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CI STANNO UCCIDENDO SU SCALA PLANETARIA

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Scritto da Lorenzo Lucchetti il 29-4-09

 J. Edgar Hoover, CAPO FBI, disse:
"L’individuo viene menomato dall’impatto
di una cospirazione talmente mostruosa
da rendergli impossibile ammetterne l’esistenza.
"

 

 

 

Io adoro ricercare, per questo dico che ricercare non basta. Essere veramente e totalmente consapevoli, questo è molto più che essere informati, e in questo sta la MIA vera liberazione.
Fin da bambino i comportamenti umani mi sembravano fittizi, poi scoprii che le finzioni erano molte altre, e moltissime le mie. Quindi per me questa domanda, anche oggi, è ancora la fondamentale: CHI siamo noi?
Ognuno di noi è un potere illimitato, e noi di certo siamo molto più che solo corpo, o solo conto in banca, o solo lavoro.
Però di fatto, chi siamo?
Noi siamo creatori nel senso di ideatori e costruttori, in tutto e per tutto, di tutto ciò che accade nel mondo.
Ma siamo anche cocreatori: viviamo cioè in un universo di infiniti esseri e cose a loro volta creatori di tutto.
Un universo di divinità. Assurdo? Possibile? La logica contempla questa possibilità?
Magari ci hanno manipolati per non capirlo, del resto è molto difficile immaginarselo. Siamo divinità che coesistono con altre divinità: eppure in qualche modo siamo stati veicolati a crederlo impossibile, oltre che irrealizzabile. Ma continuiamo a ragionare per assurdo: e se proprio in quanto divinità avessimo scelto noi di vivere questa realtà, di dimenticare di essere delle divinità?

Un mio amico mi ha detto «il Profeta Geremia disse "Porrò la mia legge nel loro cuore, in modo che nessuno più possa farsi maestro a un altro e nessuno più possa dire - io non lo sapevo"» in questa frase vi sono tra gli altri, due concetti che PER ME sono necessari per poter salvare il pianeta, le nostre vite, e l’intera razza umana: il primo è che nessuno più possa ritenersi superiore agli altri, il secondo è che nessuno possa dire – io non lo sapevo, (dunque ritenersi inferiore, e questo ci riguarda, parlando di cospirazione globale!).  
Viviamo in un pianeta in cui le cospirazioni sono verosi-mili, e la realtà è che purtroppo sono reali.
Saremmo dunque degli esseri senza speranza, manipolati e votati al macello senza alcuna possibilità di redenzione?
La mia è una risposta dettata da una certa consapevolezza, dunque è UNA “BUONA” RISPOSTA PER ME, ma non mi arrogo il diritto di pensare che sia quella giusta per tutti. Tuttavia ne parlo. Perché può essere un buono spunto, come quelle di tanti per me. Seguitemi nel discorso:

Chi sono i cattivi?
PER ME i cattivi, se non sono solo i seguaci di Satana, dando per assodato il suo significato (Satana è un concetto, dunque per chi lo vuole è anche una realtà che ci rende in-capaci di conoscerci, e al contempo è la molla che ci spinge a conoscerci), non possono essere nemmeno solo una classe politica, né una classe sociale, né una religione specifica, non sono solo degli psicopatici, e non sono solo degli alieni travestiti da umani.
I “nemici” forse sono rettiliani, illuminati o seguaci di Satana (e allora il vero nemico sarebbe Satana, l’idea personificata: Satana). Probabilmente i termini con cui definire i cattivi sono moltissimi altri, ma non importa.
I cattivi sono entità multidimensionali come noi.

Ritengo in generale che qualunque cosa sia pensabile e NON pensabile, essa esista realmente, e non significa nulla che non sia percepibile dai nostri sensi fisici. Viviamo in infiniti universi, e siamo consapevoli di vivere quando va bene in uno. Per questo considero tutte queste possibilità NON solo verosimili, ma REALI: perché ciò che conta è ciò che noi vogliamo sia reale, da ciò scaturisce quello che sto dicendo.
Abbiamo realmente a che fare con esseri che mirano a ri-durre le nostre capacità di esseri divini, OVVERO CONSA-PEVOLI DI ESSERE CREATORI.
Dunque, se i cattivi sono qualcuno o qualcosa, o un’infinità di cose, che ci tengono in un’ignoranza così pro-fonda da averci fatto dimenticare chi siamo, di fatto che cosa sono?
Sono anche loro creatori, e creano liberamente la loro realtà, in questo caso per noi manipolata.
E voglio specificare che non sto parlando dei manipolatori che ci comandano nel nostro ufficio, e dei preti che ci manipolano a credere alla loro idea di Dio. Parlo di coloro che manipolano questi manipolatori. Di coloro che lo fanno consapevolmente.
I nemici sono un nostro prodotto.
Tuttavia noi possiamo scegliere di togliere di mezzo tutti questi “nemici”, cambiando noi stessi e la nostra realtà, proprio come loro hanno fatto con noi, ma con modi molto diversi, e che siano segno della nostra straordinaria gran-dezza umana, e di esseri che amano l’umanità.
Noi abbiamo, per razza: il diritto, la dignità, e siamo sempre all’altezza di creare una nostra terra. Perché la terra È nostra. Ciò che è la terra, siamo noi. E così le piante, gli animali, le stelle, e la popolazione umana che la popola, così i cattivi, sono TUTTI un nostro possesso.
E così noi per loro: siamo un possesso dei cattivi.
Cosa significa?

