lì a pesarti sopra, ma in realtà ti stanno semplicemente avvolgendo se ti fermi un istante a pensare, e negli sguardi dei suoi esseri umani, in cui si legge una compassione e una umiltà profonda.
Non c'è un solo quadro nel suo studio che non abbia un significato o un messaggio da mandare, e allora capisco dove si trova l'immensa tecnica di questo artista.
Essa è sì nella grande fattura del quadro, ma soprattutto vive in ciò che sta insieme al quadro: il respiro riposato e lucido, che in maniera cosciente o meno, noi non possiamo fare a meno di percepire.
Mi ha donato un suo dipinto, Domenico, ed io lo tengo nel mio studio, e mi sembra di avere vicino un fratello che mi sta abbracciando, con un amore incondizionato, un'accettazione completa. Una compostezza e una remissività che non temono alcun nemico.
Grazie a Domenico Fratini per essersi fatto conoscere proprio da me, lo considero un onore, così come ringrazio la città di Treia per la meraviglia che la sua unicità continua a donarmi.
di Lorenzo Lucchetti
Ebbene sì, è arrivato il REALITY MARCHIGIANO!
La notizia, non poteva essere altrimenti, arriva da “Il Resto del Carlino”. Le Marche saranno la location principale di un nuovo reality show… danese. Si tratta di un format televisivo del gruppo Eyworks, ambientato a Rosora, in provincia di Ancona. Il programma andrà in onda in prima serata sulla tv nazionale danese Dr, a partire dal 26 febbraio 2009 e per dieci settimane consecutive.La scelta del paesino marchigiano è stata della conduttrice Eva Ravnbol, una scrittrice nata in Danimarca e residente a Roma: dopo il successo ottenuto sulla rete nazionale Olandese, la televisione danese ha preso questa curiosa decisione. In sostanza quattro coppie si cimenteranno nella ristrutturazione di un rustico che verrà adibito a bed&breakfast e la cui gestione sarà affidata ai vincitori dello show. Niente di originale, insomma. Come si può leggere in una nota, nell’ottobre scorso l’assessore regionale al Turismo, Vittoriano Solazzi, aveva ricevuto la conduttrice del programma e una giornalista specializzata in turismo ed enogastronomia del maggior quotidiano danese, giunte nelle Marche per conoscere da vicino le eccellenze artistiche, turistiche culturali ed enogastronomiche. L’assessore aveva fornito materiale informativo e divulgativo sul nostro territorio alla giornalista che ha dedicato un’intera pagina a Rosora, alle Marche e alle sue bellezze. La cosa è stata molto promossa sia in Danimarca che dalla Regione Umbria, in quanto il reality riserverà grandissima attenzione alle tipicità marchigiane: i protagonisti hanno infatti studiato a lungo le caratteristiche ambientali, culturali ed enogastronomiche della regione per poi applicarle al progetto. In Danimarca, fa sapere l’assessorato al Turismo delle Marche, c’è già molto interesse per l’evento, e attraverso il sito www.italy.dk numerosi turisti danesi hanno già chiesto informazioni e prenotato soggiorni nelle Marche. Curioso come, nel Paese del Reality Show per eccellenza, qual è l’Italia, sia una confezione estera a far parlare di sé, addirittura in termini di potenzialità turistica. Meglio di Cinecittà, di sicuro…
fonte: http://www.tvblog.it/
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