Significa che siamo possessori di questo universo, e di questa vita, e del diritto a viverla solo nel modo migliore possibile, che è molto più grande delle nostre speranze. Perché è molto al di là della nostra immaginazione, resa così misera dalla manipolazione stessa.
Per creare bisogna possedere.
Sognate, cominciate a sognare molto di più di quello che ritenete realistico, pensabile, possibile, reale, logico, impossibile.
BISOGNA POSSEDERE TUTTO L’UNIVERSO PER POTER CAMBIARE TUTTO L’UNIVERSO.
Bisogna sapere di non sapere tutta la verità, ma anche che possiamo sapere tutto.
Bisogna partire dal principio che in quanto esseri manipolati, non è con i nostri mezzi abituali che possiamo conoscere ciò che è veramente giusto per noi, né crearlo nel modo migliore possibile per noi, eppure abbiamo già tutti i mezzi per farlo.
Ed è qui la svolta.
Riteniamo di non essere in grado di sapere ciò che è giu-sto per noi.
Crediamo che possedere significhi togliere la libertà, ma possedere qualcosa non è “avere su di essa un diritto pre-stabilito di poterne disporre noi soli”, possedere una cosa è AMARLA PROFONDAMENTE E COMPLETAMENTE.
Non abbiamo bisogno di combattere.
Scegliere di essere verità, libertà, possesso, io, amore, ric-chezza, dolore oppure odio, tirannia, manipolazione, ma-schio, femmina, debole, forte, lottatore, pacifico, vincente, perdente, Dio, uomo, è tutto nelle nostre facoltà attuali: ORA.
Possiamo scegliere di essere qualunque cosa, perciò se vogliamo VERAMENTE costruire/creare un’umanità feli-ce, dobbiamo diventare consapevoli anche dell’assoluta divinità degli altri, e che tutti sono dunque Cocreatori, es-seri Sacri. Tutti.
…anche i cattivi.
La cosa su cui tengo maggiormente che si concentri l’attenzione, è che il puntare al massimo, ora, subito, DEN-TRO DI NOI, non è una scelta per pochi eletti «Quelli fortu-nati!» in realtà è il fondamento della salvezza dell’umanità.
Quando siamo consapevoli di qualcosa, essa diventa istantaneamente reale, e trasforma anche la realtà intorno. Perciò non teniamoci bassi umiliandoci «perché tanto la realtà a questa» un Dio perfetto non si umilia, e sa tutto. Dio non chiede per sé, se non ciò che c’è di meglio nell’universo, dunque si informa prima di scegliere, e sceglie il massimo, e lo realizza all’istante, come per magia.
E noi siamo quel Dio. Perché creiamo, anche inconsape-volmente creiamo, e non è per niente bello creare qualcosa e scoprire che c’era molto di meglio sul menù ed era tutto gratis (sempre che non fingiamo che “tanto non avremmo potuto avere di più”, oppure non ne eravamo degni. Chi lo è? I superiori!?).

Puntiamo su ciò che va oltre la nostra immaginazione, oltre ogni nostro limite.
Ma come trovare il potere per diventare consapevoli di essere creatori?
Io so che c’è una soluzione (ed altre infinite soluzioni in-sieme alla mia), le quali nascono dal potere di ogni essere umano (compreso quello di conoscere la verità).
Dunque la risposta alla precedente domanda, come a qua-lunque altra domanda, è: Desiderandolo, volendolo, crean-dolo.
Iniziate ora.

Sì, anche se credete che vi stia prendendo in giro, io vi ripeto:
Iniziate ora.
Provate a dirlo a voce alta.
«Io desidero, voglio, creo…» aggiungendo al posto dei puntini qualcosa di veramente speciale, qualcosa che in questo momento ritenete un sogno ad occhi aperti.
Fatelo.

L’avete fatto?

La realtà ci dice ciò che in questo momento veramente vogliamo.

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Scritto da Lorenzo Lucchetti il 29-4-09

Il viaggiatore perduto � Viaggio e Cura del sentire umano.

05.04.2009  dott. A.Lucchetti

VEDI LA PAGINA DI A. LUCCHETTI

 

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“Vi siete mai persi?” Badate bene, intendo “persi” nel senso di esservi messi in gioco, e non solo voi ma tutto ciò che vi circonda, esservi messi in ballo del tutto.

Sembrerebbe facile, ma c’è qualcosa di così sottile e così intoccabile nella parola ”perdersi”, da far venire i brividi.

Non banalizziamo questo concetto, è un vocabolo dall’estensione infinita, irraggiungibile, che tuttavia porta con sé una sorta di speranza motivata, di eccitazione claustrofobica.

E’ una fortuna che hanno in pochi, c’è chi raggiunge questo limbo fra attimo presente e presente storico, e a quel punto ne scaturiscono costruzioni inimmaginabili prima d’allora; faccio due esempi (il primo è più una deformazione professionale benché io non sopporti il personaggio in sé: Freud), esempi che servono a far capire che si tratta di un continuum dello stato interiore, dove da una parte c’è l’azione ed il pensiero automatico di chi è ”immobile”, e dall’altro c’è l’impensabile, l’eterno discutibile e lo stupore.

Come dicevo, il primo esempio è l’uomo Freud, il quale si era davvero perso in un nuovo mondo da lui creato. Lasciate stare che fosse un pazzo nevrotico, perché comunque lui questo mondo l’aveva veramente amato, rincorso, e se ne era appropriato; Il secondo è David Icke. Grazie a mio fratello mi sto appassionando ad Icke, pur se di tutt’altra tempistica questo scrittore, e se pur spinto da chissà quali motivazioni individuali, si è perso in qualcosa che non lo lascia fermo sulla terra, i suoi testi presuppongono un’idea di base: “c’è tutt’altro che quiete all’interno di noi, c’è tutt’altro che stabilità nel nostro istinto”.

Tutta questa introduzione esitava a parlarvi del motivo per cui ho scritto questo articolo, qualcosa di molto più terreno se riferito all’immaginario comune: negli ultimi anni un po’ per forza di volontà, un po’ per fortuna, sono riuscito a compiere dei lunghi viaggi nel Centro America.

Ci vogliono alcuni giorni per dimenticarsi della vita quotidiana e di tutte le sue abitudini, questo è senz’altro il primo passo per potersi godere davvero posti simili. Non ero partito con chissà quali prospettive, anzi, avevo cercato di regredire ad una tabula rasa per non farmi condizionare da niente; ammetto che non è così facile nella pratica delle cose, ma pian piano tale libertà interiore produce i suoi frutti.

A prescindere dal paese che visitassi (Messico, Guatemala, Honduras e Belize) ho visto tutto con occhi nuovi, ho appreso con mentalità nuova: il mio apprendimento non era più basato sulla paura di sbagliare e sulla scelta della situazione meno difficile (non vorrei generalizzare, ma intendiamoci…), ma su qualcosa che è “più olimpico, più supremo”… bè, proprio come se fossi una tabula rasa, capace di assorbire anche l’immaginario, l’irreale.

In quei momenti mi sono perso, mi sono davvero perso, ho intrapreso tale continuum molto lentamente, così lentamente che forse tornandomene a casa ho perso lievemente qualche frutto, ma intanto ho sentito, udito, visto e toccato la mia mente mentre girovagava in una dimensione che non aveva cancelli, divieti, consigli, latitudini, cultura.

La cosa che più mi è rimasta addosso è stata l’accresciuta dote di cambiare idea, di ammettere di sbagliare. Ovviamente so di parlare di qualcosa di estremamente soggettivo, ma ora ritornano alla mente i versi di una vecchia song che ha composto la mia giovinezza. Se non sbaglio essa cantava con grande enfasi “Si può vincere una guerra in due, ma e’ piu’ difficile cambiare un’idea”

Cambiare idea… Cambiare idea destabilizza, dare ragione a qualcun altro ci battezza deboli, presunti secondi: cacchiate! Ora preferisco lasciarmi corrompere da tutto ciò che mi circonda piuttosto che lasciare che la mia mente assomigli ad una sfera infuocata: un groviglio di pensieri, preconcetti e stereotipi che formano la parte centrale, il nucleo, e la parte più esterna della sfera, quella teoricamente modificabile, ma così legata al nucleo che assomiglia più ad una miriade di micro fiamme che bruciano, analizzano e degenerano fino ai minimi termini ogni possibile influenza esterna.

Vorrei piuttosto che assomigliasse ad una steppa siberiana, che il suo terreno rimanesse stabile negli anni come la personalità ed il temperamento, ma ci fossero mesi di neve e di ghiacci che poi si sciogliessero.

L’anno dopo troveremmo lo stesso processo, vedremmo tutto mutare continuamente ma senza mai perder di vista il fatto che la distesa sottostante c’è sempre; la terra è incrollabile ma lascia permeare l’acqua, ne fa propri gli elementi essenziali, per poi farsi ammantare da una forza estrema: il ghiaccio; infine la roulette ricomincia, ripete il giro, dopo che il terreno ha digerito tutto quel ghiaccio, ne fa riemergere una distesa sempre più verdeggiante.

Leggendo vi domanderete “Che cosa può dunque produrre un viaggio! Una follia?”

I miei viaggi sono stati, e questo è quanto, tantissimo altro, ma ho voluto lasciare questa mia impronta originale, per non farvi mai dimenticare che c’è un altro mondo oltre le nostre idee.

Se possibile presto aumenterò il volume delle foto su questa lavalledelvento.net, perché questo viaggio ha contato nel “viaggio”, come vi ho fatto ben capire, per tutt’altri motivi che i limpidi salti nel vuoto di un viaggiatore nel mondo.

 

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